Vittorio Corsini – Dai su fammi un sorriso

Milano - 01/07/2020 : 30/09/2020

La Farsettiarte torna a scommettere sul contemporaneo con un progetto diffuso di arte pubblica.

Informazioni

Comunicato stampa

La Farsettiarte torna a scommettere sul contemporaneo con un progetto diffuso di arte pubblica che da mercoledì 1 luglio unisce in un unico percorso Milano e Prato. Una serie di sculture al neon di Vittorio Corsini, dislocate tra il Portichetto di via Manzoni a Milano e il Castello dell’Imperatore a Prato, sono il richiamo esplicito alla gentilezza e al buon umore che invita a rifondare la speranza nella vita di oggi, dopo l’emergenza sanitaria, attraverso un sorriso



Vittorio Corsini (Cecina, Livorno, 1956), artista che nel 2008 aveva investito Milano con una serie di affissioni in cui invitava i passanti a compiere un gesto per lui (Codice rosso, 2008), da mercoledì 1 luglio torna a rivolgersi al pubblico della strada con un nuovo intervento che si estende da Milano a Prato attraverso una doppia sede espositiva: la centrale vetrina della Farsettiarte, sotto il Portichetto di via Manzoni, e, grazie alla collaborazione che la Galleria ha stretto con il Comune di Prato, il Torrione del Castello dell’Imperatore, simbolo della città toscana.

Dai su fammi un sorriso è un progetto che ruota intorno a una serie di scritte scultoree al neon che, come spesso accade nella pratica di Corsini, rappresentano indicazioni, veri e propri inviti rivolti allo spettatore che diviene interlocutore diretto dell’opera.

Attraverso il passaggio dall’intimità della grafia, specchio della personalità di ciascun individuo, alla dimensione pubblica dell’opera ambientale, Vittorio Corsini trasforma una frase molto semplice, che rimanda a suoni di voci amiche, familiari, in un invito all’azione. Una comunicazione diretta che sottolinea l’urgenza di tornare a intessere relazioni, dopo mesi di distanza e paure anche all’interno dello stesso nucleo familiare.
A Milano, dalla vetrina di via Manzoni - dove soltanto l’anno precedente era intervenuto “sconvolgendo” la galleria (UNSTABLE, 2020) tramutandola in un cantiere - Vittorio Corsini si rivolge direttamente al passante, chiedendo un sorriso. Per il capoluogo lombardo Corsini presenta una nuova opera neon con luce intermittente, realizzata appositamente per questa occasione. La scritta “dai su fammi un sorriso” riproduce la calligrafia di una donna di 92 anni, con una grafia corsiva molto curata che lascia intuire una formazione scolastica di altri tempi. Una striscia di parole che si accende a intermittenza e dalla vetrina di passaggio “chiama” le persone all’esterno, segno di una voce che ciascuno può ricondurre ai propri parenti più anziani, in questi ultimi mesi fortemente minacciati dal dilagare del COVID-19. Sono proprio quelle voci, che oggi appartengono a chi di fatto è sopravvissuto, che nell’intenzione di Corsini chiedono di abbattere il muro dell’indifferenza e dimenticare per un attimo le angosce, lasciandosi andare a un sorriso accogliente.

Chi invece si troverà a passeggiare nel cortile o intorno alle mura dal Castello costruito per volontà di Federico II di Svevia a Prato, potrà incontrare le parole al neon della medesima frase, rappresentata da 5 diverse grafie, che invitano a fare un sorriso. L’opera deriva da un progetto del 2019 realizzato a Cortina, che segna un momento fondamentale nella collaborazione tra Vittorio Corsini e Farsetti. L’artista aveva invitato 5 personalità di primo piano per la comunità ampezzana (Luigi Alverà, Nadia Dimai, Flavio Lancedelli, Kristian Ghedina e Roberta Alverà) a trascrivere la frase “dai su fammi un sorriso”. I neon ricavati da queste scritture ne sono la traduzione scultorea, ma soprattutto la presentazione fisica di un invito che si riversa direttamente sul lettore/spettatore.

Per l’Amministrazione comunale di Prato, il progetto diffuso proposto dalla Farsettiarte - che proprio nella città toscana è stata fondata nel 1955 - è un’occasione importante di valorizzazione del proprio patrimonio artistico e del centro storico. L’iniziativa persegue le stesse logiche di valorizzazioni con cui la città si sta impegnando dopo il lungo lockdown, con l’obiettivo di restituire ai pratesi e ai turisti un centro da vivere e da riscoprire.

