Viaggio al termine della parola

Napoli - 17/05/2014 : 01/08/2014

Il titolo è preso in prestito dall'omonimo libro di Renato Barilli (Renato Barilli, Viaggio al termine della parola, 1981), incentrato sulla ricerca intra-verbale, ma è anche un chiaro riferimento al primo romanzo di Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit, 1932), che ha rivoluzionato la prosa, attraverso una struttura articolata, ricca di figure retoriche mescolate a espressioni semplici e spesso gergali.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Tiziana Di Caro è felice di presentare Viaggio al termine della parola, un progetto curato da Antonello Tolve che include opere di Tomaso Binga, Maria Adele Del Vecchio, Adelita Husni-Bey, Maria Lai, Magdalo Mussio, Damir Ocko, Lamberto Pignotti, Lina Selander, che inaugura sabato 17 maggio 2014 dalle ore 19:00



Il titolo è preso in prestito dall'omonimo libro di Renato Barilli (Renato Barilli, Viaggio al termine della parola, 1981), incentrato sulla ricerca intra-verbale, ma è anche un chiaro riferimento al primo romanzo di Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit, 1932), che ha rivoluzionato la prosa, attraverso una struttura articolata, ricca di figure retoriche mescolate a espressioni semplici e spesso gergali.
In tutti i lavori selezionati si recepisce lo sfondamento tra l'immagine e la parola, il sovrapporsi e mescolarsi delle strutture metalinguistiche. Gli artisti invitati, pur appartenendo a generazioni diverse, affrontano tutti e su vari livelli il principio secondo cui i lemmi, le frasi, le locuzioni possono essere significati e significanti di un'opera: la “parola” può avere un aspetto ben più potente del suo contenuto, in quanto enfatizzato da una struttura grafica, segnica, che ne amplia la prospettiva.
In questo senso, Tomaso Binga con i suoi dattilocodici ha operato una vera rivoluzione. La sovrapposizione di lettere battute con una specifica macchina da scrivere, crea segni grafici, in cui il significato estetico si sostituisce a quello intrinseco alla lettera.
Nel neon Herstory di Maria Adele Del Vecchio, il passaggio di genere della versione inglese della parola “storia” origina un'inversione di prospettiva dal maschile al femminile e, alterando il punto di vista, modifica il senso e i potenziali risvolti determinati dalla parola stessa. Adelita Husni-Bey, con l'aiuto del Professore Lorenzo Jurina, evidenzia la funzione della parola come strumento speculativo. Le opere di Maria Lai sono racconti di un mondo in bilico tra la tradizione e la fantasia, che si mescolano sino a diventare irriconoscibili. Magdalo Mussio ha impostato tutto il suo lavoro sulla calligrafia, la tipografia, le lettere e le parole, al punto che a proposito della sua pratica si è parlato di “pittura verbale”, espressione che è diventata la sintesi perfetta di questo progetto espositivo. A dare tale definizione fu Lamberto Pignotti, che partecipa al progetto con lavori appartenenti a momenti differenti, in cui la parola è soggetto dell'opera, è oggetto dell'opera, è elemento costitutivo di cruciverba che sono essi stessi opere, in una continuità di esempi che potrebbero essere moltiplicati all'infinito. Damir Ocko ha fatto del testo poetico un elemento essenziale del suo lavoro. Gli stessi versi poetici sono il fulcro di lavori in cui la struttura semantica si arricchisce di elementi grafici che ne enfatizzano il senso. Il video di Lina Selander When the Sun Sets It’s All Red, Then It Disappears esamina la relazione tra l'utopia, la politica, e l'espressione emozionale attraverso il confronto tra parole e immagini.

Nell'ottica di una rassegna su un ambiente estetico che muove dal vocabolo per volgere lo sguardo al di là dei recinti del linguaggio poetico, il Viaggio al termine della parola si pone come un collegamento, come un ponte tra immagine e concetto determinato dalla scelta di associare all'interno di uno stesso discorso la visualizzazione della parola e la trasparenza (o la pastosità) del segno.
(Antonello Tolve)

Si ringraziano: tutti gli artisti, Supportico Lopez, Berlino, Galleria La Veronica, Modica, Studio Stefania Miscetti, Roma, Galleria Il Falconiere, Ancona.

