Valentina Medda – Bologna by Night

Bologna - 05/09/2017 : 09/09/2017

Bologna by Night è un progetto artistico di Valentina Medda che si propone di sondare la percezione del pericolo nello spazio urbano dal punto di vista femminile, indagando ciò su cui tale percezione si costruisce.

Informazioni

Comunicato stampa

Bologna by Night
un progetto di arte urbana
di Valentina Medda per la città di Bologna (dopo Amsterdam e Parigi)
a cura di Elisa Del Prete

(English Below)

Bologna by Night è un progetto artistico di Valentina Medda che si propone di sondare la percezione del pericolo nello spazio urbano dal punto di vista femminile, indagando ciò su cui tale percezione si costruisce.
Pensato come format versatile che si arricchisce delle diversità dei contesti in cui ha luogo, giunge oggi a Bologna dopo Parigi e Amsterdam


A cura di Elisa Del Prete, il progetto si inserisce nell'ambito del festival di arti performative nello spazio pubblico Danza Urbana attuandosi come serie di camminate nel centro cittadino ad opera di un gruppo di donne di origine, età e background differenti.

Nei giorni del festival, dal 5 al 9 settembre, 15 camminatrici sono invitate a mappare fisicamente il centro di Bologna al calar del sole prendendo consapevolezza dei percorsi scelti e di quelli schivati secondo regole di esplorazione indicate dall'artista. Tramite l'esperienza fisica della camminata, usando il proprio corpo come strumento primo di accesso all'ambiente circostante, ma del tutto invisibili ad un pubblico di spettatori perchè autonome nel loro muoversi notturno, ogni donna individua sulla propria mappa quei luoghi, quelle strade, quelle piazze, quei vicoli per lei cruciali per una libera fruizione della città, facendo emergere quelle ragioni e impressioni, quei sentimenti e quegli istinti che dettano i propri comportamenti quotidiani nell'attraversare i luoghi cittadini.

«Lavorando sul legame fra luogo e memoria, differenze culturali e specificità individuali, - dice Valentina Medda - mi interessa capire come si costruisce il senso di familiarità con il luogo, cosa e' percepito come minaccioso e da cosa dipende il sentirsi minacciati. Quali sono le dinamiche che ci fanno sentire a casa e che ruolo gioca il corpo, con le sue variabili di genere, etnia, eta', abilita', nella creazione di questa relazione...? Nel mio lavoro mi interessa il corpo come portatore di cultura e di diversità: a Bologna giocheremo a fare le Flâneuses...mettendo in discussione la pratica tipicamente maschile del flâneurie!»

La messa in condivisione dei diversi resoconti, oltre alle 15 mappe finali, rielaborate dall'artista a partire dalle singole esperienze, offriranno un ritratto complesso e composito della reale accessibilità da parte delle donne allo spazio urbano del centro di Bologna mettendo in evidenza quali sono le dinamiche attraverso cui si costruisce o si nega il senso di appartenenza a un luogo. Alle camminate seguirà infatti una mostra delle mappe originali e la produzione di una pubblicazione con l'edizione divulgabile delle mappe.

Grazie alla collaborazione con il gruppo Freeda.it, una giovane impresa dedita all'innovazione sociale che ha attivato una piattaforma online per una "città vista dalle donne", è stata creata una mappa di Bologna su cui le donne coinvolte possono posizionare dei segnaposto nei punti sensibili del loro tragitto, così che sia possibile seguire live le loro camminate.

Bologna by Night è realizzato anche grazie alla collaborazione con l'etnosemiotico Gaspare Caliri, che ha curato il laboratorio preliminare assieme all'artista nelle giornate del 2 e 3 settembre, e a Borgo22, che lo ha ospitato. Si ringraziano inoltre la ONLUS Casa delle donne per non subire violenza e l'associazione di promozione dell'intercultura digitale Next Genaration IItaly.

