Olimpiadi toccasana per le istituzioni culturali londinesi? Nemmeno per idea, anzi lo sport si mangia il 25% dei visitatori

Ma le Olimpiadi non dovevano essere una vetrina d’eccellenza per tutte le grandi istituzioni culturali londinesi, che infatti si stavano “facendo belle” da mesi se non da anni? Chi lo pensasse, non avrebbe idea delle energie che corrono in occasione di un evento sportivo di questo calibro, che riescono a fagocitare tutti gli interessi che […]

Londra affollata, ma solo per le Olimpiadi

Ma le Olimpiadi non dovevano essere una vetrina d’eccellenza per tutte le grandi istituzioni culturali londinesi, che infatti si stavano “facendo belle” da mesi se non da anni? Chi lo pensasse, non avrebbe idea delle energie che corrono in occasione di un evento sportivo di questo calibro, che riescono a fagocitare tutti gli interessi che non siano allineati a questo. E che invece tengono lontani dalla sede prescelta i turisti che normalmente vi convergerebbero, spaventati dalle folle che riempiono trasporti, servizi pubblici, alberghi e ristoranti.
Risultato? A Londra tutti si leccano le figurative ferite: sua maestà il British Museum deve registrare un calo del 25 per cento dei visitatori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i teatri del West End vedono il calo nella partecipazione salire fino a un terzo. Strade stranamente deserte del centro città: “non ho mai visto una Londra così tranquilla negli oltre 20 anni che ci vivo”, ha dichiarato Terri Paddock, editor del sito Whatsonstage. Anche la Tate Britain ha visto anche un forte calo nelle vendite dei biglietti, mentre la Tate Modern si salva in parte con la novità dell’apertura dello spazio underground dei Tanks e con diversi eventi del London Festival 2012, ma sono le mostre nel museo ad allinearsi con la contrazione delle visite.
Ma è un caso isolato o una costante in occasione di grandi eventi sportivi? “A giugno durante gli Europei di calcio – ha dichiarato ad Artribune Fabio Cavallucci, direttore del CSW di Varsavia – i nostri visitatori sono calati proprio nei giorni in cui si svolgevano le partite nel nuovissimo spazio della capitale polacca“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.