Sta per partire la Biennale di Berlino: ecco i 120 artisti invitati. Nessun italiano e molti famosi. Ma sui progetti i curatori ancora non si sbottonano

E anche la nona edizione della Biennale di Berlino si svela. Annunciati i nomi dei 120 artisti che dal 4 giugno fino al 18 settembre sotto la cura di DIS, un collettivo composto da Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso e David Toro, di base a New York, faranno parte del concept “The Present in […]

Il collettivo DIS

E anche la nona edizione della Biennale di Berlino si svela. Annunciati i nomi dei 120 artisti che dal 4 giugno fino al 18 settembre sotto la cura di DIS, un collettivo composto da Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso e David Toro, di base a New York, faranno parte del concept “The Present in Drag.
Mentre si snocciolano nomi&cognomi, ci sono ancora parecchie riserve su tutto il resto. Si presumono, stando agli artisti coinvolti, i settori di riferimento (internet, comunicazione, tecnologie digitali, pubblicità) ma sul “come e cosa” i DIS si sono sbottonati poco. Nessun italiano in mostra, mentre figurano invece nomi noti in tutte le sezioni che compongono il percorso espositivo; molti i collettivi, le collaborazioni tra artisti e non manca nemmeno qualche “Anonymous”. Le sedi, in cui i loro lavori si snoderanno, sono luoghi emblematici dei cambiamenti che la storia culturale tedesca ha dovuto subire: The Akademie der Künste, the European School of Management and Technology (ESMT), l’inedita Feuerle Collection, e il KW Institute for Contemporary Art. Ma ci sarà anche un tour in barca sulla Sprea, per un progetto veramente itinerante. In questi spazi si svolgeranno le varie sezioni: quella principale, poi Anthem, LIT, Not in Berlin Biennale. Ecco tutti i nomi degli artisti invitati.

LA SEZIONE PRINCIPALE
Antoni Abad, Halil Altindere, Ei Arakawa in collaboration with Dan Poston, Stefan Tcherepnin, Korakrit Arunanondchai/Alex Gvojic, atelier le balto, Armen Avanessian/Alexander Martos in collaborazione con Christopher Roth, åyr, Will Benedict, Julien Ceccaldi, Centre for Style in collaborazione con Anna-Sophie Berger, Burkhard Beschow & Anne, Fellner, Max Brand, Rare Candy, Susan Cianciolo, Marlie Mul, Liam Osborne, H.B., Peace & Kate Meakin, Joshua Petherick, Lin May Saeed, Eirik Sæther, Brody Condon, CUSS Group in collaboration with ANGEL-HO, FAKA, Megan Mace, NTU, Kathleen Daniel, Debora Delmar Corp., Simon Denny, Cécile B. Evans, Nicolás Fernández, Lizzie Fitch/Ryan Trecartin, Simon Fujiwara, GCC, GUAN Xiao, Calla Henkel/Max Pitegoff, Camille Henrot, Yngve Holen, Alexa Karolinski/Ingo Niermann, Josh Kline, Korpys/Löffler, Nik Kosmas, Christopher Kulendran Thomas, M/L Artspace, Shawn Maximo, Ashland Mines, New Scenario, Katja Novitskova, Trevor Paglen/Jacob Appelbaum, Juan Sebastián Peláez, Adrian Piper, Alexandra Pirici, Josephine Pryde, Puppies Puppies, Babak Radboy, Jon Rafman, Timur Si-Qin, Lucie Stahl, Hito Steyerl, TELFAR, Wu Tsang, Anna Uddenberg, Amalia Ulman, Anne de Vries.

LE ALTRE
Anthem
Abu Hajar, Halil Altindere, Math Bass, Lizzi Bougatsos; Brian Degraw, Elysia Crampton, Lizzie Fitch/Ryan Trecartin, Isa Genzken, Juliana Huxtable, Kelela, Nguzunguzu, Adrian Piper, Fatima Al Qadiri, Carles Santos, Jacolby Satterwhite, Hito Steyerl, Total Freedom, Amalia Ulman, Nick Weiss.

