Visioni in blocco

Roma - 11/10/2013 : 21/11/2013

Sei artisti per sei diversi modi di fermare lo spazio nel tempo e viceversa, per raccontare la pienezza dell’esistente e il suo continuo mutare.

Informazioni

  • Luogo: ROSSMUT
  • Indirizzo: Via dei Reti, 29/b - Roma - Lazio
  • Quando: dal 11/10/2013 - al 21/11/2013
  • Vernissage: 11/10/2013 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Martedì –Sabato 11 > 19
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Venerdì 11 ottobre il concept store Rossmut ha il piacere di presentare Visioni in blocco. Tutto lo spazio e tutto il tempo sono occupati, mostra collettiva degli artisti Riccardo Cavallari, Teresa Emanuele, Lorenzo Giordano, Daniele Spanò, Marco Tamburro e Simona Uberto, a cura di Melania Rossi.

La fotografia potrebbe sembrare vita senza tempo, perché ferma e rappresenta la realtà fuori dal flusso degli eventi

Pensando però ai concetti di spazio e tempo in fisica e filosofia, lo scatto fotografico è piuttosto vita in cui il tempo si identifica con lo spazio, perché sintetizza in immagine la struttura quadridimensionale dell’universo. Ogni oggetto, luogo, paesaggio o soggetto da ritrarre – e così qualsiasi cosa esista - è fatto di tre dimensioni fisiche più una, quella data dal momento; ecco quindi che l’istantanea, più di qualsiasi altra forma d’arte, può raccontare ciò che accade nel palcoscenico della contemporaneità, in un altrove assoluto che non è né passato né futuro. La dimensione mentale dell’arte può bloccare un punto in quel continuum che il matematico Hermann Minkowski chiamò “cronotopo” e il filosofo Henri Bergson definì “tempo della vita”. Così, in ogni lavoro degli artisti in mostra, l’hic et nunc è negato e diventa il contemporaneo non qui-non ora di paesaggi di archeologia industriale che non esistono più, di edifici in trasformazione verso qualcos’altro, di spazi che cambiano continuamente forma e geometria, di luoghi che ricordano se stessi attraverso dei particolari riportati in vita nell’opera.
Sei artisti per sei diversi modi di fermare lo spazio nel tempo e viceversa, per raccontare la pienezza dell’esistente e il suo continuo mutare.

In occasione della mostra Rossmut presenterà anche i lavori dei designer: Clio Fiore (gioielli), Lamerti Lab (gioielli), Mood (accessori), Novo Design (design), Laura Rysman (gioielli), Stefano Pedonesi (gioielli), t'essere (accessori), alcuni gioielli di Simona Uberto e i capi della collezione Technobohémian, di John Malkovich.





Biografie artisti:

Riccardo Cavallari, Alabama, USA 1964.
Si potrebbe definire un antropologo sociale. E' un viaggiatore instancabile interessato alle differenti culture e stili di vita, a comportamenti e usanze degli individui nei gruppi o nelle tribù. Come "Flâneur" esplora la moda europea della vita notturna, così come i riti dei Masai o dei Tuareg. Ama scoprire i pattern tribali nella vita moderna. Nel 2008 ha aperto lo "studio fotografico più piccolo del mondo" nel centro di un piccolo paese rurale nella campagna toscana per ritrarre "in studio" tutti gli abitanti (e qualche albero) del paese. Ha esposto in mostre collettive a Francoforte, Colonia, Parigi, Sczczin, Firenze, Londra e alle seguenti personali: “Effetti Personali” Kunst Gallerie (Berlino, 1997); “Bianchi e Neri”, Galleria Sergio Tossi, (Prato, 1998); “Nude Portraits", Belem Cultural Center (Lisbona, 1998); “Portraits”, Galleria Print, (Firenze, 2000); "something gives me the blues" Galleria Spazio Privato. (Milano, 2003); "nord-sud" Galleria Patrizia Pepe by Ronaldo (Firenze, 2004); "Un-Natural Bodies" at the Photodistordjia - photographic biannual – (Porec, 2005); "On the left side of Green" Jiva Gallery (Firenze, 2007); "On the left side of Green" The Frost Gallery, (New York, 2009); "Suono dell’Immagine/Immagine del Suono” (Firenze, 2011).

