Lo Strillone: Sgarbi, Sgarbi, e ancora Sgarbi, ovunque. E poi Francesco Bonami…

Siamo in piena Sgarbeide! E la ficata vera è vedere come le notizie in sé sul futuro prossimo della Biennale siano annacquate dal pendolo dei commenti: con la stampa prog-oriented a stracciarsi le vesti, gridando all’ennesimo scandalo governativo; mentre più ci si avvicina sotto l’ombrello di Arcore, più arriva acqua sul fuoco. “Quiete apparente dopo […]

Quotidiani
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Siamo in piena Sgarbeide! E la ficata vera è vedere come le notizie in sé sul futuro prossimo della Biennale siano annacquate dal pendolo dei commenti: con la stampa prog-oriented a stracciarsi le vesti, gridando all’ennesimo scandalo governativo; mentre più ci si avvicina sotto l’ombrello di Arcore, più arriva acqua sul fuoco.

Quiete apparente dopo la tempesta: il critico ci pensa su”, rassicura Il Giornale, spostando l’asse del confronto tra Sgarbi e Venezia dalla poltrona della Soprintendenza alla querelle sugli spazi che il nostro avrebbe chiesto per il Padiglione Italia. Trovando la solidarietà di un suadente Luca Beatrice: “questo Padiglione Italia, Vittorio, lo puoi fare solo tu”.

Il diretto interessato, da bravo incendiario, polemizza via Libero dove confida a Francesco Borgonovo: “non mi dimetto, ma li porterò allo spasimo”. E via poi con sagaci valutazioni sullo spessore politico del ministro Galan, definito, nel passaggio più soft dell’intervista “il nulla”.

Anche su La Stampa, intanto, si riferisce come altrove il commento di Giuliano da Empoli, assessore alla cultura di Firenze e membro del cda Biennale, che prevede le opere del Padiglione Italia sostituite da uno Sgarbi-show. “Assolutamente rappresentativo di quella che è la situazione della cultura in Italia”.

Apocalittico, sul caso, il titolo de L’Unità: “Sgarbi mortali alla Biennale”. Intanto dalle pagine saturnine de Il Fatto Quotidiano, Philippe Daverio celebra il successo del Salone del Mobile. Che ormai tira più della settimana della moda. E se finisse per sorpassare anche la stessa Biennale?

Non di solo Sgarbi vive l’uomo, però. La Venere di Morgantina, finita al Getty dopo illecite traversie di mercato, torna a casa il prossimo mese di maggio: lo dice La Stampa. Mentre il Corriere della Sera festeggia la chiusura del restauro conservativo della Torre di Pisa. Francesco Bonami se la prende, su Il Riformista, con Berbard Arnault, mr. Louis Vuitton, che restaura il Padiglione Italia a Venezia ma ci piazza dentro i Mari verticoli di Plessi, che a Bonami proprio non piacciono.

Alla fine della fiera si ritorna a Venezia. Non se ne può fare a meno, sembra.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.