Vasco Ascolini – Deposito figure

Torino - 04/05/2016 : 18/06/2016

La Galleria Weber & Weber presenta un lavoro inedito del fotografo Vasco Ascolini, Deposito figure, realizzato e stampato dall'autore tra il 1996 e il 1997, ed oggi esposto per la prima volta nella sua interezza.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Weber & Weber presenta un lavoro inedito del fotografo Vasco Ascolini, Deposito figure, realizzato e stampato dall'autore tra il 1996 e il 1997, ed oggi esposto per la prima volta nella sua interezza.
Dentro a una vecchia officina, utilizzata un tempo per il regolamento delle acque fluviali, si trova un magazzino, che Vasco Ascolini visita per la prima volta nell'autunno del 1996, dove centinaia di statue aspettano di essere risistemate e riportate nei loro luoghi di origine e provenienza.
Il deposito si trova ad Ivry-sur-Seine, vicino al corso d'acqua

Un ambiente che pare l'immagine di un'umanità ferita, in fuga, in attesa, come migranti approdati su una nuova terra dopo un lungo viaggio. All'interno si vedono sculture di uomini, donne e bambini, anziani, animali, con un numero appoggiato sui loro corpi, il loro unico nome, impresso su piccole targhe appese.
Ascolini racconta queste presenze ferme come se dentro a quel luogo ci fosse una vita in divenire, dove gli stessi soggetti, ripresi in modi differenti, paiono muoversi, tornare, percorrere dei tratti, di giorno, di notte.
















Vasco Ascolini inizia a fotografare nel 1965. Nel 1973 comincia il lavoro come fotografo ufficiale del Teatro Valli di Reggio Emilia, dove matura una precisa scrittura fotografica volta alla ricerca del nero, per raccontare lo spazio scenico e il corpo dell'attore.
Negli anni '70 decide di perseguire un cammino “fuori le mura”, non solo cittadine o regionali ma anche nazionali. Per il teatro si rivolge ai grandi musei degli Stati Uniti. Molte delle sue immagini sono oggi conservate nei più importanti musei d'arte del mondo: al Metropolitan Museum, al Solomon R. Guggenheim Museum e al MoMA di New York, nella Library Collection Artist Files, al Victoria and Albert Museum di Londra, al Centre G. Pompidou e alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al Musée Réattu di Arles, e al Musée N. Niépce a Chalon-sur-Saône, solo per citarne alcuni. Una grande mostra al Lincoln Center di New York nella Public Library, nel 1985, chiude la sua ventennale ricerca sul teatro. Nella seconda metà degli anni '80 comincia a lavorare sui beni culturali delle città, sulle architetture e le archeologie, dalla loro fondazione a fine '800, mantenendo la cifra del nero della precedente esperienza teatrale, attratto dalle persistenze dei frammenti del passato, dalla loro eredità storica e culturale.
La Francia, tra tutti i paesi, è quella che lo accoglie più attentamente, conferendogli incarichi da realizzare all'interno delle sedi dei più importanti musei nazionali: come il Musée Rodin, il Louvre, il Musée Carnavalet, la Bibliothèque Nationale de France e tanti altri.
Ascolini conosce direttamente alcuni dei più grandi personaggi della cultura del '900, con cui mantiene nel tempo rapporti epistolari, che scrivono sulla sua ricerca, tra questi: Helmut Gernsheim, Ernst Gombrich, Jacques Le Goff e Aaron Scharf.
Nel 2000 riceve la nomina a “Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese.
Vasco Ascolini nasce nel maggio del 1937 a Reggio Emilia, dove attualmente vive e lavora.