A Parigi il nuovo Museo di François Pinault. Dopo Palazzo Grassi e Punta della Dogana, il magnate apre nella Borsa di Commercio, in accordo con il Comune

L’avventura della collezione Pinault aperta al pubblico comincia dieci anni fa con Jean Jacques Aillagon a Venezia. A beneficiarne Palazzo Grassi e, successivamente Punta della Dogana. In seguito viene aperto il Teatrino e alle mostre della collezione si aggiunge un altro importante tassello ed una intensa programmazione culturale. Ma avviene che a François Pinault tutto questo […]

L’avventura della collezione Pinault aperta al pubblico comincia dieci anni fa con Jean Jacques Aillagon a Venezia. A beneficiarne Palazzo Grassi e, successivamente Punta della Dogana. In seguito viene aperto il Teatrino e alle mostre della collezione si aggiunge un altro importante tassello ed una intensa programmazione culturale. Ma avviene che a François Pinault tutto questo non basti e, con una lettera accorata, annunci, ripercorrendo la propria storia e la storia degli spazi collegati alla sua collezione, di voler aprire un nuovo centro culturale a Parigi, collegando non solo virtualmente la Ville Lumiere alla laguna per eccellenza. La direzione infatti sarà unica e farà capo come a Venezia a Martin Bethenod.
Il progetto è stato resto possibile da Anne Hidalgo, il sindaco della capitale francese che ha concordato con il noto magnate, la concessione in gestione della Borsa di Commercio, che costituì per un certo periodo da magazzini generali del grano della città.

UN BENE RESTITUITO ALLA CITTA’
Il vincolo sarà di cinquant’anni, dopo i quali il Comune e gli eredi potranno decidere se continuare o meno l’avventura. In cambio la famiglia Pinault, che avrà l’opportunità di esporre la propria collezione e proseguire nel percorso cominciato a Venezia, dovrà occuparsi del restauro e della gestione del bene culturale e naturalmente il totale finanziamento delle attività. “Ho a lungo accarezzato il sogno di costituire una rete internazionale ove far liberamente circolare le opere, le proposte, le idee, gli sguardi. Con l’apertura di questa nuova sede, il sogno è sul punto di divenire realtà”. Spiega Pinault. “Il mio desiderio è che questo impegno arrivi a coinvolgere più generazioni tra i membri della mia famiglia”.
Il restauro della Borsa di Commercio sarà affidato a Tadao Ando, rispettando la lunga tradizione ed amicizia con le iniziative della famiglia Pinault, affiancato da architetto specializzato nella conservazione dei Beni Architettonici, Pierre-Antoine Gatier, e da due giovani architetti francesi, Lucie Niney e Thibault Marca, l’agenzia NeM. “Questo luogo” conclude Pinault “avrà una vocazione educativa e pedagogica molto forte, nei confronti dei pubblici più diversi e con un’attenzione particolare verso coloro che sono abitualmente distanti dall’arte contemporanea. Tutto ciò si tradurrà in una programmazione multidisciplinare, con numerose esperienze capaci di intrecciare le arti plastiche, la musica, il teatro, la letteratura e il cinema”. La promessa è che presto avrà anche, come per Venezia, un auditorium.

Santa Nastro

www.palazzograssi.it

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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