Arte e inclusione sociale: al Garage Museum di Mosca parte il primo programma dedicato ai disabili

Arte contemporanea e integrazione. A Mosca, il Garage Museum apre un programma per disabili. È tra i primi musei accessibili in Russia

Urs Fischer, Small Axe, Garage Museum of Contemporary Art, Mosca (foto Dmitry Shumov – Garage Museum)
Urs Fischer, Small Axe, Garage Museum of Contemporary Art, Mosca (foto Dmitry Shumov – Garage Museum)

Un programma di iniziative destinato a rendere l’arte contemporanea più accessibile ai disabili: a lanciarlo è il Garage Museum di Mosca, nato grazie all’impegno di Dasha Zhukova, insieme al marito Roman Abramovich, tra i collezionisti più ricchi e importanti al mondo, secondo la top 100 di Artnet.
Mentre il gruppo Vice Media annuncia l’acquisto della maggioranza delle quote del semestrale Garage Magazine, annunciando l’addizione di un team newyorkese per la rivista, ma confermando Dasha Zhukova alla guida della società editoriale, lo spazio sovietico apre l’estate con l’annuncio di un importante progetto che gli conferisce un vero e proprio primato nel Paese, essendo tra le pochissime strutture espositive ad avere un programma per disabili.
Il primo step è stato realizzato durante la mostra Co-thinkers, che include tra gli artisti, Maurizio Cattelan, Robert Rauschemberg e James Turrell: le opere sono stata inserite in un percorso che comprende modelli 3D e display touch screen, in modo da offrire un esperienza tattile utile per i non vedenti, in grado  a questo punto di attraversare l’allestimento in maniera autonoma. “Chi visita Co-thinkers” ha spiegato la curatrice Anastasia Mityushina “non deve annunciare la sua presenza chiedendo un trattamento speciale alla reception, ma può farlo liberamente”. Un passo avanti, questo, sulla via dell’inclusione.

Eccola, la Venere di Botticelli per non vedenti
Eccola, la Venere di Botticelli per non vedenti

LA LOTTA PER L’INTEGRAZIONE
Se questo progetto diventa particolarmente significativo in un paese come la Russia sempre a rischio di discriminazione ed esclusione sociale, nel nostro paese le cose cominciano a funzionare un po’ meglio. Sono sempre di più, infatti, in Italia le strutture che hanno programmi riservati ai disabili, anche se purtroppo in molti luoghi mancano ancora i criteri base per l’accessibilità come rampe e scale ad hoc.
Ma nel tempo le cose stanno migliorando: a Genova è nato il Museo Lucia Guderzo delle Tecnologie per Disabili Visivi dedicato alla collezione dei dispositivi che hanno marcato la storia professionale della Gaderzo, direttrice del Centro Efesto e fondatrice di Tiflosystem, la società che rappresenta un punto di riferimento nelle tecnologie per la vita indipendente dei disabili.
A Varese è nato invece il Museo Tattile Omero, mentre la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano hanno lanciato diversi progetti accessibili, così come la Gamec di Bergamo ha proposto visite guidate nella lingua dei segni.

Santa Nastro

garagemca.org/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.