Canova in pellegrinaggio ad Assisi. Per la prima volta in Italia le opere del grande neoclassico lasciano Possagno per una mostra in Umbria: ecco le immagini

Capolavori del Settecento, dentro un capolavoro del Duecento. Per la prima volta in Italia un ricco corpus di opere – sculture, dipinti e incisioni – di Antonio Canova lascia il Museo e la Gipsoteca di Possagno per raggiungere Assisi, in occasione della grande mostra appena inaugurata nella straordinaria location del Palazzo Monte Frumentario, l’antico ospedale […]

Capolavori del Settecento, dentro un capolavoro del Duecento. Per la prima volta in Italia un ricco corpus di opere – sculture, dipinti e incisioni – di Antonio Canova lascia il Museo e la Gipsoteca di Possagno per raggiungere Assisi, in occasione della grande mostra appena inaugurata nella straordinaria location del Palazzo Monte Frumentario, l’antico ospedale del Comune costruito nel 1267, trasformato nel ‘700 in opera pia.
Un legame, quello tra Antonio Canova e l’Umbria, che si scopre intenso, per i possedimenti del fratello Giambattista Sartori Canova a Sangemini, e per i rapporti dello scultore con l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, di cui era illustre membro, ed alla quale lasciò molte sue opere. Presenti in mostra una trentina di gessi e marmi, altrettanti dipinti ed incisioni, modellini in argilla ed un “laboratorio didattico” della scultura per spiegare ai visitatori la genesi dell’opera di Canova.
E non manca un occhio al marketing territoriale, con il Consorzio di promozione turistica trevigiano presente, nell’ambito della mostra, con uno showcooking al quale sono stati invitati una decina di travel – food blogger provenienti da tutta Italia. In questa occasione è stata illustrata e degustata la serie di finger-food dal titolo ”L’arte nel piatto, a tavola con Antonio Canova”. Tutto da vedere fino al 6 gennaio 2014: qui intanto l’anteprima con la fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.