Questo progetto espositivo è nato in relazione a Salerno Letteratura, che si svolgerà dal 23 al 29 giugno 2014.
La galleria Tiziana Di Caro sostiene la campagna di raccolta fondi di Salerno Letteratura.
Per informazioni puoi consultare il sito: http://www.salernoletteratura.com











PRESS RELEASE

Artists: Tomaso Binga, Maria Adele Del Vecchio, Adelita Husni Bey, Maria Lai, Magdalo Mussio, Damir Ocko, Lamberto Pignotti, Lina Selander
title: Journey to the end of the word
curated by: Antonello Tolve
opening reception: : Saturday 17 May 2014
location: Galleria Tiziana Di Caro
address: via delle Botteghelle, 55 – 84121 Salerno
info: +39 (0)89 9953141 – [email protected]
opening times: Monday to Friday, 3 p.m. to 8 p.m. or by appointment
exhibition closing : Friday 1 August 2014


Galleria Tiziana Di Caro is pleased to present Viaggio al termine della parola [Journey to the End of the Word], a project curated by Antonello Tolve which includes works by Tomaso Binga, Maria Adele Del Vecchio, Adelita Husni-Bey, Maria Lai, Magdalo Mussio, Damir Ocko, Lamberto Pignotti, Lina Selander, opening Saturday 17 May 2014, at 19:00.

The title is borrowed from Renato Barilli’s book bearing the same name (Renato Barilli, Viaggio al termine della parola, 1981), focused on intra-verbal research, but it is also a clear reference to the first novel by Louis-Ferdinand Céline, Journey to the End of the Night (Voyage au bout de la nuit, 1932), which revolutionized prose through a multifaceted structure, full of figures of speech mixed with simple and even slang expressions.
All the works selected for the exhibition convey the breakthrough between image and word, the overlapping and mixing of meta-linguistic structures. Although they belong to different generations, all the invited artists deal, on different levels, with the principle that lemmas, sentences, expressions can be meanings and signifiers of a work: the aspect of a “word” may be much more powerful than its content, because it is emphasized by a graphical, semiotic structure which widens its perception.
In this sense, Tomaso Binga started a real revolution with his typecodes. The overlapping of letters typed with a special typewriter creates graphic signs, whose aesthetic meaning replaces the one intrinsic to the letter.
With a pun on the word ‘history’ involving genre, Maria Adele Del Vecchio’s neon Herstory, creates a reversal of perspective from male to female, and by altering this viewpoint changes the meaning and potential implications originating from the word itself. Adelita Husni-Bey, with the help of Professor Lorenzo Jurina, highlights the function of the word as a speculative tool. The works of Maria Lai are tales of a world hovering between tradition and imagination, which she mixes to the point they cannot be told one from the other. Magdalo Mussio focuses all his efforts on calligraphy, typography, letters and words, to the point that his work has been called “verbal painting”, an expression that has become the perfect synthesis of this exhibition project. Such a definition came from Lamberto Pignotti, who participates in the project with works produced at different times, in which the word is the subject of the work, the object of the work, an element of crossword puzzles that are themselves works, in an array of examples which could be burgeoned indefinitely. Damir Ocko has turned poetry into an essential element of his work. The poetic verses themselves are the focus of works in which the semantic structure is enriched with graphic elements that magnify its sense. Lina Selander’s video When the Sun Sets It's All Red, Then It Disappears examines the relationship between utopia, politics, and emotional expression through the comparison of words and images.

In the perspective of an exhibition focusing on an aesthetic environment that moves from the word to turn its gaze beyond the boundaries of poetic language, Viaggio al termine della parola is itself a link, a bridge between image and concept established by the choice of associating within the same context the visualization of speech and the transparency (or mellowness) of the sign.
(Antonello Tolve)

Thanks to: the artists, Supportico Lopez, Berlin, Galleria La Veronica, Modica, Studio Stefania Miscetti, Rome, Galleria Il Falconiere, Ancona.

This exhibition was created in conjunction with Salerno Letteratura, which will take place from 23 to 29 June 2014.
Galleria Tiziana Di Caro supports Salerno Letteratura fundraising campaign.
For further information please visit the website: www.salernoletteratura.com