Il mastodontico M+ Museum di Hong Kong aprirà (forse) tra 3 anni, ma continua a cambiare direttore

Il gigante museale da 60mila metri quadrati progettato da Herzog & de Meuron torna a guardare al futuro dopo una lunga serie di defezioni. Apertura al pubblico fissata al 2019

Suhanya Raffel
Suhanya Raffel

Se le notizie che arrivano da Hong Kong sono normalmente improntate all’ottimismo, al dinamismo, alla crescita a due cifre, c’è un’istituzione culturale che sembra essersi messa in testa di smentirle. Questo sembra infatti il trend in cui pare essersi imbarcato un gigante dei musei quale l’M+, una delle perle del West Kowloon Cultural District, progettato da Herzog & de Meuron: la cui apertura al pubblico slitta ormai da anni, e recentemente è stata fissata al 2019. Nel frattempo però il museo ha perso per strada un direttore prestigioso come Lars Nittve, dimessosi a gennaio di quest’anno, seguito a febbraio dallo chief executive Michael Lynch, e a ruota dall’Associate Curator Yung Ma, approdato a Parigi al Centre Pompidou.

Il progetto dell'M+ di Hong Kong di Herzog & deMeuron
Il progetto dell’M+ di Hong Kong di Herzog & deMeuron

UN COMPITO AL TEMPO STESSO ECCITANTE E ARDUO
Ora giunge finalmente una notizia che potrebbe interrompere il circuito vizioso: ovvero la nomina a direttore esecutivo di Suhanya Raffel, attuale vice direttore e direttore delle collezioni presso l’Art Gallery of New South Wales, in Australia. La Raffel, che entrerà in carica dal prossimo mese di novembre, si è distinta nel suo incarico attuale, che ricopre dal 2013, seguendo l’ampliamento del museo ed un sensibile arricchimento delle collezioni permanenti, nell’ambito del programma “Sydney Modern Project”. Il suo sarà “un compito al tempo stesso eccitante e arduo”, ha ammesso il presidente del board dell’M+ Museum, Victor Lo.

Massimo Mattioli

www.westkowloon.hk

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

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