Teresa Emanuele nasce a Roma nel 1980.
Ai suoi studi, classici prima e giuridici poi, affianca da subito un profondo interesse per l’arte contemporanea e la fotografia. Nel 2004 si laurea in giurisprudenza alla Luiss, trasferendosi poi a New York per un master alla Columbia University ed una carriera a Wall Street. Il caos della Grande Mela è al contempo una grande ispirazione ed il più versatile e colorato set fotografico. Il suo lavoro denota un'attenzione ravvicinata al particolare, uno studio del macro che trascina il quotidiano all'astratto. Nel 2008 frequenta la Photomanhattan - School of Photography, dove perfeziona la tecnica e scopre la ritrattistica e il bianco e nero. Dal suo rientro in Italia nel 2008 si dedica alla fotografia, affiancando la pellicola al digitale, e lavora nel mondo dell’arte contemporanea. La sua più recente ricerca artistica si incentra sulle potenzialità delle proiezioni dell'ombra di stampe su superfici trasparenti - come vetro e plexiglass - e sulla fotoincisione. Ha partecipato a numerose collettive in gallerie private e musei italiani, alla 54ma Biennale di Venezia – Padiglione Lazio (a cura di Vittorio Sgarbi), al Padiglione Italia della 21ma Fiera dell'Arte di Istanbul. Fra le sue mostre personali, per citarne alcune, "venerdìtredici" - Galleria Monogramma (Roma, 2009); "Rushed", Gallery A-3 (Mosca, 2011) e Spazio Cerere (Roma 2012); “Ecfrasi”, a cura di Luca Beatrice, Galleria Contini (Venezia, 2012); “Work to Become” Galleria Il Cortile (Roma, 2012); “QVOD VIDES, TOTVM”, Istituto Italiano di Cultura (Gedda, Arabia Saudita, 2013) e Alaan Art Space (Riad, Arabia Saudita, 2013).

Lorenzo Giordano, nasce a Chiavari nel 1978.
E’ fotografo e regista indipendente. Dopo il diploma vive per alcuni anni a Londra e successivamente a Firenze dove inizia a lavorare come fotografo di moda e pubblicità. Per tre anni frequenta a Lisbona corsi di antropologia e storia dell’arte e impronta la sua ricerca fotografica sull’uomo e sulla sua trasformazione nelle città nell’epoca del consumo. Nel 2006 torna a Firenze dove continua la carriera di fotografo professionista avvicinandosi al mondo del cinema, nel quale muove i primi passi nel 2006 come fotografo di scena per un cortometraggio di Marco Bellocchio. Nel 2007 dirige il suo primo cortometraggio e nel 2010 il suo primo documentario. Nel 2006 su incarico dal Dipartimento di Archeologia Industriale dell’Università di Genova lavora ad un progetto fotografico sulla memoria industriale dedicato allo smantellamento di un impianto siderurgico situato a Genova Cornigliano, da questo progetto nasce POST. Nel 2009 segue alla “Bergman week di Faro (Svezia)” le masterclass di fotografia di scena e di regia tenute da Wim Wenders; nel 2010 partecipa al Conero doc Campus con Pietro Marcello. E’ stato l’assistente in Italia di Mark Power, Harry Gruyaert e Donovan Wylie, fotografi dell’agenzia Magnum. Nel 2011 fonda Plancton Studio, piccola casa di produzione per film e progetti fotografici. Ha esposto a Genova, Firenze, Porec (Croazia), Berlino, Torino, Palermo, Sestri Levante, Prato e Reggio Emilia. Vive a Roma.

