C’è una nuova piattaforma culturale che trasforma il profumo in opera d’arte olfattiva (con artisti sempre diversi)

Per dare vita alla sua prima opera olfattiva, Commentary invita l’artista belga-americanə C.B. Evans a immaginare che profumo avrebbe la possibilità di un mondo nuovo, quello che stavamo aspettando

È il 13 ottobre quando incontro C.B. Evans (Cleveland, 1983) e Parigi sta per implodere. Mentre quel martedì pomeriggio mi dirigo all’appuntamento, una folla di studenti si riversa a Les Invalides. Da settimane le scuole sono bloccate, le manifestazioni contro il governo incalzano, rimbalzano appelli ai Gilet Jaunes. Si parla di un “Nuovo Sessantotto” nel tentativo di dare un nome a una ferita generazionale che la grande mobilitazione nazionale prevista per sabato 17 ottobre avrebbe definitivamente scoperto. Anche nei pressi di Miromesnil, dove regna la calma più assoluta, è impossibile camminare senza incrociare il respiro mozzato dell’aria. Tanto che un anziano signore strampalato mi ferma per strada come un personaggio profetico. Dice che ho una camminata molto ritmica: “sembra una marcia”.

C’è una nuova piattaforma culturale che trasforma il profumo in opera d’arte olfattiva (con artisti sempre diversi)
Portrait of C.B. Evans by Boris Camaca

La prima opera di Commentary di C.B. Evans e Mark Buxton

Questo senso di rottura persiste quando domando a C.B. Evans come nasce The Reckoner. Si tratta della prima opera olfattiva lanciata da Commentary, la nuova piattaforma culturale fondata da Ludvig Goliath con l’intento di approcciare la fragranza alla stregua di un medium artistico concettuale, invitando artisti contemporanei a collaborare con master perfumers. A inaugurare il progetto, l’artista belga-americanə insieme a Mark Buxton, naso creatore della prima fragranza di Comme des Garçons. “Da tempo mi capita spesso di parlare con le persone di come questo sistema che chiamiamo mondo non stia funzionando”, spiega Evans. “C’è questa idea, o sensazione, che le strutture su cui si regge il mondo siano ormai vecchie. Quindi ho pensato: se potessi creare qualcosa che abbia il profumo di un nuovo mondo?”.

La ricerca artistica di C.B. Evans

Attraverso cinema, installazione, scultura, performance, collage, C.B. Evans ricerca da sempre la possibilità d’immaginare vite e società alternative. Nelle sue opere costruisce mondi strani popolati da personaggi grotteschi, quasi umani, quasi avatar, che cercano disperatamente di dare un senso alle proprie esistenze. Eppure, fino ad oggi non si era mai confrontatə con una fragranza. Il motivo, mi spiega, è che un medium diventa interessante quando è necessario in sé, quando è l’unico mezzo attraverso il quale un’idea può prendere forma. “Volevo che questo progetto avesse una vera e propria funzionalità. Che il profumo diventasse una sorta di armatura. Quando realizzo un’installazione video so che la sua funzione è soprattutto quella di stimolare l’immaginazione delle persone: la fragranza fa la stessa cosa, ma possiede anche una dimensione fisica molto concreta”. Nel ripercorrere il suo rapporto con la profumeria, Evans ricorda due essenze, fondamentali: “Angel di Mugler, perché ero un’adolescente molto arrabbiatə e volevo che le persone mi sentissero arrivare. E CK One, la prima commercializzata su larga scala senza distinzione di genere. Era una fragranza guidata da un concetto e ho iniziato ad amare il suo profumo proprio grazie all’idea che comunicava. Ora la mia, di idea, è offrire un ricordo in anticipo”.

