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Roma - 10/06/2015 : 10/07/2015

La mostra segna la seconda fase del progetto, ovvero il passaggio dalla dimensione di lavoro e di produzione al momento espositivo vero e proprio.

Informazioni

Comunicato stampa

La Fondazione per l’Arte continua il suo percorso di promozione della scena emergente italiana con il terzo cantiere/residenza organizzato nella propria sede romana, presso il grande capannone di via del Mandrione 105.

Il 10 giugno viene inaugurata WHOLETRAIN, la mostra che segna la seconda fase del progetto, ovvero il passaggio dalla dimensione di lavoro e di produzione al momento espositivo vero e proprio



Sono tre gli artisti invitati da Daniela Bigi – ideatrice e curatrice del Progetto – a condividere la dimensione del lavoro e quella della vita quotidiana nello spazio potente del Mandrione: Marco Basta, Andrea De Stefani e Giulio Delvè. Tre figure che si distinguono per una forte autonomia poetica, tre fisionomie pronunciate, impegnate in ricerche differenti ma appartenenti a quello stesso clima di verifica di nuovi assunti che sta segnando questo decennio.

Tempo, ricerca, dibattito, produzione, condivisione sono i cardini dell’intero programma dei cantieri/residenza della Fondazione, tratteggiano la condizione entro la quale è possibile veder nascere progetti individuali coerenti, spesso anche molto coraggiosi, e un progetto espositivo corale che prende forma giorno dopo giorno e imbastisce uno dei tanti possibili paesaggi di una generazione.

Il Progetto Mandrione, avviato nel maggio 2014 in una delle più note periferie storiche romane, ha visto ad oggi la partecipazione di Giuseppe Buzzotta, Gianluca Concialdi, Derek Di Fabio, Andrea Kvas, Manuel Scano Larrazàbal, Vincenzo Schillaci, Giovanni Sortino.
Fondato sulla condivisione del luogo e del tempo del lavoro, sulla verifica dei modi e sulla messa in comune delle riflessioni, il progetto si articola ogni volta in due step. In una prima fase gli artisti utilizzano la sede del Mandrione come studio e laboratorio producendo le opere per la mostra finale; in un secondo momento, al termine della residenza e superata la fase operativa, il cantiere cambia volto, cambia funzione, e si trasforma a tutti gli effetti in sede espositiva.
Entrambe le fasi sono caratterizzate da un susseguirsi di incontri, più o meno ristretti, con le tante figure che animano il mondo dell’arte, in un clima di accoglienza del tutto inusuale.

La Fondazione per l’Arte, impegnata in questo progetto di ricerca dedicato alla scena italiana, sta lavorando alla costruzione di una rete di realtà analoghe in ambito nazionale ed europeo, finalizzando le proprie energie alla valorizzazione degli artisti italiani e alla costruzione di progetti di scambio internazionale fondati sulla condivisione di percorsi e posizioni.



Marco Basta è nato nel 1985 a Milano, dove vive.
 Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera.
La sua ricerca insegue le forme della natura, l’intimismo, l’ambiguità visiva, l’esperienza autobiografica, la memoria collettiva. Da qui nascono la serie dei Giardini, che porta avanti dal 2011, una sorta di mappatura sentimentale degli spazi nei quali ha vissuto segnata dalla metafora del giardino, e un costante lavoro sul medium del disegno, in particolare sulla stampa digitale affiancata a metodi più tradizionali.

Mostre personali: 2012, Rainy Days, Monica De Cardenas, Milano/Zuoz; 2012, Blue Thursday, Gasconade, Milano. Tra le mostre collettive: 2015, Èdra, American Academy in Rome, Roma; 2014, Italian Summer, Monica De Cardenas, Zuoz; 2014, Iconica, Foro Italico, Roma; 2014, Giorni Felici, Casa Testori, Milano; 2012, FW2013RTW (KUDOS), Federica Schiavo Gallery, Roma; 2012, Fuoriclasse, Gam, Milano; 2011, Vedere un oggetto, vedere la luce / To see an object, to see the light, Palazzo Re Rebaudengo, Guarene d’Alba (Torino)

Andrea De Stefani nasce ad Arzignano (VI) nel 1982. Dopo aver terminato gli studi presso la facoltà di Design e Arti Visive allo IUAV di Venezia, intraprende un percorso che lo porta ad esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, nonché a fondare DNA - un’opera/spazio di progetto a Venezia.
“Ogni ecosistema raggiunto dall’uomo – afferma – è disseminato da un insieme organico di segni intellegibili che sottendono relazioni complesse, in grado di esplicitare diverse forme di organizzazione umana nella natura. La mia attenzione è rivolta agli elementi che determinano una dimensione antropica in diversi tipi di paesaggio. Si tratta innanzitutto di una ricerca basata sull’attraversamento fisico di realtà che esprimono il dinamismo delle culture con grande capacità di sintesi. Esplorare i luoghi in cui mi trovo e guardarmi attorno con lo scopo di imparare a interpretare e manipolare questi segni è il mio modo per indagare le trasformazioni culturali in atto, ipotizzarne delle derive verosimili, costruire e condividere un universo estetico costellato di immagini sottratte alla strada e remixate.”
Tra le mostre personali: 2013, The place to be, Gertrude Contemporary, Melbourne AUS; 2013, Smash-Up, Fluxia, Milano; 2013, STEREO, GUM Studio, Torino; 2011, No Space Blues, Artissima Lido, Torino; No way, Fluxia, Milano. Tra le collettive: 2015, This place is really nowhere, Jupiter Woods, London; 2015, Milk Revolution, American Academy in Rome, Roma; 2014, Keep it Real, Ventura XV, Milano; 2014, Non potendomi arrampicare sulle nuvole presi per le colline, Valdagno (VI).

Giulio Delvè nasce a Napoli nel 1984. La sua formazione si è svolta seguendo i corsi presso la Weißensee Kunsthochschule di Berlino e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, partecipando inoltre a diversi workshop, presso la Fondazione Spinola Banna, Viafarini, Castello di Rivoli.
La strategia estetica di Delvè è incline a privilegiare la componente evocativa dell’oggetto, imbastisce una partitura di sensi proiettivi connessi al vissuto, dilatati in una visione non priva di risonanze ermetiche, in cui non conta l’esistenza reale delle cose ma l’evidenza, il fenomeno, la manifestazione dell’essenza dell’oggetto alla coscienza che si compie in relazione agli atti che costituiscono l’opera.
Mostre personali e collettive: 2015, Moroso Concept per l’arte contemporanea, Villa Manin; 2014, Per_formare una collezione#3, Museo Madre, Napoli, 2014, Èdra, Connecting Landscapes, Reale Istituto Neerlandese, Roma, 2014, Video Foverer 15 *Fantômes*, Studio Frank Perrin, Parigi; 2013, Il rituale del serpente, Pastificio Cerere, Roma, 2013, Andata e Ricordo, MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto;2012, Azione meccanica, Supportico Lopez, Berlino; 2012, Sotto la strada, la spiaggia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 2012, Voyage Voyage, Maison de l’Amérique latine, Parigi; 2011, Based in Berlin, KW Institute for Contemporary Art and AtelierhauMonbijoupark, Berlino; 2011, Italiens, junge Kunst in der Botschaft, Ambasciata Italiana, Berlino; 2011, Ariane de Rothschild Prize, Palazzo Reale, Milano.