Riqualificare e rilanciare, con l’arte. Gli spazi dismessi delle vette bellunesi continuano l’iter di rinascita. Grazie a Dolomiti Contemporanee. Arriva DC Next

La scorsa estate è stata una delle punte di diamante della scena artistica italiana: una bella intuizione, una location straordinaria, una rete solida di supporter pubblici e  privati, un calendario fitto di eventi, residenze e attività, che riuniva artisti e curatori intorno a una sigla presto divenuta riconoscibile. Un marchio di qualità: DC, come “Dolomiti […]

DC NEXT, Blocco Taibon, la Nuova Fabbrica - spazi interni APL Ovest - foto Giacomo de Donà

La scorsa estate è stata una delle punte di diamante della scena artistica italiana: una bella intuizione, una location straordinaria, una rete solida di supporter pubblici e  privati, un calendario fitto di eventi, residenze e attività, che riuniva artisti e curatori intorno a una sigla presto divenuta riconoscibile. Un marchio di qualità: DC, come “Dolomiti Contemporanee”.
Il progetto di Gianluca D’Inca Lèvis, germinato tra le vette lussureggianti del bellunese, intorno al quartier generale di Sass Muss, quest’anno torna col nome di “DC NEXT” e con molte novità. Non più Sass Muss, intanto: quel sito gigantesco, abbandonato da decenni dopo una gloriosa stagione industriale, non è più disponibile. Poco male: la riqualificazione e il rilancio di posti degradati e accantonati dalla memoria delle comunità, è uno tra gli obiettivi silenziosi – magari meno dichiarati ma forse più significativi – di certi progetti culturali. Si arriva, si resta per un po’, si colonizza una zona temporaneamente autonoma, le si inietta un po’ di energia e poi la si osserva tornare a produrre economia e lavoro. Oggi Sass Muss è stato affittato e procede il suo percorso di rinascita. Oltre l’abbandono, finalmente.
La stessa sorte toccherà ad altri siti inutilizzati, dal grande potenziale, individuati da DC come nuove sedi operative. Quello principale si trova a Taibon Agordino, sempre vicino Belluno, ancora più nel cuore delle Dolomiti. Qui, tra il 4 agosto e la fine di ottobre, prenderanno vita le prime 6 mostre del “BLOCCO di Taibon”, un’ex fabbrica di occhiali, chiusa da 10 anni, che viene per l’occasione riaperta e tramutata in sede espositiva e in residenza per artisti.

DC NEXT – Taibon Block, work in progress

A organizzare le mostre c’è un pool di curatori ma anche alcune gallerie. Ecco tutti i nomi del primo ciclo:
– “Cubodentro”, a cura di Gianluca D’Incà Levis, in collaborazione con la Es Gallery di Merano, invita il collettivo Cubestories (Christian Martinelli, Andrea Salvá, Andrea Pizzini);
– “Future, Landscape (a changing exhibition) in DC”, a cura di Riccardo Caldura, in collaborazione con Gianluca D’Incà Levis, Guido Molinari e Paolo Toffoluti, mette insieme le opere di Giovanni Morbin, Cristian Chironi, Cuoghi Corsello, Laura Dell’Aglio, Jonathan Vivacqua, Giancarlo Dell’Antonia, Marta Allegri, Antonio Guiotto, Marco Citron, Andreea Werner, Barbara Taboni e Giacomo Roccon, Roberta Franchetto, Serse, Claudio Zanon;
– “A Poem about a chance meeting”, da un progetto di Nicola Genovese e Tiziano Martini, con interventi degli stessi Genovese e Martini, insieme a Paolo Gonzato, Andrea Magaraggia, Dacia Manto;
– “Minima Marginalia”, a cura di Alberto Zanchetta, una collettiva con Michele Bazzana, Umberto Chiodi, Marco Di Giovanni, Matteo Fato, Hubert Kostner, Gianni Moretti, Nero/Alessandro Neretti, Paride Petrei;
– “Mountain ways”, in collaborazione con lo Studio d’Arte Raffaelli, che affianca Laurina Paperina e Federico Lanaro;
– “Trifase”, a cura di Matteo Efrem Rossi ed Elisa Decet, in collaborazione con Eventi-Arte-Venezia, per il terzetto Thomas Braida, Roberto De Pol e Martino Genchi.

DC NEXT – Castello di Andraz, location off – foto Giacomo De Donà

E se il Blocco di Taibon è l’epicentro di tutta l’operazione, da qui partono dei sentieri, reali e metaforici, che conducono ad altri siti, altri cantieri: una mostra inaugurerà presso il Museo delle Regole di Cortina d’Ampezzo, e una location off sarà quella del Castello di Andraz, nel Comune di Livinallongo.
A metà settembre, poi, la seconda fase. Un nuovo ciclo, un altro luogo da liberare, riaprire, restituire al territorio. Si tratta del Nuovo Spazio di Casso (Comune di Erto e Casso, Provincia di Pordenone), ex scuola elementare di questa piccola frazione montana, chiusa dal ’63 dopo la gigantesca piena che causò il disastro del Vajont. Restaurato e finalmente fruibile, l’edificio torna a vivere, dopo cinquant’anni di inspiegabile congelamento. E lo fa proprio con l’energia, imprevista, aliena e disobbediente dell’arte contemporanea (così ben rappresentata da quel piccolo ufo che sorvola dei massicci montuosi, scelto per l’immagine della comunicazione firmata da Fabio Balcon). L’assetto dei territori si modifica, mentre certi impasse si sciolgono, d’un colpo. E la bellezza dei luoghi, qualche volta incagliatasi tra dimenticanza e torpore, torna a pulsare.

– Helga Marsala

Opening:  sabato 4 agosto 2012, ore 17
www.dolomiticontemporanee.net

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.