Oltre Caravaggio con i caravaggeschi alla National Gallery di Londra. Una grande mostra in autunno

Per la prima volta nel Regno Unito una mostra sull’influenza di Caravaggio in Europa, con 49 dipinti di musei e collezioni private delle isole britanniche

Caravaggio, La cattura di Cristo, 1602, National Gallery of Ireland, Dublino
Caravaggio, La cattura di Cristo, 1602, National Gallery of Ireland, Dublino

Alla National Gallery di Londra è attesa per questo autunno la prima grande mostra nel Regno Unito su Caravaggio e i suoi seguaci. Si chiama Beyond Caravaggio e riunirà – dal 12 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017 – 49 dipinti raramente esposti e normalmente ospitati in musei, chiese, dimore storiche, castelli e collezioni private delle isole britanniche, compresa l’Irlanda, dove la mostra si sposterà nella sua National Gallery dall’11 febbraio al 14 maggio 2017, per poi trasferirsi alla Royal Scottish Academy dal 17 giugno al 24 settembre 2017.
Caravaggio non ha avuto allievi diretti, ha viaggiato poco (due volte a Napoli, allora parte dell’impero spagnolo) ed è morto alla giovane età di 39 anni, eppure la sua influenza si è diffusa notevolmente. A partire dal 1600, artisti provenienti da tutta Europa accorrevano a Roma per vedere il suo lavoro, e molti di loro – tra cui Orazio Gentileschi, Valentin de Boulogne, Jusepe de Ribera e Gerrit van Honthorst – hanno continuato a imitare il suo naturalismo e la sua interpretazione drammatica della luce anche dopo la sua morte nel 1610, sedotti dalla forza della sua pittura.

Giovanni Serodine, Il tributo della moneta, 1625, National Galleries of Scotland
Giovanni Serodine, Il tributo della moneta, 1625, National Galleries of Scotland

UN PERCORSO CHE COINVOLGE UNA GENERAZIONE DI ARTISTI
La mostra inizierà esplorando i primi anni di Caravaggio a Roma, dove ha prodotto opere raffiguranti giovani, musicisti, bari e cartomanti, come il celebre Ragazzo morso dal ramarro (1594-5) appartenente alla National Gallery, che sarà esposto accanto a La buona ventura (1615-1620 circa, Detroit Institute of Arts) di Bartolomeo Manfredi e a un capolavoro del pittore francese caravaggesco Georges de la Tour, Il baro con l’asso di quadri (1630-1634), proveniente dal Kimbell Art Museum, Fort Worth, Texas. Il percorso continuerà con La Cena in Emmaus (1601, National Gallery, Londra) e la recente riscoperta de La cattura di Gesù Cristo (1602, in prestito a tempo indeterminato alla National Gallery dell’Irlanda da parte della Comunità dei Gesuiti, Leeson Street, Dublino) che saranno esposti insieme ad altri lavori caravaggeschi, come ad esempio Il tributo (1625, Scottish National Gallery) di Giovanni Serodine.

TRE DIPINTI, TRE FASI
La National Gallery ha la fortuna di avere tre dipinti del Caravaggio, ognuno legato a una diversa fase della sua carriera, ma non siamo normalmente in grado di mostrare queste opere nel loro contesto nelle nostre gallerie – ha commentato il curatore della mostra Letizia Treves -. L’ispirazione per questa mostra è nata dal voler visualizzare questi dipinti accanto ad altri lavori di seguaci di Caravaggio, e per dimostrare l’ampiezza straordinaria e la gamma della sua influenza su un’intera generazione di pittori “.

www.nationalgallery.org.uk

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