Valerio D’Angelo – Permanent Loss of Signal
L’allestimento presenta opere inedite, installazioni site-specific che occupano e modificano lo spazio espositivo fino a trasformarlo in un ambiente dai toni inquieti, rendendo percepibile la tensione tra i lavori e l’osservatore.
Comunicato stampa
PIETRO è lieto di ospitare la mostra Permanent Loss of Signal di Valerio D’Angelo, con la curatela di Niccolò Giacomazzi. L’inaugurazione avrà luogo il giorno 04 febbraio 2026 alle ore 18.00, e l’esposizione sarà visitabile fino al 15 marzo 2026. L’evento si inserisce nell'ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera.
L’allestimento presenta opere inedite, installazioni site-specific che occupano e modificano lo spazio espositivo fino a trasformarlo in un ambiente dai toni inquieti, rendendo percepibile la tensione tra i lavori e l’osservatore. L’artista costruisce uno scenario immaginifico dove prende forma la narrazione di un ipotetico incidente, che culmina in uno stato di quiete e contemplazione. In apertura è collocata una grande antenna satellitare che, in un movimento incessante, cerca un segnale che pare non giungere mai.
Proprio in questo discorso si inserisce la chiave di lettura della mostra, che riflette su temi di grande attualità e rilevanza sociale, come la solitudine e lo smarrimento, il desiderio di essere visti e riconosciuti. “Permanent loss of signal”, infatti, fa riferimento all’espressione utilizzata per descrivere i detriti spaziali, quando una sonda o un satellite viene perso per sempre nello spazio.
A questo si aggiunge anche una considerazione sulla tecnologia, un mezzo dalle vaste potenzialità, ma dai possibili risvolti negativi, tra cui proprio il rischio di dispersione e isolamento. In questo modo si delinea un percorso di analisi intima e delicata, in grado di comunicare un sentimento universale attraverso rimandi visivi e mentali, il cui risultato è l’esperienza simbolica di una deriva esistenziale che resta fuori campo, ma che orienta ogni tentativo di contatto.
Bio
Valerio D’Angelo (n. 1993) ha iniziato la sua pratica artistica nel 2021, concentrandosi principalmente su installazioni site-specific e sperimentazioni con i materiali. Si è formato nel campo del restauro, specializzandosi in tecniche decorative barocche come la doratura e la laccatura presso il laboratorio Nazzareno Fontana Restauri a Roma. La luce, insieme alle proiezioni che genera e alle sue qualità tangibili, è diventata un elemento fondamentale del suo lavoro recente. D’Angelo pone particolare attenzione al concetto di spazio, sia nelle sue dimensioni architettoniche che fisiche. Le sue installazioni attingono all’immaginario della fantascienza, ispirate a visioni distopiche in cui la percezione è distorta e la linearità dell’esistenza è interrotta.
Attraverso la sua arte riflette sulla realtà che viviamo, proiettando esistenze alternative. Facendo della luce materia e metafora, crea ambienti immersivi dove la percezione dello spettatore diventa instabile e mutevole: lo spazio si trasforma, e con esso cambia la percezione della realtà stessa. Il suo lavoro invita a ripensare il modo in cui vediamo e interpretiamo ciò che ci circonda, generando conversazioni sulla percezione, sulla realtà e sul potenziale dell’immaginazione umana.