Italiani in trasferta. Maurizio Cannavacciuolo all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston

L’artista italiano in residenza nello storico museo crea un grande site-specific per la facciata dell’edificio progettato da Renzo Piano

Maurizio Cannavacciuolo all'Isabella Stewart Gardner Museum (particolare)
Maurizio Cannavacciuolo all'Isabella Stewart Gardner Museum (particolare)

È una sorta di enclave rinascimentale nel nuovo mondo. Una casa-museo progettata nel 1896 dall’architetto Willard T. Sears per ospitare le notevoli raccolte di più di 2.500 opere di arte europea, asiatica e americana di una collezionista e filantropa, una sorta di principessa, di quella aristocrazia senza titoli che fece grande la Gilded Age statunitense. In quelle stanze ricorrono nomi come quelli di Beato Angelico, Sandro Botticelli, Benvenuto Cellini, Giotto, Michelangelo, Piero della Francesca, Raffaello, Vermeer. Parliamo dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, nel Massachusetts, che dal 1992 ha scelto anche di sostenere gli artisti contemporanei lanciando un programma di artist-in-residence coordinato da Anne Hawley in dialogo con la collezione e con gli spazi ristrutturati nientemeno che dall’archistar Renzo Piano.

NEGLI ANNI SCORSI STEFANO ARIENTI E LUISA RABBIA
Da qualche anno il progetto di residenza ha trovato una sua concretizzazione formale con la commissione agli artisti ospiti di opere di grandi dimensioni da piazzare sulla facciata del museo. Negli anni si sono succeduto nomi come quelli di Adam Pendleton, Hamra Abbas, Nari Ward, e italiani – nel rispetto delle molte presenze tricolori nella collezione storica – come Stefano Arienti e Luisa Rabbia. Quest’anno l’onore di ideare un lavoro site-specific per la facciata tocca ancora a un italiano, Maurizio Cannavacciuolo, il cui lavoro A Lecture on Martian History, inaugurato nei giorni scorsi, sarà in mostra fino al 9 gennaio 2017. Influenze culturali diverse che si sovrappongono nell’approccio alla società contemporanea: il frutto di molti viaggi compiuti dall’artista in Asia, in particolare in India e Thailandia. Ne vedete qualche immagine nella fotogallery…

Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.