Where All Become

Roma - 19/04/2012 : 19/05/2012

Mostra doppia personale di Silvia Camporesi e Michael S. Lee dal titolo Where All Become. I due giovani artisti di diversa provenienza e formazione, nonostante l’utilizzo di differenti linguaggi espressivi. affrontano il tema comune del divenire e del mutamento.

Informazioni

  • Luogo: Z2O GALLERIA - SARA ZANIN
  • Indirizzo: Via della Vetrina 21 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 19/04/2012 - al 19/05/2012
  • Vernissage: 19/04/2012 ore 18.30
  • Autori: Silvia Camporesi, Michael S. Lee
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: martedì - sabato: 10.30 - 19.30 o su appuntamento

Comunicato stampa

La Galleria z2o è lieta di presentare la doppia personale di Silvia Camporesi e Michael S. Lee dal titolo Where All Become. I due giovani artisti di diversa provenienza e formazione, nonostante l’utilizzo di differenti linguaggi espressivi. affrontano il tema comune del divenire e del mutamento. Michael Lee pone l’accento sul tema della trasformazione dell’ambiente che circonda i singoli individui, prediligendo la rappresentazione urbana attraverso l’uso del disegno a china mentre Silvia Camporesi riflette sulle trasformazioni che interessano il paesaggio attraverso il filtro dell’obiettivo fotografico e del video

Camporesi e Lee si incontrano e si contrappongono nella raffigurazione delle mutazioni ambientali, proiettando nei rispettivi lavori la differente formazione culturale, che ha influenzato la loro ricerca artistica. Nel caso di Michael Lee infatti l’origine coreana e gli studi di architettura sono facilmente riconoscibili sia nella tecnica che nelle tematiche affrontate. Le opere rappresentano un fitto intrico di movimenti convulsi e veloci, una somma di azioni che ogni singolo individuo compie quando si relaziona all’ ambiente circostante. Lee riproduce un luogo in cui ogni persona fa esperienza dei singoli elementi architettonici presenti nelle città: pavimenti lastricati, riverberi oscillanti delle finestre, proporzioni tra gli edifici. Tutte forme inanimate che acquistano un dinamismo nell’interazione con l’essere umano, producendo suoni e rumori che si dissolvono nei ritmi frenetici della vita moderna fino a diventare onnipresenti ma impercettibili una sorta di “rumore bianco” come lo definisce l’artista stesso. Per contrasto il lavoro di Silvia Camporesi, di formazione umanistico-filosofica, scorre lento nella rappresentazione dei mutamenti che le trasformazioni impercettibili della luce naturale imprimono sull’ ambiente. I paesaggi che l’artista presenta in questa mostra sono limpidi e silenziosi, come sospesi in un’atmosfera rarefatta. La sua ricerca si concentra infatti sul divenire della materia sottoposta all’ azione di elementi transitori come la luce e le condizioni atmosferiche. L’elemento nuovo in queste opere è l’utilizzo del pop up o, per meglio dire, del kirigami. Come spiega l’ artista l’ idea è quella di lavorare sulle ulteriori possibilità di trasformazione che la fotografia offre attraverso la tecnica di intaglio e piegatura della carta fotografica – (tecnica chiamata kirigami) – generando la nascita di strutture tridimensionali all’interno dell’immagine: “Nei miei precedenti progetti fotografici ho sempre pensato alla terza dimensione della fotografia, ricercandola nella narrazione o nel concetto; con la tecnica kirigami la terza dimensione diviene elemento fisico e tangibile”.



Silvia Camporesi nata a Forlì nel 1973, vive e lavora in quella città. Ha conseguito la laurea in filosofia all’Università degli studi di Bologna ed ha partecipato a numerosi premi tra cui Talent Prize, Roma,Premio spazievasi, Francavilla al mare (CH), Premio Celeste, San Gimignano (Si), oltre che ad alcuni workshop in varie città i Tra le mostre personali più recenti ricordiamo: La Terza Venezia, Photographica Fine Art Gallery, Lugano (2011), Sifr – la distanza canonica, z2o Galleria|Sara Zanin, Ropma (2010), RomaEravamo persone come alberi, Galleria Betta Frigieri, Modena (2010), Le ragioni del peso, Galleria dell’arco, Palermo (2009); Gradozero, Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP). Ha esposto inoltre i suoi lavori in mostre collettive nazionali ed internazionali come Fragile: Handle with care, Lucca center of contemporary art, Lucca (2011), City limits, Close your eyes and dream, QTongij University, Shanghai (PRC) (2010), Down by the water, MiCamera, Milano (2010), Videodrome, Fabbrica delle Candele, Forlì (2010); Focus Italy, Rereading the Image, Photography as storage of meaning (Italy 1970-2009), Prague Biennale 4. Prague (2009), Art now, 1st international video art festival, Damasco (2009), Videoart Yearbook 2008, Galleria Civica Contemporanea, Trento (2008), Biennale di Alessandria videofotografiacontemporaena, Cittadella, Pavia (2008).



Michael Lee è nato in Corea nel 1988, vive e lavora tra New York, Roma e Seoul. Esposizioni personali: (2010)This is what ours is, Pica Pica Gallery, Berlin, Germany, Here We Stand in It, Seeing it, Raum 142. Berlin, Germany, Constructing Place, Tjaden Gallery, Ithaca, NY, MULTI-MEDA, Parco Meda, Roma, La Città Che Non C’è, Palazzo Lazzaroni. Esposizioni collettive: (2010) Transience, Z2O Galleria | Sara Zanin, Roma, GIORNI FELICI, Casa Testori, Milano, Festa Dell’Architettura, Roma, Group Show, Palazzo Lazzaroni, Roma (2009) Group Show, Palazzo Lazzaroni, Roma, Component Systems Group Show, Hartell Gallery. Ithaca, NY.