VII Giornata del Contemporaneo

Napoli - 08/10/2011 : 09/10/2011

Fondazione Plart e Galleria Lia Rumma partecipano alla VII Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci con le opere di: FormaFantasma, Michele Guido e Alfredo Jaar. Gli spazi della Fondazione napoletana ospitano un progetto comune nell’ottica di un dialogo aperto tra i linguaggi artistici del nostro tempo.

Informazioni

Comunicato stampa

VII Giornata del Contemporaneo
9 ottobre 2011
Fondazione Plart - Lia Rumma
8 ottobre 2011 - VII Giornata del Contemporaneo





Fondazione Plart e Galleria Lia Rumma partecipano alla VII Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci con le opere di: FormaFantasma, Michele Guido e Alfredo Jaar. Gli spazi della Fondazione napoletana ospitano un progetto comune nell’ottica di un dialogo aperto tra i linguaggi artistici del nostro tempo. Arte visiva, architettura e design sono i territori di ricerca su cui si concentrano gli artisti in mostra

Un campo allargato dell’arte, un invito a riflettere su pratiche che si alimentano nella crisi profonda della contemporaneità. Un desiderio di presa sul mondo attraverso una costante interrogazione del reale: Forma Fantasma immagina provocatoriamente un quotidiano senza petrolio; Alfredo Jaar indaga la realtà dell’Angola, paese africano segnato dalla guerra alla povertà e all’Aids; Michele Guido propone una foglia di loto come nuova utopia del rapporto tra cultura e natura. Modalità espressive differenti convivono e sottolineano il rigoroso itinerario di ricerca delle due realtà culturali: Fondazione Plart e Galleria Lia Rumma. Un progetto sinergico che guarda all’arte contemporanea come polo di sperimentazione di nuove forme di promozione e diffusione culturale.

Botanica di FormaFantasma: un progetto commissionato e realizzato per la Fondazione Plart che esplora la storia dei polimeri naturali nel tentativo di riportare in superficie ricordi e frammenti di una storia che parte da molto più lontano di quanto si percepisca nei riflessi impeccabili degli oggetti che ci circondano. In “Botanica’ le plastiche sono utilizzate in modo inusuale, come dettagli preziosi e dalla natura arcana nel tentativo di suggerire una nuova estetica post industriale. Se ad oggi possiamo dire di essere in corsa verso un’era post-petrolio, il periodo pre-petrolio sembra essere nuovamente riscoperto alla ricerca di alternative sostenibili.
Il lavoro di Formafantasma guarda al passato come fonte di ispirazione per offrire all’utente un punto di vista alternativo sull’idea di plastica, reinterpretando materiali e tecniche perdute.

Muxima di Alfredo Jaar: Il video Muxima si inserisce in una straordinaria serie di progetti di Alfredo Jaar sulla storia del continente africano. “Muxima” significa “cuore”, ed è anche il titolo di una canzone popolare angolana in cui la poesia locale si fonde con le melodie del fado degli ex dominatori coloniali, e con la musica brasiliana. Suddivise in dieci canti, le variazioni di questa canzone accompagnano le immagini dell'artista cileno sull'Angola di oggi, strutturando il video in capitoli. Immagini di ragazzi che fanno il bagno al mare si alternano alle riprese delle architetture distrutte dalla guerra civile, i fotogrammi di un'intervista a genitori che raccontano dei loro figli scomparsi seguono alle immagini di un enorme cinema all'aperto o di un cercatoredi mine al lavoro. La storia di un paese che si è sviluppato tra l'età del colonialismo e la guerra fredda, fino alla guerra civile, e che oggi è segnato soprattutto dalla guerra alla povertà e all'Aids, raccontata in immagini e musica, crea un ritratto facilmente accessibile dell'Angola moderna. Alfredo Jaar è uno dei pochi artisti che sin dagli esordi hanno inserito coerentemente nelle loro opere un messaggio politico. Al centro del suo interesse sta il rapporto tra l'occidente e il cosiddetto terzo mondo, la sua rappresentazione nei media e nelle loro immagini.

Lotus Garden Project #4_Tempio di Ercole Vincitore _2011 di Michele Guido: il modello di riferimento dell’opera è il Tempio di Ercole Vincitore a Tivoli. Una calibrata costruzione geometrica dà vita a un poligono irregolare di 24 lati disegnato dal prolungamento delle nervature di una foglia di loto. Il calco in gesso della foglia diventa il demiurgo di un tempio ideale le cui colonne sono composte dalle sezioni dello stelo. Un lavoro che esalta la potenza poetica insita nell’oggetto. Un insieme di suggestioni si attivano grazie al dispositivo artistico creato dal giovane artista pugliese: micro e macro, natura e cultura, passato e presente. Una potente metafora sui rapporti che regolano gli elementi singoli all’intera costruzione rappresentano per analogia gli stessi rapporti che legano ogni cosa all’universale.