Dai su fammi un sorriso si inserisce nella produzione di Corsini come ulteriore evoluzione della sua ricerca sulla parola. L’intensa esperienza artistica, progettuale e di intervento ambientale di Corsini, docente di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, è raccolta nella monografia di recente pubblicazione, a cura di Gli Ori, Pistoia, Portami con te (2020). Una mappa concettuale collocata in apertura del volume organizza i vari filoni in cui si articola la sua riflessione sul contemporaneo, introducendo il testo di Marco Pierini.
BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Vittorio Corsini è nato a Cecina (LI) nel 1956, vive e lavora a Milano. Ha compiuto studi storico-artistici all'Università di Pisa, presso la Facoltà di Lettere Moderne. L'attività espositiva inizia alla fine degli anni '80, con una personale alla Galleria L'Attico di Roma. Tra le successive mostre personali: Corpo fragile a cura di Luigi di Corato e Marco Pierini, Ex Ospedale San Niccolò, Siena, 1998; Alleluja, Palazzo delle Papesse, Siena, 2002; Mosca cieca, Salone Villa Romana, Firenze, 2004; GOD SAVE The PEOPLE a cura di Marco Scotini, Galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca, 2007; Walkabout a cura di Marco Scotini, Museo Oratorio di Santa Maria della Vita, Bologna, 2008; Macrowall-Eighties are back, MACRO, Roma, 2010; Xenia, MACRO, Roma, 2011; Tra voci, carte, rovi e notturni, Galleria Civica di Modena, Palazzina dei Giardini, Modena, 2012; INCIPIT VITA NOVA, Fortezza Nuova, Livorno, 2013; Il peso del carrello e altre storie, Galleria Cardi, Pietrasanta, 2015; CAVEAU, Vicolo Del Coltellinaio, Siena, 2016; CURA (SORGE), Kulturzentrum, Graz, 2017; Your Place or Mine, a cura di Peter Assmann e Renata Casarin, LaGalleria e La Corte Vecchia, Palazzo Ducale, Mantova, 2017. Tra le numerose mostre collettive si segnala: Maledetti Toscani, Galleria L'Attico, Roma, 1990; In Forma, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 1993; XII° Quadriennale Nazionale d'Arte, Roma, 1996; Futurama a cura di Bruno Corà, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2000; Continuità. Arte in Toscana, 1968/1989 a cura di Daniel Soutif, Palazzo Fabroni, Pistoia, 2002; Continuità. Arte in Toscana, 1990/2000, a cura di Jean-Christophe Ammann, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2002; Il palazzo delle libertà, a cura di Lorenzo Fusi, Palazzo delle Papesse, Siena, 2003; Anni lunari, Collezione permanente, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2004; Emotional Landscapes, Fri-Art Centre d’Art Contemporain, Friburgo, 2007; Galleria l'Attico, Roma, 2007; Arte Natura/Natura Arte, Palazzo Fabroni, Pistoia, 2009; Lo spazio del sacro, Galleria Civica di Modena, 2010; La scultura del XXI secolo, Fondazione Pomodoro, Milano, 2010; Oltre il grande rettile, Museo Giovanni Fattori, Livorno, 2010; Pittura Concetto Materia, Galleria Giacomo Guidi, Roma, 2011; Oltre il Giardino, Palazzo Fabroni, Pistoia, 2013; Sculpture! Make You Dream, Art Center, Seoul, 2013; Andata e Ricordo - souvenire de voyage, Mart, Rovereto, 2013; Confini e Conflitti, Palazzo Alberti Poja, Rovereto, 2015; The Wolf and The Tiger, Palazzo della Permanente, Milano, 2015; Synchronicity, Museo di Palazzo Pretorio, Prato, 2015; La Pelle, Officina Fondaco, Bruxelles, 2016; Kunst heilt Medizin – Zehn Werke, Katholischen Fakultät, Graz, 2017; Andar per porte, Palazzo Archinto, Milano, 2017. Tra le varie istituzioni in cui Corsini ha presentato le sue opere-evento: Palazzo delle Papesse di Siena, Villa Romana a Firenze, Museo Pecci di Prato. Tra i numerosi progetti di arte pubblica, ricordiamo i lavori: Chi mi parla?, commissionato dal Comune di Luicciana (Prato), 2007; codice rosso a Milano e Uomini per l’ospedale di Campostaggia (Poggibonsi/Siena), 2008; Parma 33# a Torino, 2009; HARMONY Mura Dionigiane a Siracusa nel 2015; Lights mood, ingresso Polivalente a Peccioli 2017.

LA GALLERIA
La Farsettiarte, fondata nel 1955 da Frediano e Franco Farsetti, nasce a Prato come Galleria d'arte e subito si distingue per la prestigiosa attività espositiva. Nel 1962 viene inaugurata la Casa d'Aste suscitando l'immediato interesse dei collezionisti e del mercato.
Galleria e Casa d'Aste hanno avuto percorsi paralleli e, pur dandosi reciproco impulso, hanno sempre mantenuto la propria autonomia, istituendo così qualcosa di unico nel panorama del mercato d'arte italiano.
Nel corso degli anni l'attività espositiva si è ampliata con l'inaugurazione delle gallerie di Cortina d'Ampezzo nel 1964, della Versilia nel 1969 e di Milano nel 1982. Infine, nel 1991 è stata inaugurata la nuova sede di Prato a fianco del Museo per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci. L'imponente e moderna struttura, che ha contribuito all'intensificarsi delle aste e alla realizzazione di grandi mostre, è la sede operativa e di coordinamento della Farsettiarte.