Il discorso ritmico di Damir Očko

Un video a fare da titolo per una mostra e da pietra angolare dell’intera esposizione. Succede quando a Salerno, nelle sale di Tiziana Di Caro, si invita l’artista croato. Che s’installa fino al 5 di maggio.

Damir Očko - We saw nothing but the uniform blue of the Sky - 2012 - still da video - courtesy l’artista & Galleria Tiziana Di Caro, Salerno

We saw nothing but the uniform blue of the Sky. È il titolo del video che fa da viatico all’omonima nuova personale di Damir Očko (Zagabria, 1977) organizzata per gli spazi della Galleria Tiziana Di Caro. Un video in cui l’artista coniuga, all’interno di uno stesso dispositivo idiomatico, tre brani d’un discorso in cui significante e significato si intrecciano per dar luogo a una profondità temporale di una delicatezza disarmante. Accanto a questo lavoro mediano, quasi a creare un filo d’aria con il sogno del Gesamtkunstwerk, Očko dispone, poi, una serie di Study drawings che non solo destrutturano le linee guida di We saw nothing but the uniform blue of the Sky, ma formulano una metacomposizione esuberante in cui il ritmo tartagliante si fa, via via, timbro visivo, configurazione sintagmatica, verseggiatura su spartito, evoluzione politonale, intelligente ed efficiente misura estetica, etica, poetica.

Antonello Tolve

Salerno // fino al 5 maggio 2012
Damir Očko – We saw nothing but the uniform blue of the Sky
GALLERIA TIZIANA DI CARO
Via delle Botteghelle 55
089 9953141
[email protected]
www.tizianadicaro.it

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.