Worth Partnership Project al Fuorisalone Digital. 5 sfide per il design del domani

Al Fuorisalone Digital ha partecipato anche il progetto dell’Unione Europea che sostiene le collaborazioni creative transnazionali. Ecco alcuni degli esiti più interessanti, dagli abiti interattivi per bambini ai nuovi materiali bio-sourced.

7 video-incontri per 7 temi per 7 giorni: un totale di 63 progetti innovativi, frutto della Seconda Call del Worth Partnership Project (che coinvolge 144 partner provenienti da 24 Paesi europei) presentati in anteprima durante il ricchissimo palinsesto proposto dal Fuorisalone Digital, la nuova piattaforma per la Design Week 2020. I protagonisti dei progetti e gli esperti internazionali che fanno parte della Worth Community– ambassador, mentor e board members – sono stati, oltre che on air su Fuorisalone TV, anche disponibili su Zoom per rispondere a domande, curiosità e scambiare esperienze. Artribune vi mostra qui alcuni estratti. Il Worth Partnership Project è il progetto quadriennale finanziato da COSME, Programma dell’Unione Europea per la competitività delle piccole e medie imprese, che favorisce la nascita di collaborazioni transnazionali tra designer, creativi, imprese manifatturiere (PMI) e tech firm al fine di sviluppare prodotti innovativi. L’iniziativa è attuata da un consorzio distribuito in tutta Europa, composto da: AITEX Research Institute, KEPA Business and Cultural Development Centre, IED Istituto Europeo di Design, DAG Communication, AA Avvocati Associati Franzosi Dal Negro Setti. Innovazione, design e sostenibilità i nuovi mantra dei designer europei, chiamati ad interpretare temi come l’economia circolare, la produzione digitale, l’uso di materiali ad alte prestazioni, l’innovazione sociale e l’artigianalità 4.0. Ecco che allora la creatività, tecnologica e sostenibile, si trasforma in sedute organiche che vengono nutrite per raggiungere la forma desiderata, oggetti di vetro per l’home decor derivati da rifiuti speciali, nuovi materiali ricavati dalla pelle di pesce, abiti illustrati per bambini che attraverso la realtà aumentata e l’interazione con una app si arricchiscono di nuovi contenuti. Vediamone cinque nello specifico.

Giulia Mura

https://www.worthproject.eu

 

1. LUCID

Nazioni coinvolte: Germania, Belgio
Sfida: dare vita a un modello di produzione a ridotto impatto ambientale
Frutto della collaborazione tra Krown.bio, azienda biotecnologica tedesca e La Gadoue Atelier, studio di design del Belgio, Lucid è un invito a riflettere sulle odierne tecniche di produzione. La seduta è realizzata al 90% con materiali naturali quali rifiuti organici, micelio, gomma naturale e canapa che, combinati a processi innovativi, danno vita a un modello di produzione a ridotto impatto ambientale dove un ruolo fondamentale lo gioca il micelio, ovvero il vero organismo fungino costituito da ife formanti ammassi filamentosi. Una mistura viva, letteralmente, poi lasciata disidratare fino a che non si ottiene una struttura leggera ed estremamente resistente.

2. COMMON SANDS

Common Sands al Fuorisalone Digital ph. Jovi Fotógrafos

Nazioni coinvolte: Belgio, Francia
Sfida:risolvere i problemi di smaltimento di alcune risorse “problematiche”
Nato per volontà di Studio Plastique, design firm belga, in collaborazione con Arcam Glass, atelier artistico francese specializzato in oggetti di vetro, Common Sands mira a creare un ciclo economico virtuoso che risolva i problemi di smaltimento di alcune risorse “problematiche” al secondo ciclo di vita. Common Sands è una collezione di decorazioni per la casa che utilizza i componenti di silicio presenti negli elettrodomestici da cucina.

3. FISH_FISH

Fish_Fish al Fuorisalone Digital

Nazioni coinvolte: Spagna, Italia
Sfida: sviluppare un nuovo materiale biologico e biodegradabile per il settore calzaturiero
Si chiama FISH_FISH ed è il progetto che ha raccolto la vision sul design dello studio spagnolo KRALOVA, in collaborazione con la società italiana di ricerca per la conservazione e protezione degli oceani e ambienti marini Blu Marine Service Soc Coop. Obiettivo: sviluppare un nuovo materiale biologico e biodegradabile per creare una collezione di scarpe no-gender utilizzando materiali di scarto come la pelle di pesce.

4. WEAR-ABOUTS

Nazioni coinvolte: Francia, Italia, Finlandia
Sfida: come trasformare degli abiti per bambini in prodotti turistici esperenziali intelligenti
Frutto della sinergia tra lo studio di design francese Arkellia, la pmi siciliana Eithne e l’associazione di arti e mestieri finlandese Modus, WEAR-ABOUTS esplora nuovi approcci educativi basati su modelli illustrati intelligenti come prodotti culturali interattivi che operano all’intersezione tra illustrazione, educazione, turismo e moda. Questo progetto vuole esplorare cosa accadrebbe se le illustrazioni potessero uscire dai libri e trasformarsi in disegni tessili su indumenti, cosa direbbero delle storie intriganti che li hanno ispirati e come parlerebbero a chi li indossa. Con questa prospettiva, WEAR-ABOUTS crea abiti per bambini connessi a un dato luogo geografico e interattivi affinché possano essere “letti” attraverso una app dedicata.

5. MOWO

MOWO al Fuorisalone Digital

Nazioni coinvolte: UK e Ungheria
Sfida: esplorare la creazione di sedute morbide ed elastiche in legno
MOWO, move with wood, è una collezione di sedie ergonomiche realizzata con elementi modulari. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la designer austriaca Lisa Stolz e l’ungherese Tamas Babits, founder dell’azienda produttrice di compensato Licit, con l’obiettivo di esplorare sedute morbide ed elastiche in legno. La collezione MOWO, è composta da “CC Series”, serie di sgabelli di uso quotidiano, per sala da pranzo o ufficio e da “Aera”, una struttura in multistrato intrecciato che si adatta al peso e alla forma del corpo che sostiene consentendo piccole deformazioni all’interno del suo volume.

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.