Le sinagoghe polacche di Frank Stella. A Varsavia

POLIN Museum of History of Polish Jews, Varsavia – fino al 20 giugno 2016. Una mostra notevole, che porta per la prima volta a confronto le celebri strutture di Frank Stella tratte dalla serie “Polish Village” e le fotografie delle sinagoghe polacche che, negli Anni Settanta, ne ispirarono la creazione. Bellissima, curata a dovere e coraggiosa. Noi ci siamo stati.

Frank Stella and Synagogues of Historic Poland - installation view at POLIN Museum, Varsavia 2016
Frank Stella and Synagogues of Historic Poland - installation view at POLIN Museum, Varsavia 2016

Ciò che Frank Stella (Malden, 1936) non hai mai smesso di ripetere, in merito alla sua ricerca artistica, è la necessità di considerare l’opera come risultato autonomo, impersonale e autoreferenziale. Spogliata da qualsiasi connotazione emozionale e storica, l’opera viene esaltata unicamente per l’essenza che la compone, e solo dentro se stessa – e grazie a nessun altro apporto critico esterno – essa trova soluzione formale e interpretativa.
La mostra in corso presso il POLIN – Museum of History of Polish Jews di Varsavia sembra, in qualche modo, un affronto critico alla nota (anti)tesi dell’autore: “What you see is what you see”, che proprio racchiude la necessità di escludere ogni apparato teorico di contorno all’opera per dar voce solo e soltanto al manufatto in quanto tale.
Frank Stella and Synagogues of Historic Poland raccoglie infatti trentotto opere dell’artista americano, tutte provenienti dal ciclo di lavori Polish Village (1970-1973) e affianca, a ognuna di esse, una corposa serie di documentazioni, bozzetti e materiale di supporto che illustra come anche la ricerca di uno degli autori più progressisti del Novecento sia stata segnata da tappe precise, fatte di studi, investigazioni teoriche e approfondimenti meticolosi.
In questo modo lo spirito autoriflessivo caratteristico nei lavori di Stella, si apre verso un mondo di inediti riferimenti teorici e visuali, che fortificano l’opera, conservandone la valenza estetica, ma anche fornendo un taglio interpretativo più ampio e complesso.

Frank Stella al POLIN Museum di Varsavia, 2016 - photo Danuta Matloch
Frank Stella al POLIN Museum di Varsavia, 2016 – photo Danuta Matloch

LA SERIE POLISH VILLAGE
La splendida serie di tele Polish Village venne realizzata da Stella agli inizi degli Anni Settanta. A stimolare la creazione delle opere legate a questo corposo ciclo fu l’incontro tra l’autore e Wooden Synagogues (1959), libro scritto da Maria e Kazimierz Piechotka che raccoglieva, attraverso testi, fotografie e studi geometrici, alcuni tra i più apprezzabili esempi di sinagoghe ebraiche presenti in Polonia e distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ispirato da queste fotografie, nel corso degli anni, Stella iniziò a sperimentare, riproducendo su larga scala le strutture geometriche presenti nel libro: nacquero così le grandi tele sagomate (shaped-canvas), punto di svolta cruciale nella ricerca dell’artista.
La mostra presso il museo POLIN ha proprio l’obiettivo di raccogliere le spigolose strutture intelaiate di Stella e le immagini estratte dal libro di Piechotka, mettendole per la prima volta in dialogo tra loro, ponendo l’osservatore di fronte al processo creativo nella sua interezza.

Frank Stella and Synagogues of Historic Poland - installation view at POLIN Museum, Varsavia 2016
Frank Stella and Synagogues of Historic Poland – installation view at POLIN Museum, Varsavia 2016

L’ALLESTIMENTO
A livello visuale, il percorso creato negli spazi del museo riesce a regalare un’esperienza intensa, gestendo in modo impeccabile una gran quantità di materiale, nonostante le dimensioni ridotte della sala espositiva.
Nello specifico, il coraggioso allestimento consiste nella suddivisione dello spazio museale in cinque micro-mondi, ognuno dei quali dedicato ai singoli paesi polacchi presi in esame da Stella: entrato in questi “alveari”, l’osservatore è posto a contatto tanto con l’opera in sé, quanto con tutti gli stimoli esterni che ne hanno determinato il processo creativo.
Alle note strutture colorate di Stella, che spiccano rigorose ed eleganti sulle pareti, si affiancano foto d’archivio delle stesse sinagoghe (non più esistenti), bozze su carta millimetrata realizzate dall’artista, collage preparatori e, andando ancora più a ritroso, addirittura le tavole architettoniche originali delle rispettive sinagoghe, poi reinterpretate dall’autore.
In questo modo riproduzione artistica e realtà convivono, perdendosi l’una nell’altra. L’opera d’arte si palesa come risultato di un processo conoscitivo del reale e, anche per un autore impersonale come Stella, essa non può fare altro che definirsi come una vertiginosa e instancabile riflessione sull’esperienza del singolo all’interno del mondo.

Alex Urso

Varsavia // fino al 20 giugno 2016
Frank Stella and Synagogues of Historic Poland
a cura di Artur Tanikowski
POLIN – MUSEUM OF THE HISTORY OF POLISH JEWS
Ul. Mordechaja Anielewicza 6
+48 (0)22 4710301


www.polin.pl

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.