Morta a 104 anni Lorenza Trucchi. Giornalista e critica d’arte tra le più autorevoli del Novecento

Figura di riferimento per la scena culturale del secondo Novecento, Lorenza Trucchi era nata nel 1922. Ha collaborato assiduamente con quotidiani e periodici, frequentato artisti e intellettuali, esercitato una critica militante. Nel 1995 è stata la prima donna a ottenere la presidenza della Quadriennale di Roma

Una vita lunga 104 anni, densa di significato. Lorenza Trucchi si è spenta a Roma nella notte tra il 3 e il 4 febbraio. Nata nel Principato di Monaco nel 1922 da una famiglia ligure, già nel ‘34 si era trasferita nella Capitale, scelta poi come città d’elezione.

Lorenza Trucchi tra l’informazione culturale e la critica d’arte

Compiuti gli studi classici, Trucchi si era laureata in Giurisprudenza, ma – attratta dal giornalismo – aveva presto rinunciato a esercitare la professione forense per dedicarsi all’informazione culturale e alla critica d’arte militante. Figura di riferimento per la scena culturale del secondo Novecento, Trucchi aveva un talento innato per la scrittura e una sensibilità speciale per gli artisti e le opere. Amò e seguì con slancio il lavoro di artisti come Burri, Bacon, Dubuffet, di cui scrisse sovente e con profondità, conoscendo al contempo – tra la vivace Roma degli Anni Cinquanta e Sessanta e diverse capitali europee – personaggi come Man Ray, Rauschenberg, Rothko, de Chirico. Il milieu culturale era quello in cui si muovevano Argan, Barilli, Pasolini, Scialoja, Brandi, Bucarelli, Montanelli.

La scrittura di Lorenza Trucchi

Dal 1950 iniziò a collaborare assiduamente con diversi quotidiani e periodici (Il Taccuino delle Arti, Giovedì, Art Dossier). Al ’55, invece, l’ingresso nella redazione de La Fiera Letteraria, dove aveva ottenuto il coordinamento della sezione arti figurative e architettura. Poi, nel ’71, era arrivata, su invito di Dino Buzzati e Franco Russoli, la collaborazione con la pagina d’arte del Corriere della Sera. Nel frattempo, sin dalla fondazione de Il Giornale Nuovo e de La Voce di Indro Montanelli, assunse il ruolo di critica d’arte. Tra le sue collaborazioni si contano, inoltre, quella con la rivista Qui Arte Contemporanea e con la rivista L’Europa letteraria, per cui dal ’61 al ‘68 curò l’inserto arte. E moltissime sono anche le pubblicazioni che hanno costellato la sua carriera di critica d’arte, tra le più autorevoli del settore: Qualche ritratto da Cézanne a Pollock, Carocci 1961; Carmelina, Vanni Scheiwiller, Milano 1964; Dubuffet, De Luca 1965; Francis Bacon, Fratelli Fabbri, Milano 1975; Thames and Hudson, Londra, Abrams New York 1975, Celiv, Parigi 1975-1989; Franco Sarnari, Vallecchi 1983; Arte per tutti, Edizioni della Cometa 1992; Francis Bacon, De Luca Edizioni d’Arte 2005.

Gli incarichi istituzionali: da Venezia alle Quadriennale di Roma

Curatrice di mostre, docente all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e di Roma (dal 1969 al 1994), Lorenza Trucchi ha collezionato anche una serie di prestigiosi incarichi istituzionali: è stata Presidente della Quadriennale di Roma (la prima donna a ottenere l’incarico, mantenuto dal 1995 al 2001) e in precedenza Commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 1982, e membro della Commissione Esperti del Settore Arti Visive della Biennale di Venezia, nel 1988 e nel 1990.
La ricorda così l‘Accademia Nazionale di San Luca: “Voce critica di spicco e Accademico Cultore di San Luca dal 2008, Lorenza Trucchi ha dedicato la sua lunga vita al sostegno delle arti e degli artisti, distinguendosi per una personalità di rara eleganza e straordinaria competenza, nonché per lo studio minuzioso delle opere e la costante curiosità verso i giovani talenti. Come lei stessa sosteneva, indagando sul senso ultimo dell’arte e sul suo rapporto con la vita, ‘L’arte non è un rifugio, ma un corpo a corpo con la realtà, un modo per dare ordine al caos e luce all’ombra‘”.
E anche Umberto Croppi, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma (già presidente della Quadriennale), omaggia Trucchi: “Scompare una delle figure più incisive nel panorama dell’arte contemporanea nella Capitale. L’attività di critica, giornalista e ricercatrice ha rappresentato un impegno professionale svolto con assoluta competenza, ma soprattutto con una passione coinvolgente. È stata presidente della Quadriennale d’Arte a cui ha impresso un grande impulso di crescita. E alla Quadriennale ha donato il suo importante archivio. Per chi l’ha conosciuta, ne ha apprezzato la grande competenza accompagnata da una straordinaria carica di umanità, l’evento costituisce un vero dolore e una perdita difficilmente colmabile”. 

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