Paolo Icaro: il volo della scultura

Studio la Città, Verona – fino all’8 febbraio 2014. Una scultura che non si conclude, ma che apre nuove vie. Un lavoro che non cerca moduli standard, ma orizzonti e relazioni. Icaro ambisce a una realtà instabile, precaria, perché è la sola che ci permette di vedere oltre il visibile.

Paolo Icaro, Pietre Silenti, 2008

Più che occupare spazio, la scultura di Paolo Icaro (Torino, 1936; vive a Tavullia) si fa origine di spazio, più che definire una forma, allude a un comportamento. Cerca un luogo dove stare e un modo come stare, replicando l’invocazione martiniana: “Fa che io non sia un oggetto, ma un’estensione”. Il suo stato è quello del “non finito”, del divenire, della mobilità. È così che ogni materia impiegata (gesso, vetro o acciaio che sia), pur assumendo verità di corpo, si fa testimonianza delle infinite possibilità formali implicite nella materia stessa.

Paolo Icaro, Pile up 22, 2008
Paolo Icaro, Pile up 22, 2008

In Forma tesa (2007) strisce di acciaio temprato sembrano piegarsi sotto il peso di una colata di gesso; in Due armonici (2012) bande, sempre di acciaio, ondeggiano e si annodano come rettili; in Pile up 22 (2008) una serie di frammenti di gesso sono accatastati fino a formare una colonna piramidale. È sempre uno spazio mobile e fluttuante, quello che cerca Icaro: è un’arte che ambisce a un’animazione capace di mettere in crisi ogni chiusura e ogni pesantezza, in favore di una leggerezza che provoca connessioni e euforie. E anche quando, come in Pietre silenti (2008), l’artista spezza enormi massi di fiume, per poi ricomporli con “bende” metalliche, è ancora un atto che intende agitare e mettere in moto le materie, scendere nella loro profondità per ripensarle, ridefinirle, ricostruirle.

Luigi Meneghelli

Verona // fino all’8 febbraio 2014
Paolo Icaro – Tensioni
a cura di Marco Meneguzzo
STUDIO LA CITTÀ
Lungadige Galtarossa 21
045 597549
[email protected]
www.studiolacitta.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.