C’è una nuova piattaforma culturale che trasforma il profumo in opera d’arte olfattiva (con artisti sempre diversi)
Outlook

Parola all’artista C.B. Evans

Da qui, sulla capacità trasformativa dell’olfatto si aprono molteplici scenari. Un odore può catapultarci teneramente nelle camere della nostra infanzia, può farci provare gioia, tristezza. Può persino raggiungerci senza che ne comprendiamo la ragione, come se riattivasse qualcosa che sfugge alla coscienza: “un ricordo che sopravvive al corpo che lo ha generato”. Siamo abituati a intendere la memoria come un movimento verso ciò che non c’è più. “Ma se ricordare è anche una forma di immaginazione, perché dobbiamo sempre tornare indietro nel tempo?”. Evans guarda alla nostalgia con una certa diffidenza: “presuppone che, in passato, qualcosa fosse meraviglioso, quando in realtà le esperienze storiche più dolorose vengono rimosse dal racconto. Mi interessa ribaltare questa prospettiva: se potessimo ricordare ciò che, invece, non è ancora accaduto? Penso alla fine dell’imperialismo, a una Palestina libera, a un sistema di welfare per tutti”.

C’è una nuova piattaforma culturale che trasforma il profumo in opera d’arte olfattiva (con artisti sempre diversi)
The Reckoner, 2026, visual essay by C.B. Evans, commissioned by Commentary Editions

Che profumo avrebbe questo ricordo? “Sarebbe impossibile stabilire un’unica versione, perché la fragranza cambia a seconda del corpo di chi la indossa”, risponde. Nello specifico, The Reckoner si muove su note di geranio, cardamomo, fiori d’arancio, olio di incenso, rosa bulgara, legno di cedro, resine, legno di sandalo, ambra, muschio”.Nel processo creativo, racconta, sono stati cruciali tre viaggi di ricerca. Non tanto per raccogliere odori, quanto per mettere alla prova e interrogare alcune delle idee alla base della fragranza, a partire da tre condizioni di un possibile mondo nuovo: sopravvivenza, speranza e liberazione. “In Armenia ho incontrato i rappresentanti della National Grape and Vine Collection per approfondire la storia di alcune varietà di vite sopravvissute a settemila anni di migrazioni forzate, invasioni e genocidio. Una sorta di conferma della capacità della vegetazione di esistere al di là dell’essere umano. Poi, a Hong Kong, durante il Capodanno lunare, sono rimastə profondamente colpitə dal rituale dell’accensione dell’incenso: vedere le persone visitare santuari e templi, accendere incenso per le strade, un gesto che solitamente si compie nella speranza che qualcosa si realizzi”. Fino ad arrivare in Algeria, ad Algeri e a Béjaïa: “Sono da tempo affascinatə dalla rivolta di Mokrani del 1871, quando le tribù indigene della Cabilia, guidate da Mohamed El Mokrani, insorsero contro i colonizzatori francesi. Mi chiedo che odore avesse l’aria e penso al fumo, perché ogni forma di liberazione comporta il fuoco. Prima di costruire bisogna bruciare”.

C’è una nuova piattaforma culturale che trasforma il profumo in opera d’arte olfattiva (con artisti sempre diversi)
The Reckoner, 2026, visual essay by C.B. Evans, commissioned by Commentary Editions

Il lancio della piattaforma

Ad accompagnare il lancio negli spazi di Dover Street Parfums Market Paris, un’installazione immersiva e un saggio visivo firmati da Evans estendono il progetto oltre la dimensione olfattiva. Girato in parte alla National Gallery di Londra, questo racconto per immagini comprende anche materiali audiovisivi raccolti nel corso della sua ricerca. “Al centro della narrazione si vede un “Reckoner” interpretato dall’attore Erwan Kepoa Falé, che attraversa le sale del museo: danza tra i corridoi di vecchi sistemi”, spiega. Evans è convintə che le persone siano davvero pronte per un mondo nuovo, qualsiasi forma possa assumere. Fuori, intanto, l’aria ha già un forte livido odore grigio. Qualcosa che brucia, non più così lontano.

Aurora Mandelli

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Aurora Mandelli

Aurora Mandelli

Originaria di Vaprio D’Adda, si sposta a Milano e Bordeaux per perseguire gli studi. Da sempre amante della moda in tutte le sue forme, coltiva la passione per l’arte, il cinema e il teatro. Attualmente fashion stylist e redattrice freelance…

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