Valentina Medda è artista, attivista ed educatrice proveniente dall'underground artistico e politico italiano e parte della scena DIY newyorkese. Nata in Sardegna e fedele ai suoi antenati naviganti e pensatori, ha viaggiato e vissuto tra svariate città, quattro paesi e due continenti. Negli ultimi anni e' stata artista in residenza alla Cite' de arts e Le couvent de Recollet a Parigi, Flux Factory a NY, Les bains connective a Brussels, OPEN/CARE a Milano e Maison Ventidue a Bologna. Ha ricevuto fellowships e grants da ICP – International Center of Photography di NY, Kodak Color Elite, New York Foundation for the Arts, TINA Art Prize. La sua pratica artistica, che attinge ai suoi studi filosofici e al suo background nel teatro fisico, si snoda tra la performance, l'immagine e l'intervento/installazione, situandosi al confine labile che delimita, e lega, pubblico e privato, corpo e architettura, città e appartenenza sociale. Oltre a lavorare come mentor per l'Immigrant Artist Program della NYFA-NY Foundation for the Arts e come assistente insegnante nelle scuole pubbliche, Medda sta portando avanti un progetto di intervento site specific negli spazi domestici (“Healing Interventions”) e un progetto partecipativo di traduzione dei segni urbani in tatuaggi.

www.valentinamedda.com
www.danzaurbana.eu
www.freeda.it

Bologna by Night
a urban art project
by Valentina Medda for the city of Bologna (after Amsterdam and Paris)
curated by Elisa Del Prete

Bologna by Night is an artistic project by Valentina Medda, where the artist explores the perception of danger in the urban space from a female point of view, investigating what this perception is built on.
Conceived as a versatile format nurtured by the diversity of each city, the project –which first happened in Paris and Amsterdam– is now coming to Bologna. 

Curated by Elisa Del Prete, Bologna by Night is presented within the context of the Urban Dance & Performing Arts Festival "Danza Urbana” as a series of urban walks performed by a group of women of different origin, age and background. 


Throughout the Festival, from September 5th through September 9th, 15 walkers are invited to physically map the center of Bologna at sunset, according to the directions given by the artist and paying attention to both the chosen paths and the avoided routes. Through the physical experience of walking, using her body as her primary instrument of accessibility to the environment –yet totally invisible to the audience because of the private character of her nocturnal walks– each woman locates on her map those places, streets, squares, lanes that are crucial for her free access to the city, thus exposing reasons, impressions, feelings and instincts that dictate her everyday behavior in crossing and inhabiting the city's places.

“Working at the crossroad between place and memory, cultural differences and individuality” - Valentina Medda says - "I'm interested in understanding how to build a sense of familiarity with the place, what is perceived as threatening and what creates this feeling of threat. What are the dynamics that make us feel at home and what role does the body play with its gender, ethnicity, age, ability, in the creation of this relationship ...? In my work, I am interested in the body as a bearer of culture and diversity: in Bologna we will play the Flaneuses…thus questioning the typically male practice of Flaneurie!”

The final reports and the 15 maps, drawn by the artist from the participants experiences, will offer a complex and composite portrait of the real accessibility of women to the Bologna’s urban space, highlighting what are the dynamics through which the sense of belonging to a place is constructed or denied. An exhibition of the original maps and a publication with a numbered edition of them will follow the walks.

Thanks to the collaboration with Freeda.it – a young company dedicated to social innovation that has launched an online platform for a "city seen by women”– participants can be followed life while they drop, on an interactive map of Bologna, a pin on each sensitive area of the city.

Bologna by Night is also realized thanks to the collaboration with ethno-semiotic Gaspare Caliri, who curated the preparatory workshop together with the artist on September the 2nd and the 3rd, and the co-working space Borgo22 where the workshop took place. Furthermore we thank the non-profit organization Casa delle donne per non subire violenza and the intercultural organization Next Generation Italy. 


Valentina Medda is an artist, organizer, activist and educator who has long been part of the political Italian underground and the DIY scene in NYC. Born in Sardinia –IT, and loyal to her nomadic she lived in several cities, 4 countries and 2 continents. In the last years she has been Artist in Residence at Maison Ventidue -Bologna -IT at Flux Factory -Queens, NY; OPEN CARE/FARE -Milan; Centre international d’accueil aux Récollets and Cité des Arts in Paris; Le bains:connective –Brussels. She received the IAP Mentorship from NYFA –New York Foundation for Arts; the Master and Back’s Fellowship from Regione Sardegna, the Movin Up Award from the Italian Government and the Kodak Color Elite Prize. Her practice, drawing on her philosophical studies and her background in physical theater, flows between performance, image and intervention / installation, lying on the labile boundary that delimits and binds both public and private, body and architecture, city and social belonging. In addition to working as a mentor for the NYFA-NY Foundation for the Arts Immigrant Artist Program and as a teaching assistant in public schools, Medda is working on a series of site specific interventions (Healing Interventions) and a participatory and project that translates traces and signs found on the urban context into tattoos.

www.valentinamedda.com
www.danzaurbana.eu
www.freeda.it