Vedova e l’Informale veneto

Bologna - 28/02/2015 : 28/03/2015

Saranno esposte 45 opere dal 1948 agli anni Sessanta.

Informazioni

Comunicato stampa

La corrente artistica dell’Informale si sviluppò in Europa e in America a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, in un momento storico in cui tutte le certezze svanirono, lasciando spazio soltanto agli orrori della guerra e alla sfiducia nel genere umano. Di fronte a tale situazione, gli artisti rifiutarono qualsiasi tipo di forma pittorica riconoscibile. Gesti, segni, tagli, impasti materici, saranno i nuovi mezzi espressivi, guidati da una forte libertà di azione e di pensiero


Di particolare spessore all'interno del panorama italiano furono gli artisti Emilio Vedova (Venezia 1919-2006), Afro (Afro Basaldella, Udine 1912-Zurigo 1976), Giuseppe Santomaso (Venezia 1907-1990) e Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927-Roma 1964); operarono tutti nell'ambiente veneto e nello specifico nella città di Venezia dove i pittori Afro, Santomaso e Vedova, raccoltisi attorno al critico Lionello Venturi, confluirono nel “Gruppo degli Otto”. Tancredi fu invece uno degli artisti prediletti dalla collezionista americana Peggy Guggenheim.
Galleria Cinquantasei espone 45 opere dal 1948 agli anni Sessanta: il corpo maggiore è composto da opere di Vedova quasi tutte inedite e raramente esposte. Tra queste le famose piccole tele dipinte durante il soggiorno che Emilio Vedova fece a Parigi nel 1951: arrivò che aveva la febbre molto alta e rimase quasi sempre in albergo; avendo portato con sé una decina di piccole tele, le dipinse guardando dalla finestra. Alcune di queste tele sono state esposte alla Biennale del 1956 e sette delle 10 vengono presentate dopo quasi 60 anni in questa mostra grazie alla collaborazione del figlio di uno dei più importanti collezionisti e amico del Maestro, rapporto documentato da più di 300 lettere, alcune delle quali saranno esposte.