Italiani in trasferta. Valerio Adami in Austria, alla Secessione di Vienna

Nel palazzo costruito tra il 1897 e il 1898 dall’architetto Joseph Maria Olbrich da un disegno di Gustav Klimt, la prima personale dell’artista bolognese in Austria

Valerio Adami, Secessione, Vienna, 2016 (foto Secessione - Hannes Bock)
Valerio Adami, Secessione, Vienna, 2016 (foto Secessione - Hannes Bock)

C’è anche l’Austria fra le destinazioni dove, se siete fra i tanti che progettano lì una vacanza, potreste respirare un po’ d’aria di casa, in ambito artistico. È anzi probabilissimo che la respirereste, visto che lo scenario di cui parliamo è quello di una delle mete irrinunciabili per un visitatore a Vienna: ovvero quel Palazzo delle Secessione costruito tra il 1897 e il 1898 dall’architetto Joseph Maria Olbrich, ma derivato da un disegno di Gustav Klimt, di cui ancora conserva il celebre Fregio di Beethoven.

OPERE REALIZZATE DALL’ARTISTA PRIMA DEL 1964
È lì, in particolare negli spazi del Grafisches Kabinett, che fino al 28 agosto va in scena la prima mostra personale in Austria di Valerio Adami (Bologna, 1935), pittore fra i maggiori rappresentanti della Pop Art italiana, da tempo volontariamente “emigrato” a Parigi, dove vive la maggior parte dell’anno. E si tratta di una mostra da non perdere, visto che viene esposto al pubblico un nucleo di opere realizzate dall’artista prima del 1964, ovvero prima del boom della Pop Art americana, sancito dalla partecipazione dei maggiori protagonisti alla Biennale di Venezia nel Padiglione USA. Un gruppo di lavori dai cromatismi e dalle linee ancora legati ai precedenti stimoli espressionisti, ma dai quali già trapela l’occhio puntato sul mondo dei fumetti, che poi porterà l’artista alle sue opere della maturità, vicine alla ricerca di Roy Lichtenstein: alcuni li potete intanto vedere nella fotogallery…

http://www.secession.at/

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

1 COMMENT

  1. Finalmente valorizzati i lavori di un periodo magico della produzione di un grande artista, ma che con il trascorrere del tempo è purtroppo andato sempre più decadendo.

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