Wang Qingzhou – Sound in Color

Torino - 04/06/2014 : 07/06/2014

Tradizione, creatività, arte, miscelati dal talento di Wang Qingzhou. Osservare, poi chiudere gli occhi, immaginare, assaporando il genio del maestro del 798 di Pechino. Si chiama "Sound in Color" la mostra, il percorso del maestro Qingzhou.

Informazioni

Comunicato stampa

Sound in Color"

Dal 4 al 7 giugno il maestro Wang Qingzhou esporrà le sue opere presso l'Hotel Golden Palace

TORINO - Tradizione, creatività, arte, miscelati dal talento di Wang Qingzhou. Osservare, poi chiudere gli occhi, immaginare, assaporando il genio del maestro del 798 di Pechino. Si chiama "Sound in Color" la mostra, il percorso del maestro Qingzhou. Sarà possibile ammirarla dal 4 al 7 giugno presso l'hotel Golden Palace di Torino. Un'occasione da non perdere per gli amanti della cultura cinese e in particolare del distretto 798 di Pechino, diventato un cult

Nel pomeriggio del 5 giugno a partire dalle ore 18:30, Wang Qingzhou in persona farà da cicerone, spiegando le peculiarità delle sue 12 opere, accompagnato dalla musicista Deng Yuan che suonerà il Guzheng. Cureranno l'allestimento Annamaria Salinari e Alfredo Centofanti del Sarpi Bridge-Oriental Design Week.

LA SCHEDA

王清州
WANG QINGZHOU
Wang Qingzhou, artista indipendente del distretto 798 di Pechino, nasce a Suzhou, nella Contea di Dangshan. Frequenta la "School of Art" della "Renmin University of China" e la "Chinese National Academy of Art" e a seguire viene a contatto con lo stile artistico occidentale attraverso numerosi viaggi in Europa. Il suo è un percorso artistico ricco ed articolato. E' sotto la guida meticolosa ed attenta del padre Wang Ruixi che apprende i segreti della calligrafia e della pittura cinese che rielabora sapientemente in una commistione di passato e presente. La sua è un'arte che combina tradizione, modernità e ispirazione naturalistica, in un tutt'uno di armonia ed eleganza: il respiro della natura, la profondità del sé, il linguaggio artistico moderno che volge al futuro attingendo dal passato. Dalla sua pittura emerge un'arte espressiva, astratta e ricca di significati, una visione estetica che è stata più volte definita "esistenzialismo ecologico": simbolismo, consapevolezza di sé, poesia. Fa rivivere la tradizione, oggi, restituendole la giusta sonorità nell’imponente panorama artistico del più grande parco d’arte d’avanguardia pechinese: il 798, un luogo ormai noto dove si respira una provocatoria aria di rivincita, dove si mescolano creatività e archeologia industriale, opere del presente e segni del passato.