Alla ricerca del sosia di van Gogh. È l’ultimo progetto di Douglas Coupland

Pensate di somigliare a Vincent van Gogh oppure conoscete qualcuno che sembra il suo sosia? Se la risposta è si, potete partecipare al progetto appena lanciato dall’artista e scrittore canadese Douglas Coupland. Si vincono dei soldi e un monumento gigante con la propria faccia

Peijnenburg Roland dal Lussemburgo, uno degli aspiranti Van Gogh
Peijnenburg Roland dal Lussemburgo, uno degli aspiranti Van Gogh

Douglas Coupland (Baden-Soellingen, 1961) si è sempre distinto per i suoi progetti originali e un po’ folli. Più conosciuto per la sua attività di scrittore (è l’autore del romanzo cult Generazione X, uscito nel 1991), si è tuttavia formato alla scuola d’arte e a partire dal 2000 ha ripreso a occuparsi anche di arti visive. Influenzato soprattutto dalla Pop Art e dall’arte concettuale, Coupland ha lavorato con vari media, privilegiando però la scultura. Per il suo ultimo progetto, lanciato nei giorni scorsi, ha deciso di mettersi alla ricerca del miglior sosia possibile di Vincent van Gogh.

A.A.A SOSIA CERCASI
Fino al prossimo 20 agosto sarà possibile candidarsi caricando la propria fotografia sul sito web iamvincent.com dove tutti gli aspiranti sosia verranno riuniti e poi votati dal pubblico. Il vincitore, che sarà scelto insindacabilmente dall’artista, si aggiudicherà un premio in denaro di cinquemila euro e verrà invitato a Vancouver per fare da modello per una scultura gigante: la sua testa verrà “copiata” da uno scanner 3D e diventerà un monumento di 3 metri per 2 con tanto di targa che reca il suo nome.
La scultura è solo l’ultima di una serie di teste monumentali realizzate da Coupland: la più famosa, Gumhead, si trova a Vancouver ed è un autoritratto in fibra di vetro dell’artista su cui il pubblico è invitato ad appiccicare gomme americane masticate.

Il sito web I Am Vincent
Il sito web I Am Vincent

IL GENE MUTANTE DEI CAPELLI ROSSI
A seguire l’artista ha intenzione di realizzare altre opere dedicate alle persone con i capelli rossi. Perché proprio loro?
Vorrei stimolare una discussione sulle nuove relazioni che intercorrono tra scienza, arte e globalizzazione” spiega Coupland. “I capelli rossi rappresentano la più recente mutazione umana di successo. Il due per cento della popolazione mondiale ha i capelli rossi e in Nordeuropa e nei Paesi occidentali questo numero può arrivare fino al sei per cento. Si verifica nelle persone che hanno due copie di un allele recessivo sul cromosoma 16, il che produce una versione alterata della proteina MC1R”. E conclude: “Si tratta di un modo complicato per dire che non possiamo mai sapere quando un gene deciderà di mutare, e che tipo di caratteristiche produrrà. Questa magia genetica è un microcosmo del modo in cui tutta la vita sulla terra cambia, con il tempo. Vorrei che questa prima opera in bronzo sia eterna, ma vorrei anche che fosse intrisa dello spirito del Ventunesimo secolo”.

– Valentina Tanni

www.iamvincent.com

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.