Morta a 78 anni Fiorella Mancini, la stilista della trasgressione amata dalle star

Ha vissuto la sua vita assieme ai grandi protagonisti dell’arte, della moda, del cinema e dello spettacolo. La sua galleria-atelier di campo Santo Stefano era una performance in divenire, così come le sue stravaganti creazioni e gli eventi che organizzava.

Fiorella Mancini
Fiorella Mancini

Fregatene della moda, o dell’apparenza. O di quello che la gente pensa di te. Il male è negli occhi di chi guarda”. È questa frase che accoglie gli utenti che entrano su sito web di Fiorella “Fiore” Mancini, la stilista di origini ferraresi che, con la sua galleria-atelier di campo Santo Stefano a Venezia (dal 1968), aveva conquistato anche le star internazionali. Disinvolta, stravagante, esplosiva, dalla sua creatività a briglie sciolte erano scaturiti pezzi unici in bilico tra sacro e profano, trash ed eleganza, tra cui perizomi paillettati con la scritta Fuck your life o giacche di velluto ornate da topi giganti. Ma se le si chiedeva cosa volesse dire per lei essere trasgressiva e provocatoria rispondeva: “Mah. Non lo so. Non dico io di esserlo. Lo dicono gli altri”. Surrealista, tardo gotico, post-pop: sono varie le etichette con cui si è tentato di delineare il lavoro di questa pietra miliare della moda italiana, senza mai riuscire a definirla. Stilista, ma anche artista e performer, Fiore Mancini è morta a 78 anni nella sua casa di Preganziol a Treviso. Sulla homepage del sito lampeggia a intermittenza una bara con scritto “My little house”, sua creazione del 2008, mentre sulla porta della sua galleria a Venezia – ora chiusa con le luci spente – è appeso un girasole.

È MORTA FIORELLA MANCINI

Le star della musica Elton John, Sting, il fondatore del Cirque du Soleil Guy Laliberté, l’architetto Philippe Starck, il magnate François Pinault, l’artistar Damien Hirst: sono solo alcuni degli artisti che amavano frequentare la galleria-atelier di Fiorella Mancini (infatti al suo interno si trovavano anche esposte le famose giacche indossate da Elton John) e vestire le sue creazioni. Nella bottega di campo Santo Stefano anche rare opere di importanti designer e artisti italiani e internazionali, come Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Mario Schifano, Rod Dudley, Ludovico de Luigi e GKBodanza. Tuttavia, la maggior parte dei pezzi erano della stessa stilista.

LE STRAVAGANTI PERFORMANCE DI FIORELLA MANCINI

Non c’era linea di confine tra moda e arte all’interno del mondo creativo di Fiorella Mancini. Basti pensare alle performance di sapore situazionista, come quella del 1981 in cui, per denunciare il degrado della città, aveva installato su un’imbarcazione la scultura di un topo gigante, che passava per i canali di Venezia guidata da persone con indosso una maschera fatta di piccioni imbalsamati. Sono stati anche gli anni delle sue feste leggendarie, tra cui il Pink Prison Party o il Cat International Party.

E LE MOSTRE DI FIORELLA MANCINI

Ha organizzato e curato anche diverse mostre, come quella memorabile del 1984, I Dogi della Moda, presentata a Palazzo Grassi nel periodo in cui era presidente del Comitato Veneziamoda: venti stilisti tra i più influenti dell’epoca (da Armani a VivienneWestwood), hanno presentato abiti incentrati sul tema del travestimento su manichini scolpiti dall’artista australiano Rod Dudley, con le teste di venti dogi messe su un corpo femminile stilizzato. I visitatori erano accompagnati da guide che portavano sul dorso sculture di api giganti. Il tutto è stato documentato dagli scatti del fotografo Franco Fontana e inserito nel catalogo della mostra. Mondana, ma anche contro le manifestazioni più istituzionali: nel 2005 ha tenuto una mostra anti-Biennale nel suo atelier. Sotto un’insegna al neon che riportava la scritta “bed and breakfast”, due uomini in mutande hanno condiviso per cinque giorni un letto, come una sorta di reality show in vetrina anziché sullo schermo. L’assenza di tabù era il suo marchio di fabbrica, che la portava ogni volta a mescolare con naturalezza riferimenti colti e pop, glamour e punk, sacro e profano, spirito aulico e istrionico.

– Giulia Ronchi

http://www.fiorellagallery.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.