Daniele Spanò, nato a Roma nel 1979.
Daniele Spanò di formazione scenografo, dal 2004 svolge l'attività di artista visivo portando avanti una ricerca personale sui nuovi linguaggi multimediali, in particolare legati all'uso della video proiezione. Al centro della sua poetica c'è il rapporto tra la luce e lo spazio, pubblico o privato. Interventi site-specific che hanno origine dall'indagine sul territorio e dallo studio dell'architettura che "ospita" il lavoro. Dal 2012 è consulente artistico per la Fondazione Romaeuropa e fa parte del comitato scientifico di Digital Life. Tra le ultime mostre: Atto primo Basilica di Santa Maria in Montesanto, Chiesa degli Artisti; Digital Life – “Safety distance” (Ex Gil, Roma, 2011); “Rifrazioni Permanenti” (personale) video installazione site specific presso Piazza Colonna (Roma), progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio-Unità tecnica di missione per i 150 dell'Unità d'Italia, Ministro del Turismo, MiBAC; Quadrato Nomade - “Noi due” (Palazzo delle Esposizioni, Roma,2012); Seminaria Sogninterra - “L'ora del silenzio” (Maranola di Formia, 2012). Nel 2011 viene selezionato da Takeshi Kitano per raccontare il proprio lavoro nella trasmissione televisiva Tackeshi Art Beat in onda sull'emittente televisiva giapponese NHK

Marco Tamburro, nasce a Perugia nel 1974.
Nel 1994 si diploma in architettura e arredamento all'Istituto d'Arte della sua città. Nello stesso anno si trasferisce a Milano dove entra in contatto con l'ambiente artistico milanese, frequenta il corso di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera ed inizia la collaborazione come assistente di diversi fotografi e scenografi. A Milano inizia la sua prima esperienza pittorica ed espone le proprie opere in alcune gallerie e spazi alternativi della città, legati soprattutto all'ambiente della moda e del design. A Roma ritrova la sua passione per il teatro, comincia a lavorare con diverse compagnie teatrali, si dedica a tempo pieno alla pittura e nel 1999 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1999 fonda anche un' associazione culturale che si interessa esclusivamente di arti visive. Nel corso del tempo Tamburro riduce progressivamente nelle proprie opere l'uso di ritagli fotografici, una scelta determinata dalla consapevolezza di aver ormai scelto come mezzo espressivo principale la pittura. Per citare alcune mostre tra le piu’ importanti, Castel dell’ovo (Napoli), Palazzo Frisacco (Udine), Pinacoteca Moderna (Monaco di Baviera), Ambasciata Italiana (Shangai) biennale del Cairo (Egitto) Fortezza di Palmarola (Udine), più numerosi premi d’arte contemporanea e mostre in gallerie private.

Simona Uberto, nata a Savona il 12 luglio 1965.
E’ Titolare di Cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Espone in mostre collettive presentando sculture, installazioni e lavori con l’uso della fotografia, già dal 1989. Nel 1995 inizia a realizzare opere negli spazi pubblici. Artista aperta alle diverse esperienze, nel 1997 progetta e realizza un tavolino d’artista, presentato alla Fiera del Design a Colonia. Nello stesso anno, selezionata per il Concorso Nazionale “Arti visive 2 “, espone a Palazzo Ducale a Genova. Nel 1999 espone per il Concorso Nazionale “Torino incontra l’arte 1999”, Palazzo delle Esposizioni, Torino. Nel 2002 realizza, per il prestigioso premio “Accademia di San Luca” a Roma, un’installazione nella Rampa del Borromini all’Accademia Nazionale di San Luca. Partecipa alla XXIV biennale di scultura a Gubbio. Nel 2006 è selezionata dalla commissione di Arte-Fiera, ed espone ad Art First, con un’installazione al Museo Civico medioevale di Bologna. Nel 2008 è invitata a esporre alla mostra “900”, nella importante Fortezza del Priamar a Savona. Nel 2009 è tra i finalisti del concorso ICONA ’09 nell’ambito di ARTVERONA, espone in Fiera con la Galleria Melesi di Lecco. Altre Gallerie con le quali ha collaborato esponendo in mostre personali sono la Galleria Romberg a Roma nel 2008, la Galleria Fioretto a Padova nel 2003, per citarne alcune. Nel 2010 realizza con la Casa Editrice Colophonarte di Belluno, un libro d’Artista, “Ombre senza voce, senza ali”, con la poetessa Serena Dal Borgo e la presentazione di Alberto Fiz. Nel 2012 realizza un altro libro d’Artista con la Casa Editrice “Quaderni di Orfeo”, di Roberto Dossi e Marco Rota. Vive e lavora a Milano.