Parola a Chiara Ludolini, Visitor Assistant al Manchester Museum, impegnata in una iniziativa messa a punto durante il lockdown dal museo inglese per rendere davvero accessibile il proprio patrimonio attraverso gli strumenti digitali.

MMinQuarantine è la campagna con cui il Manchester Museum, il più grande museo universitario del Regno Unito, ha risposto alla chiusura causa Covid. Abbiamo scoperto che dietro al sito del progetto c’è una italianissima Chiara Ludolini.

Partiamo dalla tua formazione e dal come sei arrivata a lavorare al Manchester Museum.
La mia avventura museale comincia nel 2011 al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, il cui noto impegno nella rimozione delle barriere al patrimonio culturale ha fatto sì che continuassi un percorso professionale nel mondo dell’accessibilità. Dal 2015 lavoro al Manchester Museum nel dipartimento Visitor Service, occupandomi di Accessible Digital Engagement Design and Research (progettazione di coinvolgimento digitale accessibile).

Come è stato percepito il lockdown a seguito di quello italiano e come si è arrivati all’ideazione del sito?
Il 23 marzo, con non poca confusione iniziale da parte del governo, anche il Regno Unito ha deciso di optare per un lockdown. Stranamente però le istituzioni culturali non hanno ricevuto fin da subito istruzioni chiare su un’eventuale chiusura, tuttavia l’hanno anticipata gradualmente.  Il Manchester Museum, parte della University of Manchester, è il più grande museo universitario del Regno Unito. Ha una collezione di circa 4.500.000 oggetti e la sua combinazione di museo accademico e popolare lo rende unico e amato dalla città; come molte altre istituzioni si è appoggiato alla rete per continuare a offrire uno spazio di connessione e ispirazione, necessario più che mai in tempi così difficili.

Screenshot da www.mminquarantine.com, Egypt in Lockdown
Screenshot da www.mminquarantine.com, Egypt in Lockdown

Quali esigenze e finalità hanno guidato il vostro lavoro?
La necessità di intrattenere, educare, l’accesso gratuito di mostre, le risorse per l’apprendimento e le opportunità lavorative e di volontariato non potevano cessare con la chiusura. L’idea di apertura virtuale è partita dal direttore del museo Esme Ward che, insieme ad Alia Ullah, responsabile marketing e comunicazione, hanno riconosciuto come, sebbene il museo avesse già fantastiche risorse online per il pubblico, queste erano difficili da trovare. Curandole in un unico sito ottimizzato per dispositivi mobili, il museo è stato così ‘riaperto’ non solo alla città ma a tutto il mondo.

Trovo l’impostazione e la resa grafica davvero efficaci, pulite e accessibili? Quale standard avete seguito?
Il sito MMinQuarantine è modellato sull’idea di inclusività, immaginazione e solidarietà. Doveva essere intuitivo e accessibile, fluido su tutti i dispositivi, specialmente quelli mobili e agevolare il supporto di applicazioni software come screenreader per non vedenti e quelle di navigazione assistita per disabili motori. L’accessibilità online è una priorità proprio come nello spazio fisico. Il Manchester Museum non è ancora completamente accessibile online, ma stiamo lavorando attivamente perché lo diventi, solo così potremo essere totalmente inclusivi.

Chi sono i vostri destinatari e quali le proposte ideate? 
Si possono visitare le attuali mostre temporanee e alcune sezioni sono fruibili in diverse lingue, tra le quali vi è anche la lingua dei segni britannica. Film, podcast, streaming, eventi online con i curatori e una dose giornaliera di meraviglia nella nostra Encyclopaedia of Wondrous Objects.
Vi è una sezione dedicata a tematiche che non sempre sono parte del curriculum scolastico ma che necessitano di una sensibilizzazione al dialogo come i progetti di decolonizzazione, rimpatrio del patrimonio culturale, migrazione, identità e cambiamento climatico.
Le offerte si rivolgono a tutti, con particolare attenzione ai genitori e agli insegnanti, ci sono seminari, un kit di pronto soccorso culturale e risorse per adulti e ricercatori con corsi di apprendimento online. Il museo propone inoltre iniziative di volontariato online per aiutare ad archiviare le sue collezioni.

Screenshot da www.mminquarantine.com, Cultural First Aid Kit
Screenshot da www.mminquarantine.com, Cultural First Aid Kit

Che riscontri avete avuto? Cosa o chi vi ha stupito?
La campagna sui social media #MMinQuarantine è stata lanciata il 31 marzo 2020 e nel giro di 24 ore ha ricevuto una risposta sorprendente con una portata di oltre 200mila visualizzazioni e un ottimo feedback da parte del pubblico. A tre mesi dalla sua nuova apertura virtuale il museo ha avuto più di 20mila visitatori provenienti da 102 Paesi e i numeri continuano a crescere in modo incoraggiante, dimostrando che anche nelle ore più buie la cultura è un segno di speranza, umanità a comunità che lega e aiuta tutti.

Come continuare a far convivere il digitale con la riapertura del museo?
Il sito web di un museo e i suoi canali social si sono rivelati durante il lockdown i luoghi ‘dove andare’ per vivere un’esperienza culturale. L’ausilio della realtà digitale e il suo incredibile potenziale andrà sempre più incrementandosi, dunque una pianificazione strategica delle risorse digitali si rivela di grande beneficio per il futuro, sia a livello economico che sociale.
Attraverso collaborazioni tra le istituzioni e azioni di marketing incrociato si possono trarre enormi vantaggi, raggiungere un nuovo pubblico e amplificare cause e problematiche di cui l’istituzione si fa promotrice. Ne è un esempio l’impegno del museo nel combattere la disuguaglianza digitale, rimuoverne le barriere di accesso e assicurare che i servizi, le comunicazioni e le tecnologie siano forniti su base equa e accessibile.

Per quando è prevista la riapertura del museo e con quali modalità?
Il museo sta lavorando a un piano di riapertura previsto per l’autunno, la già parziale chiusura dovuta a un progetto da 13,5 milioni di sterline di espansione delle sue gallerie e l’edificio vittoriano pongono non poche sfide, ma misure di sicurezza per staff e visitatori sono già in atto per garantire un’esperienza piacevole e appagante.

Annalisa Trasatti

www.mminquarantine.com

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Annalisa Trasatti
Laureata in Beni culturali con indirizzo storico artistico nel 2002 presso l’Università di Macerata con una tesi sul Panorama della didattica museale marchigiana. Ho curato per dieci anno la rubrica Didattica per un famoso portale d’arte nazionale. Dopo numerose esperienze di tirocinio presso i principali dipartimenti educativi d’italia (MAMbo, Macro ecc.) sono diventata educatrice museale prima, coordinatrice sei serivizi poi presso il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, specializzandomi in accessibilità ed educazione al patrimonio culturale per disabili visivi. Sono anche guida turistica dal 2002, attività che mi permette di monitorare costantemente il territorio dove vivo. Pubblicazioni: "L'arte contemporanea e la scoperta dei valori della tattilità", con A. Grassini e A. Sòcrati (Armando editore, 2018); "Il Museo oggi", con L. Cataldo e M. Paraventi (Hoepli, 2006); "Atti dei lavori del Salone della didattica museale ALDO" (2003 e 2004).