Il Ministero della Cultura investe sulle acquisizioni d’arte contemporanea di stato: stanziati oltre 270mila euro
Nuovi fondi per l’acquisizione di opere realizzate negli ultimi settant’anni, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei musei come custodi della creatività contemporanea. Ecco a chi si rivolge e come accedervi
Rafforzare il ruolo dei musei statali come luoghi di conservazione, studio e interpretazione della creatività contemporanea, ampliando al contempo il patrimonio pubblico e le opportunità di conoscenza per i cittadini. È questo l’obiettivo della nuova circolare emanata dal Ministero della Cultura, che definisce criteri e modalità per l’acquisizione di opere d’arte contemporanea destinate ai musei e ai luoghi della cultura statali.
Il Ministero della Cultura per l’arte contemporanea: le risorse economiche
Il provvedimento, adottato dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, mette a disposizione risorse complessive pari a 271.772,20 euro per il 2026. La circolare si rivolge agli istituti del Ministero che sono in possesso di collezioni o sezioni di arte contemporanea, e contraddistinte da una programmazione strutturata. L’obiettivo? Sostenere e incrementare il patrimonio pubblico. Non si tratta di chissà quale somma (un medio collezionista privato investe di più!), ma comunque è utile ad aumentare le collezioni contemporanee delle nostre istituzioni e per sostenere il lavoro degli artisti e delle gallerie.
Un fondo per colmare le lacune storiche e sostenere la creatività contemporanea
Le proposte possono riguardare l’acquisizione, a titolo oneroso, di una o più opere realizzate negli ultimi settant’anni da artisti nazionali e internazionali, viventi o non viventi, purché di significativo interesse culturale. L’iniziativa intende da un lato colmare lacune storiche nelle collezioni pubbliche, dall’altro sostenere la creatività contemporanea, rafforzando il ruolo dei musei statali come luoghi di dialogo tra passato e presente.
Come accedere alle nuove risorse del MiC
Il finanziamento potrà coprire fino al 100% dei costi, comprensivi degli oneri fiscali e delle spese accessorie strettamente funzionali all’acquisizione, come trasporto, assicurazione, inventariazione e allestimento. Sono escluse le spese per la produzione di nuove opere e per attività di valorizzazione o promozione. Le proposte dovranno essere presentate entro il 12 gennaio 2026 (esclusivamente tramite PEC)e saranno valutate da una Commissione nominata dalla Direzione generale Creatività contemporanea. L’assegnazione dei contributi sarà disciplinata da un successivo decreto ministeriale, che prevede un’anticipazione fino all’80% del finanziamento e il saldo finale dopo la rendicontazione e l’effettiva acquisizione delle opere al patrimonio dello Stato.
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