William Kentridge

Informazioni Evento

Luogo
VILLA RUFOLO
Piazza Duomo , Ravello, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

ore 9.00-20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

Nei giorni dei concerti del Ravello Festival l’orario di chiusura di Villa Rufolo è soggetto a variazioni.

Vernissage
03/07/2026

ore 18

Artisti
William Kentridge
Uffici stampa
SILVIA MACCHETTO
Generi
arte contemporanea, personale

La Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, presenta William Kentridge una mostra di opere di un artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo.

Comunicato stampa

La Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, presenta William Kentridge una mostra di opere di un artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo – che si inaugura il 3 luglio 2026 a Villa Rufolo e prosegue sino al 5 settembre nell’ambito della 74ª edizione del Ravello Festival. Il vernissage, in programma venerdì 3 luglio alle ore 18.30, sarà preceduto alle ore 17.00 da un incontro con Bartolomeo Pietromarchi a Palazzo Avino.

Uno degli aspetti più profondi e costitutivi della ricerca di William Kentridge è il rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro. In tutta la sua ricerca, il segno non è mai soltanto immagine fissa, ma azione, ritmo, traccia in movimento, apparizione e cancellazione. Il disegno nasce, scompare, ritorna, si trasforma in sequenza, in voce, in partitura visiva.

Disegni, video, installazioni, sculture e lavori legati alla dimensione scenica e musicale dell’artista compongono un percorso che si sviluppa tra le sale della villa e il giardino progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo, in un dialogo continuo tra spazio architettonico e paesaggio aperto.

All'interno di Villa Rufolo, la dimensione teatrale emerge in Theatre Drawing I (La Fenice Theatre, 2008), dove il disegno si lega all’architettura della scena e alla memoria del luogo. Il teatro non appare soltanto come spazio della rappresentazione, ma come dispositivo di stratificazione, in cui l’immagine prende corpo e la storia si manifesta attraverso sovrapposizioni, tracce e cancellazioni. Nell’opera video Sibyl (2020) legata al più ampio progetto Waiting for the Sibyl, Kentridge rilegge la figura della Sibilla come emblema dell’enigma, del destino e della fragilità del linguaggio. Le parole appaiono, si disperdono, si ricompongono, suggerendo una condizione in cui il significato resta sempre provvisorio, instabile, affidato al ritmo delle immagini, del suono e della musica. In Fugitive Words (2024) la parola diventa invece materia visiva e mentale: un vocabolario mobile, un archivio di pensieri, frammenti e appunti che attraversano il lavoro dell’artista come una partitura in continua trasformazione. Con Mayakovsky Diorama (2025) opera recente in cui la forma del diorama e l’illusione ottica del teatro d’ombre si intrecciano con la figura di Vladimir Mayakovsky e con l’eredità delle avanguardie storiche, immagine, testo, scena e movimento costruiscono ancora una volta un teatro della mente, sospeso tra poesia, politica, satira e memoria. In Medicine Chest (2001), – video animazione tripartita in fasce orizzontali sovrapposte proiettata sullo sportello di vetro di un armadietto da farmacia – l’artista affronta la stratificazione di significato della realtà, la difficoltà di costituire stabilmente un’identità e la contraddittorietà delle informazioni che riceviamo.

Il percorso espositivo prosegue anche negli spazi esterni, nei giardini e sulle terrazze di Villa Rufolo, dove sculture dalle silhouette antropomorfe come Paper Procession (2023) entrano in dialogo con l’architettura della villa e con il paesaggio circostante. In questi luoghi aperti, affacciati sul mare e sulla costa, le opere ampliano la dimensione scenica della mostra: il segno si fa presenza fisica, corpo nello spazio, figura in relazione con la luce, con la storia del luogo e con la profondità naturale del paesaggio di Ravello.

Ravello, città da sempre legata alla grande cultura europea e alla memoria di Richard Wagner, accoglie un artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo. In questo contesto, la mostra si inserisce nella storia del Festival come riflessione sul rapporto tra visione e ascolto, tra gesto e voce, tra segno e tempo.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, pubblicato per questa occasione, con un’introduzione del Presidente del Festival Alessio Vlad e un testo critico su William Kentridge di Bartolomeo Pietromarchi. Il volume approfondisce il rapporto tra disegno, musica, teatro, parola e spazio scenico che attraversa l’intera ricerca dell’artista.

Ravello Festival

Fondato nel 1953, il Ravello Festival a Villa Rufolo è uno dei festival di musica classica più prestigiosi d’Europa nato nel ricordo della visita nel 1880 di Richard Wagner che, nella natura lussureggiante della Villa, trovò il giardino incantato di Klingsor del suo ultimo capolavoro Parsifal. Questo scenario magico che ha per sfondo uno dei panorami più belli del mondo, nell’aria i sentori del mare e dei limoni della costiera amalfitana, accoglierà anche nell’estate 2026 direttori e solisti eccellenti – tra cui Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner, Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet, Isabelle Faust – insieme a compagini come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Concert des Nations, l’Ensemble Pygmalion, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Gustav Mahler Jugendorchester e The Constellation Choir and Orchestra, senza tralasciare alcune star del jazz come Rick Margitza e collaborazioni con le istituzioni musicali campane, per offrire al pubblico un’esperienza unica. Dal 4 luglio al 5 settembre 2026, 22 appuntamenti organizzati dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – realizzati grazie al sostegno della Regione Campania. nel tempo si ripete il legame tra suono, visione e paesaggio che risuona con forza nel lavoro di Kentridge. È in questo contesto che la mostra William Kentridge trova la sua collocazione più naturale: un’opera d’arte in cui visione e ascolto, gesto e voce, segno e tempo sono inscindibili. www.ravellofestival.com

Si ringraziano:

Collezione Gemma De Angelis Testa

Fondazione Luigi Rovati, Milano

e tutti i prestatori che desiderano rimanere anonimi