LIT
Will Benedict, Dora Budor, Cao Fei, Simon Dybbroe Møller, Roe Ethridge, Hood by Air, Bjarne Melgaard, Zanele Muholi, Johannes Paul Raether, Torbjørn Rødland, Akeem Smith, Martine Syms, Stewart Uoo.

Not in the Berlin Biennale
Frank Benson, Asger Carlsen, Casey Jane Ellison, Roe Ethridge, Avena Gallagher, Tilman Hornig, Chris Kraus, Bjarne Melgaard, Jason Nocito, Sean Raspet, Andrew Norman Wilson, Anonymous, Anonymous, Anonymous.

www.berlinbiennale.de

10 COMMENTS

  1. Trattandosi di collettivi, internet, comunicazioni, tecnologie digitali, pubblicità viene da pensare che i settori della ex- new economy ormai non hanno altro sbocco che le manifestazioni d’arte venendo a mancare i scenari annunciati del nuovo lavoro, risultato alla fine in realtà poco remunerativo, noioso e altamente sfruttato oltre che inflazionato. Gli idraulici e gli elettricisti, essendo ancora richiesti e remunerati infatti non hanno ancora bisogno di biennali e non fondano collettivi per promuoverle. Quando i robot sostituiranno idraulici ed elettricisti vedrete che qualcuno si inventerà la Biennale del tubo e pure quella del Filo Elettrico. Ma cosa c’è di male nell’essere fuori da queste rassegne di scemenze, organizzate da provider falliti ?

    • “fondano collettivi per promuoverle”? non avevamo pensato questo aspetto! Probabilmente è così. Noi siamo un collettivo artistico “in divenire”, indipendente e totalmente fuori dal sistema.
      Vogliamo farci conoscere, perché siamo sicuri di avere un “prodotto” veramente unico e innovativo nel campo dell’arte contemporanea; sia fotografica che pittorica. Speriamo nuove generazioni di artisti si possano unire a noi, (da qui l’aggettivo ‘collettivo’, mettere ‘in comune’ la nostra esperienza).
      A proposito, se qualcuno di competenza ci vuole invitare a qualche biennale, triennale, quadriennale ecc. abbiamo già pronta la valigia piena d’arte.

      Questo è uno dei nostri “Quadro cartolina”, mandato sul’asteroide Bennu, con la navicella spaziale @OSIRISREx, che la NASA farà partire nel prossimo autunno.
      Colore acrilico, tempera e colore ad olio applicati a secco sulla tela; insieme ad Olio d’Oliva, Vino e Peperoncino piccante!
      Collettivo L G A A (LondonGiusAngelArt).

      • ah ah ah simpatico , anch’io lavoro alla Nasa: un giorno di questi dobbiamo berci una birra assieme. :)))

        • Ben volentieri, molte grazie! Noi comunque preferiamo un buon bicchiere di vino. Anche perché come dice un vecchio proverbio latino:
          ” in vino veritas”.
          Infatti non una sola parola di quello che abbiamo scritto è falsa. L’open call della NASA per questa missione pare sia chiusa oramai; ma alla pagina
          @OSIRISREx e al Hashtag WeTheExplorers se ne parla ancora.
          Ma chi lavora alla NASA dovrebbe saperlo.

        • Ben volentieri, grazie! Noi preferiamo un buon bicchiere di vino. Anche perché, come dice un vecchio proverbio latino: “in vino veritas”. Infatti non una sola parola di quella che abbiamo scritto è falsa. L’open call della NASA ,per questa missione, pare che sia chiusa. Ma se ne parla ancora su twitter -[email protected] e sul hashtag –#WeTheExlporers- (ci scusiamo ma non siamo riusciti a ‘linkare’ le pagine).
          Chi lavora alla Nasa, forse, dovrebbe saperlo.
          Collettivo artistico L G A A

          • Mi scuso non ero informato. Ma sapete bene che alla NASA si lavora come cani e spesso non si ha neanche il tempo per accorgersi di quello che capita nella stanza accanto! Complimenti per il vostro lavoro, che non sfigurerebbe nell’illustre esposizione di Berlino.

  2. Ma si tratta forse di una ennesima manifestazione di Arte Contemporanea vietata ai maggiori di 35 anni?
    A quando una Biennale per Pensionati?

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