Vidà – Colori ad arte

Greve in Chianti - 21/09/2013 : 30/11/2013

La mostra vuole essere un invito all’arte, un momento dedicato all’incontro e al confronto tra differenti percorsi creativi a cui Vidà si è dedicato nel corso degli anni.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 21 settembre 2013 inaugura presso i suggestivi spazi di Villa Vignamaggio a Greve in Chianti (Firenze) Colori ad arte, mostra personale di Vidà, a cura di Giorgia Loda. La mostra vede la speciale partecipazione di Fabrizio Verniani, maestro artigiano che da oltre quarant’anni realizza iconiche borse da sera, in modelli unici, vere e proprie opere d’arte. Per l’occasione Fabrizio Verniani – Evening Bags mostrerà al pubblico una serie di pochette, a edizione limitata, realizzate in collaborazione con l’artista Vidà

L’esposizione nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico la produzione di Davide Vinattieri (in arte Vidà) attraverso l’esposizione di una serie di opere che ne raccontino il percorso artistico. Con questa mostra Vidà, reduce dal grande successo dell’esposizione al Castello dell’Acciaiolo, patrocinata dal Comune di Scandicci (Firenze), desidera sensibilizzare e avvicinare il pubblico alla creatività e all’eccellenza toscana. I prestigiosi spazi di Villa Vignamaggio ospiteranno una serie di creazioni che rappresentano un omaggio all’irrefrenabile potere dei colori che emana attraverso le opere di Vidà.

Vidà, artista toscano, intuitivo, autodidatta. Il suo percorso è iniziato dalla passione per il legno. A lungo ha prodotto artigianalmente oggetti di arredo ispirati alle vecchie forme della tradizione, che ha cominciato poi ad arricchire con decorazioni varie mettendo su tela le immagini che la sua fantasia gli suggeriva. Dal 2005 a oggi l’artista ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. L’arte di Vidà si fonda su un’attenta ricerca del colore. Ogni elemento presente in natura è per l’artista fonte di ispirazione e materia prima da cui estrarre sempre colori nuovi, sfumature inesplorate da liberare sulle tele. Oltre 130 sono i colori ricavati da Vidà dai pigmenti presenti in natura.

La mostra vuole essere un invito all’arte, un momento dedicato all’incontro e al confronto tra differenti percorsi creativi a cui Vidà si è dedicato nel corso degli anni. Passione, ricerca e creatività sono gli elementi base che ispirano l’artista toscano, testimone dell’apertura allo studio di nuovi linguaggi espressivi nell’arte. La pittura di Vidà si sviluppa attraverso una personale ed elaborata ricerca incentrata su un attento studio del colore. È proprio il colore l’elemento predominante non solo nelle opere di Vidà, ma in tutto il suo percorso creativo. Partendo da un’antica tecnica pittorica l’artista è riuscito, nel corso degli anni, a ottenere una vastissima gamma di colori realizzati macinando terre colorate, pigmenti e minerali, tutti elementi reperiti in natura. La sviscerata passione per la natura e un’incessante studio e osservazione hanno portato Vidà alla scoperta di una particolare (e segretissima) sostanza organica che, miscelata alla polvere di minerali (come la malachite, l’azzurrite, il cinabro e altri ancora) è in grado di estrapolare il colore così come lo vediamo in natura. Grazie a questa complessa tecnica e all’amore per il paesaggio toscano, l’artista è riuscito a far emergere dai colori una luminosità straordinaria, una luce fino ad ora sconosciuta.

Il vernissage sarà caratterizzato da una sorta di percorso emozionale tra arte e vino, un’occasione unica per chi desidera immergersi profondamente nella cuore del Chianti attraverso le opere e i colori di Vidà.

La mostra, i testi critici e l’ufficio stampa sono a cura di Giorgia Loda. L’organizzazione generale è affidata a Studio Sant’Agnese, realtà milanese che da diversi anni pone al centro del proprio lavoro la promozione di selezionati artisti emergenti e la divulgazione dell’arte contemporanea, anche in luoghi non convenzionali. Pubbliche relazioni a cura di Cristina Resciniti.

Informazioni sullo Spazio Espositivo
Villa di Vignamaggio, circondata da un elegante giardino all'italiana, sorge in una splendida cornice chiantigiana di oliveti e vigneti ed è un’autentica e mirabile testimonianza del Vignamaggio modello di vita agreste rinascimentale. Il nucleo della villa risale al secolo XIV per opera dei Gherardini, a cui apparteneva la celebre Monna Lisa, la "Gioconda" di Leonardo da Vinci. I Gherardini erano una nobile famiglia toscana, probabilmente di origini etrusche o romane, che nella seconda metà del '200 prese a costruire il proprio castello a Montagliari su una collina dominante la valle del fiume Greve. Da questa posizione erano soliti assalire chi trasportava vettovaglie e mercanzie a Firenze, che, nel 1302, decise di porre fine a questi episodi, mettendo sotto assedio il castello e distruggendolo. In seguito i Gherardini si trasferirono sull'altro versante della vallata, a VIGNAMAGGIO, dove crearono il primo nucleo di quella che è l'attuale Villa.
Vignamaggio toccò il suo massimo splendore verso la metà del XVII secolo ed appartenne ai Gherardi fino al 1832.
Nel 1925 fu acquistata dalla Contessa Elena Sanminiatelli, la cui famiglia restaurò il giardino all'italiana e la villa. Qui visse a lungo anche lo scrittore Bino Sanminiatelli. Dal 1988 Gianni Nunziante, l'attuale proprietario, ha riabilitato edifici e giardino e ha intrapreso un progetto di ristrutturazione dei vigneti e delle cantine. Da ricerche effettuate si sono ritrovati presso l'archivio Datini di Prato alcuni documenti riguardanti Vignamaggio. Uno di essi in particolare, datato 26 ottobre 1404, consiste in una lettera a Francesco Datini a firma di Amido Gherardini, proprietario della tenuta a quell'epoca, nella quale si parla di vino inbotato a Vignamag(i)o che ha celebrato dunque nel 2004 il secentenario di tale attività. La Gioconda, che Leonardo dipinse ispirandosi come sfondo al paesaggio di Vignamaggio. Nei tratti di questa enigmatica donna rinascimentale, Vasari riconobbe Monna Lisa, la figlia di Anton Maria di Noldo Gherardini. La valle che compare nella tela è quella che si vede dalle finestre della villa: il grande pittore la usa per rappresentare un lontano e profondo paesaggio "geologico" in intima consonanza con la figura in primo piano, immagine del perenne rinnovarsi della vita e della natura. Armin Schlechter, uno studioso tedesco, ha rinvenuto nella biblioteca di Heidelberg un testo del 1503 dove il proprietario del libro appunta a margine che Leonardo da Vinci era in quel momento impegnato a dipingere il ritratto di Monna Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo e figlia di Anton Maria, proprietario di Vignamaggio. Sarebbe quindi veramente lei la persona raffigurata nel famoso quadro.