Vicky Polak – I Dreamt The Streets Were Made Of Water
I DREAMT THE STREETS WERE MADE OF WATER, mostra personale di Vicky Polak, a cura di Julia Terzano.
Comunicato stampa
I DREAMT THE STREETS WERE MADE OF WATER
Vicky Polak
a cura di Julia Terzano
testi critici di Julia Terzano e Chiara Celoria
Dal 3 luglio al 29 agosto, 2026 Opening giovedì 2 luglio, 19 – 21
10 & zero uno, Castello 1830, via Garibaldi, Venezia
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La 10 & zero uno di Venezia è lieta di presentare, dal 3 luglio al 29 agosto 2026, I DREAMT THE STREETS WERE MADE OF WATER, mostra personale di Vicky Polak, a cura di Julia Terzano.
La curatrice ci racconta la mostra attraverso queste sue parole:
“La pratica fotografica di Vicky Polak viene qui accosta non come a una raccolta di serie statiche, bensì come a una ricerca migratoria e aperta. Le opere in mostra recano in sé uno stato continuo di transito, muovendosi attraverso soglie in cui si intersecano presenza umana, geografia e storie ereditate. Qui, il corpo opera come un archivio somatico attivo, un luogo d’incontro e un vascello in cui convergono strati temporali e correnti territoriali. Attraverso le sue doppie esposizioni analogiche, il confine tra la pelle e il terreno si dissolve. Il movimento si fonde con l’austerità della pietra e la volatilità della luce, spostando l’atto fotografico dalla documentazione a un rito viscerale e duraturo.
Nel suo nucleo profondo, l’esposizione traccia uno spostamento materiale, segnando una transizione dal peso denso e vulcanico della terra ai ritmi fluidi di Venezia. Lì dove i suoi gesti precedenti dimoravano nel paesaggio sismico e nella gravità minerale, i suoi impulsi recenti abbracciano l’acqua come uno spazio di ascolto attivo e di rigenerazione rituale. Questo passaggio non implica una rottura concettuale; rappresenta, piuttosto, una migrazione della ricerca stessa. Mentre la materia si trasforma da solida a liquida, gli interrogativi fondamentali rimangono: in che modo la memoria si deposita entro i limiti del corporeo? Come sopravvive la saggezza ancestrale attraverso le dislocazioni geografiche?
Nella sua serie più recente, Offerings to Crystalline Waters, queste domande assumono una forma intima. Negli ultimi quattro anni, durante ripetute visite a Venezia, Polak lancia una moneta nella laguna, chiedendo alla dea del mare di farla tornare presto: un rito che lega il suo desiderio personale alla memoria familiare e alle radici italiane. L’Adriatico diventa più di una semplice cornice; agisce come un archivio fluido che raccoglie storie, assenze e i costanti scambi tra il corpo e l’acqua. Attraverso questo gesto minimale, il mare custodisce ciò che la carne e la terra già possiedono.
Presentando queste fasi di lavoro interconnesse come un unico processo circolare, in cui convergono le sue serie precedenti —Seismic Gestures, Dark Waters e Offerings to Crystalline Waters— I DREAMT THE STREETS WERE MADE OF WATER offre uno spazio in cui territorio e lignaggio sono intesi come correnti cicliche. Le immagini su queste pareti fungono da sedimento visivo, mostrando che queste storie condivise non finiscono, ma continuano a circolare, assumendo nuove forme.
Il saggio di accompagnamento, The Feminine Breathes Earth, di Chiara Celoria, svela un livello parallelo di riflessione, rintracciando gli immaginari culturali e simbolici che risuonano all’interno della pratica di Polak, aprendo un campo di risonanza in cui le domande rimangono deliberatamente senza risposta.”
BIO
Vicky Polak è un’artista interdisciplinare che lavora tra cinema, fotografia e antropologia visiva. La sua pratica esplora i temi della memoria, dell’identità e delle narrazioni culturali attraverso forme di racconto documentario e sperimentale.
Con una formazione in antropologia e cinema, unisce processi di ricerca rigorosi a un linguaggio visivo intuitivo e poetico.
Il suo lavoro è stato esposto alla Fiera Internazionale d’Arte Fotografica Photo London
2026 nel Regno Unito con The Light Gallery, ed è stato riconosciuto con l’Eaton Fund Grant (2025, Londra), i FIFV International Photography Awards (2013, 2021, Cile) e la borsa di studio Proyecto Imaginario (2016–2017, Argentina). Il suo lavoro è stato inoltre presentato in importanti portfolio review internazionali, tra cui Format Festival (2026, Regno Unito), Paris Photo (2025) e Photo Days (2025). Tra le mostre più recenti figurano Topology of Ritual (2025, Residenza dell’Ambasciatore, Regno Unito), Seismic Gestures (2025, London & LA Design Week) e Brigadas (2021, FIFV, Cile).