Mecenatismo dal basso. La piattaforma di crowdfunding Kickstarter lancia Drip

Pagare una piccola quota mensile per assicurarsi l’accesso a tutti i contenuti prodotti dal proprio artista preferito. È questa la formula di Drip, nuovo servizio lanciato da Kickstarter. Ecco come funziona.

M. Sharkey, Queer Kids
M. Sharkey, Queer Kids

Kickstarter è per i progetti, Drip è per le persone”. È con questo slogan che Kickstarter, la più famosa piattaforma di crowdfunding al mondo, ha presentato il suo ultimo servizio, un’iniziativa che si prefigge di offrire nuovi strumenti alla classe creativa per raccogliere fondi e in generale per monetizzare la propria attività. Drip, una startup fondata qualche anno fa dalla casa discografica indipendente Ghostly International, era stata acquisita da Kickstarter nel 2016 ma finora si era limitata a continuare la sua normale attività. Nei giorni scorsi, invece, il servizio è stato totalmente rinnovato e rilanciato, aprendo le porte al pubblico, seppur ancora in versione beta.
L’obiettivo di Drip, che va a fare concorrenza a una serie di servizi simili come Patreon, Steady e Flattr, è quello di rendere artisti e creativi autonomi nella gestione della propria economia, offrendo loro una piattaforma di pubblicazione a cui le persone possono accedere sottoscrivendo una specie di abbonamento. La differenza rispetto al crowdfunding classico consiste nel fatto che le persone non offrono denaro per sostenere un singolo progetto, ma l’attività dell’artista in generale: pagando una sottoscrizione periodica si assicurano l’accesso a tutti i contenuti che verranno prodotti, siano essi testi, immagini, musica o semplicemente anteprime dei nuovi progetti.

UN ABBONAMENTO PER SOSTENERE GLI ARTISTI

Questa forma di mecenatismo collettivo, a metà tra il fan club e l’abbonamento, sta riscuotendo un discreto successo già da alcuni anni, ma l’entrata in scena di un gigante come Kickstarter potrebbe cambiare le carte in tavola, rendendo la pratica ancora più diffusa e spingendo il pubblico a utilizzarla in maniera più sistematica. L’azienda americana infatti, nonostante proponga un servizio che di fatto replica modelli già esistenti, sa bene di poter contare sulla popolarità del proprio marchio presso la comunità creativa internazionale per attrarre nuova utenza, sia per quanto riguarda gli artisti che gli abbonati. Drip è integrata con Kickstarter in un modo che rende estremamente facile passare da un sistema all’altro: se si ha già una campagna di crowdfuding, ad esempio, si può decidere di passare a Drip per dare continuità al supporto economico già ricevuto su un singolo progetto. Al contrario, un artista che ha molti supporter regolari può con facilità aprire una raccolta fondi più consistente per riuscire a realizzare un progetto più ambizioso. Un altro vantaggio che Drip offre rispetto ad altre piattaforme simili è la completa portabilità di contenuti e dati: se si decide di spostarsi su un altro sito con analoghe funzionalità, si è liberi di portarsi via tutto quello che si è prodotto. Per il momento, Drip è soltanto a invito per quanto riguarda gli artisti, mentre le sottoscrizioni sono già aperte. I profili disponibili da seguire e supportare appartengono a 61 creativi scelti da Kickstarter e includono alcuni nomi conosciuti come il coreografo Stephen Patronio, il cartoonist Spike Trotman, lo scrittore Darian Symbol, l’illustratrice Elizabeth Haidle e gli artisti Shantell Martin e Faith Holland. Il servizio sarà invece aperto a tutti nella prima parte del 2018.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).