Helmut Newton, il primo street photographer della storia. Immagini e video dall’anteprima della grande mostra alla Casa dei Tre Oci di Venezia

“Helmut Newton? Era daltonico”. Un paradosso, per uno dei personaggi che nel ‘900 ha maggiormente saputo gestire le immagini: e uno dei tanti imperdibili aneddoti che emergono dalle parole di Denis Curti, curatore – assieme Matthias Harder – della mostra Helmut Newton. Fotografie, visibile dal 7 aprile al 7 agosto alla Casa dei Tre Oci […]


Helmut Newton? Era daltonico”. Un paradosso, per uno dei personaggi che nel ‘900 ha maggiormente saputo gestire le immagini: e uno dei tanti imperdibili aneddoti che emergono dalle parole di Denis Curti, curatore – assieme Matthias Harder – della mostra Helmut Newton. Fotografie, visibile dal 7 aprile al 7 agosto alla Casa dei Tre Oci di Venezia. “Il primo street photographer della storia”: Questa una delle altre definizioni date del grande artista, che introduce più direttamente nel cuore di questo progetto espositivo, organizzato in collaborazione con la Helmut Newton Foundation: che a fianco ad alcune famosissime icone, divenute punti di riferimento visuali dell’estetica contemporanea, presenta un Newton diverso, più privato, più riflessivo: che usciva per strada armato di due fotocamere, e ritraeva anche gente comune, “costruendo una narrazione in cui la ricerca dello stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore interpretare”.

La rassegna raccoglie le immagini di White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, volumi oggi considerati leggendari e gli unici curati dallo stesso Newton: ne vedete una serie di immagini nella fotogallery…

Massimo Mattioli

Dal 7 aprile al 7 agosto 2016
Casa dei Tre Oci
​Fondamenta delle Zitelle, 43 – Giudecca – Venezia
www.treoci.org

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.