Lo Smithsonian Magazine l’ha chiamato “il videogame più improbabile del mondo”. E in effetti Walden è un gioco davvero particolare, che sovverte gran parte delle caratteristiche normalmente associate a questo genere di prodotto, ossia l’azione, la velocità, la violenza. Ispirato alla celeberrima opera Walden ovvero vita nei boschi (1854) dello scrittore americano Henry David Thoreau (1817-1862), il gioco chiede invece all’utente di assaporare con calma e lentamente l’avventura, ripercorrendo le orme di Thoreau nel suo mitico periodo di ritiro nei boschi, alla ricerca di un rapporto più autentico e profondo con la natura. Le uniche azioni non contemplative richieste sono quelle che servono per provvedere al proprio sostentamento: cacciare, pescare, raccogliere erbe. Per il resto del tempo si medita, si ascoltano i suoni della natura, si leggono le riflessioni dello scrittore.
Il videogame, sviluppato da un team guidato da Tracy J. Fullerton, direttrice del Game Innovation Lab alla University of Southern California School of Cinematic Arts, ha richiesto quasi dieci anni di lavorazione ed è disponibile in versione alpha sul sito web del progetto (piattaforme Windows e iOS).

– Valentina Tanni

www.waldengame.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).