Vanni Viviani – Labirinti di desideri

Mantova - 06/04/2013 : 05/05/2013

Il mondo a forma di mela di Vanni Viviani (1937-2002), indimenticabile artista mantovano di vocazione cosmopolita, arriva come un frutto pieno di sapori negli spazi della Galleria Errepi Arte di Mantova. La mostra “Labirinti di desideri” raccoglierà una ventina di dipinti.

Informazioni

  • Luogo: ERREPI ARTE
  • Indirizzo: Via Dell'accademia 17 - Mantova - Lombardia
  • Quando: dal 06/04/2013 - al 05/05/2013
  • Vernissage: 06/04/2013 ore 17
  • Autori: Vanni Viviani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 - sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00 - e su appuntamento

Comunicato stampa

Il mondo a forma di mela di Vanni Viviani (1937-2002), indimenticabile artista mantovano di vocazione cosmopolita, arriva come un frutto pieno di sapori negli spazi della Galleria Errepi Arte di Mantova. La mostra “Labirinti di desideri” raccoglierà una ventina di dipinti e sarà inaugurata sabato 6 aprile 2013 alle ore 17.00 negli spazi di via Accademia 17


La presentazione critica in occasione del vernissage sarà curata dalla critica d’arte Paola Artoni, autrice anche del testo, pubblicato nel catalogo edito per l’occasione da Publi Paolini, nel quale, tra l’altro, si osserva che “le mele di Viviani sono un frutto proibito che si libra come un’anima lieve sul peso del mondo, si sollevano dalla realtà e la trasfigurano nella dimensione del sogno e del simbolo. Sono corpi leggeri, sensuali e pieni di vita, armonie rotonde di volumi che volteggiano con grazia, si perdono per poi ritrovarsi nei labirinti della mente. Un mondo a forma di mela quello di Viviani che è, al tempo stesso, fuori dal tempo e sempre attuale”.


Vanni Viviani nasce nel 1937 a S. Giacomo delle Segnate (Mn), si trasferisce giovanissimo a Bolzano dove inizia l’attività artistica, improntata inizialmente sulla figurazione pittorica e scultorea. Nel 1963 vive e opera a Parma, partecipando attivamente alle avanguardie emiliano-lombarde, ove si segnala tra i giovani protagonisti di Corrente sul simbolo per la sua inconfondibile personalità, il soggiorno parmense si identifica nel ciclo di opere realizzate con spighe di grano applicate, rappresentanti in emblema, l’affollata umanità. Negli anni ‘70 si trasferisce in via Brera a Milano, capitale dell’arte europea ed è nell’ambito milanese che avverte il bisogno di passare dalla collettività delle spighe all’individualità della “Mela”, simbolo allusivo ed erotico, frutto delle religioni, delle favole, della scienza e degli eroi, evocante con la sua capacità descrittiva e citazionista importanti momenti del passato, dal Pomo d’oro di Paride alla religiosità di Piero della Francesca, alla catarsi dell’Ultima Cena Leonardesca per finire col surrealismo magrittiano con la mela simbolo di vita, di sensualità, luogo delle idee, con un’ineguagliabile capacità di rappresentare la storia e i sentimenti dell’uomo attraverso questa metafora. La critica lo segue con crescente interesse nella sua parabola creativa: Luigi Carluccio, scriveva: “Viviani, un caso della pittura italiana contemporanea”; Mario De Micheli: “Viviani, prodigioso giardiniere di un incorrotto pomario”; Renzo Margonari: “Viviani, non dipinge mele ma nudi umani”. Nei primi anni ‘70 l’artista, su invito della scrittrice ed amica Milena Milani, inaugura uno studio estivo nell’Eden privato di Villa Faraggiana ad Albissola (Sv) dove per vent’anni opera nel campo della ceramica artistica, realizzando moltissime opere uniche. Nel 1975 porta a compimento “Monumentalmente Vostro”, la grande opera che trova accomunati 49 tra gli artisti più significativi dell’area lombarda. Nel 1983 realizza il “Convito di Pietra” citando in dieci grandi opere l’Ultima Cena di Leonardo, l’alto profilo artistico dell’opera viene proposto per rappresentare l’arte italiana a Melbourne in Australia. Iniziano poi i frequenti viaggi in Sud America, dove conosce Oscar Niemeyer, il grande architetto recentemente scomparso, inventore di Brasilia, diventano amici, le pomacee curve trovano corrispondenza fra le ali architettoniche di una Brasilia metafisica, “Arquiteturas de Leonardo a Niemayer” è la grande mostra-omaggio all’amico, ospitata al Museo D’Arte Contemporanea di San Paolo. Viviani nel 1988 a sorpresa lascia il vecchio quartiere bohèmien di Brera a Milano, ritorna al paese e alle proprie origini virgiliane, inventa Ca di Pom, addensa di significati la sua opera, concretizza il suo universo alla conquista della sua più intima identità. Nel 1995 Alitalia per L’Arte nell’ambito di far conoscere le più significative espressioni dell’arte contemporanea italiana, lo invita nei propri spazi presso l’aeroporto J.F. Kennedy di New York a presentare una selezione antologica della sua opera, “The Big Apple” è il titolo emblematico della vicenda artistica del maestro italiano. Nel 1998 “Pisaneide” in 15 grandi opere l’artista interpreta una rovinosa caduta della storica Torre in Piazza dei Miracoli a Pisa, come a rappresentare nella sua provocazione sibillina, l’ipotesi di una caduta degli ideali che solo gli strumenti dell’amore possono evitarci. Nel 2001 lo Young Museum di Revere (Mn) dedica al maestro la personale “Geometrie del Seme” con opere realizzate a cavallo del terzo millennio. Nel 2002 Viviani realizza il suo sogno, donando Ca di Pom alla Fondazione Banca Agricola Mantovana per farne un Centro Culturale e Museo Vanni Viviani, aperto a tutte le istanze dell’arte, promuovendo in particolare l’attività dei giovani. L’ultima grande esposizione antologica “Pom Aria” alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova (aprile-giugno 2002) sintetizza la sua vita artistica, dalle spighe alle mele per concludersi con grandi sculture in lamina di ferro svuotate, che evidenziano nella negatività della rappresentazione, “l’Anima” dei suoi personaggi da Adamo a Dafne agli Angeli Totemici.