L’artista Luca Cutrufelli si mura vivo dentro ad un vecchio muro di Siena. Per ventiquattr’ore filate. Obbiettivo? liberarsi della schiavitù sociale. Risultati? Vedremo…

Una domanda può essere concessa, senza rischiare accuse di ingenuità, semplicismo o banalizzazione: in momenti di crisi – in senso lato – come l’attuale, quando il clima di contestazione sfocia sempre più spesso in esternazioni, e comunque resta latente ai più diversi livelli sociali, una nuova azione critica mantiene la sua efficacia? O magari, forse […]

Una domanda può essere concessa, senza rischiare accuse di ingenuità, semplicismo o banalizzazione: in momenti di crisi – in senso lato – come l’attuale, quando il clima di contestazione sfocia sempre più spesso in esternazioni, e comunque resta latente ai più diversi livelli sociali, una nuova azione critica mantiene la sua efficacia? O magari, forse per paradosso, non risulta più deflagrante un impegno “dentro” i meccanismi socio-politici vigenti? Che poi, se vogliamo, è una riedizione del morettiano “mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto?”.
Perché, che il progetto Mein Gebiet di Luca Cutrufelli, proposto a Siena dalla Galleria FuoriCampo, abbia uno sfondo sociale ci sono pochi dubbi: “L’auto-limitazione temporanea della propria libertà di azione – si legge nel comunicato – trasforma l’arte in liber-azione, per riflettere sulle dinamiche sociali che generano le forme dell’esclusività nel quale il soggetto si trova calato in maniera più o meno consapevole”. Che tradotto in altre parole significa questo: l’artista siciliano per una notte resterà rinchiuso in una nicchia in mattoni recuperata all’interno della galleria. E poi, se nessuno lo nota, che succede?

– Massimo Mattioli

Inaugurazione: venerdì 22 giugno 2012 – ore 19.00
Via Salicotto 1/3 – angolo Piazza del Campo – Siena
www.galleriafuoricampo.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.