Valentina Baroncelli – Fabbriche dismesse a Prato

Prato - 22/03/2014 : 26/04/2014

In mostra 13 incisioni all’acquaforte, acquatinta e ceramolle.

Informazioni

Comunicato stampa

EX-TIPE | RIUSO TEMPORANEO DI UN EX TIPOGRAFIA


“Ci sono luoghi che vengono abbandonati, quasi del tutto. Per lunghi momenti sono stati protagonisti del tempo, hanno contenuto suoni, profumi, oggetti all’apparenza insignificanti riconducibili a fatti, situazioni, personaggi vissuti e dimenticati e poi… un lungo silenzio.”

Oggi la vita di un edificio non è più intesa come duratura nel tempo ma come “vita d’uso”, cioè il tempo oltre al quale la funzione per cui è stato pensato viene superata. Diventa quindi necessario pensare all’edificio in ogni sua fase: nascita, utilizzo, crescita, fine, riuso


Quest’ultima, il riuso, è l’opportunità che oggi ci viene offerta da tanti luoghi abbandonati, fondi sfitti del nostro centro storico. Tanti spazi in attesa di nuovi usi e identità, potenzialmente adatti ad ospitare attività artistiche, culturali, e non solo. Luoghi che possono mutare in funzione di nuovi ospiti; ambienti dove l'evento dà allo spazio più dei muri, come le necessità del presente hanno sempre fatto con la storia.
Non esistono più spazi codificati che assegnano un’identità sociale per ciascun tipo di individuo bensì sono gli individui stessi che, attraverso la propria capacità di invenzione, ridanno funzione, senso, ma soprattutto identità agli spazi abbandonati.
Per questo, siamo convinti che la riscoperta e la rivalorizzazione del nostro centro storico possa avvenire anche attraverso un riuso temporaneo dei fondi in disuso, in modo tale da creare varie forme di ispirazione e far sì che questi spazi acquisiscano nuove funzioni nel tempo, magari anche più durature.


PRATO DORATA

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13 incisioni all’acquaforte, acquatinta e ceramolle
Fabbriche dismesse a Prato


di VALENTINA BARONCELLI
22 Marzo | 26 Aprile 2014



“…mentre Valentina lavorava al suo progetto, io dentro di me pensavo che mi sarebbe proprio piaciuto scrivere qualcosa su di lei, e mi sarebbe piaciuto perchè, fin dall'inizio, il suo lavoro mi ha ricordato il Romanticismo Ottocentesco, uno dei miei periodi storici preferiti, per il messaggio e per gli autori che ci ha regalato. Come allora i giovani artisti stranieri venivano in Italia per vedere le rovine dei nostri monumenti e le disegnavano e dipingevano, per tornare poi in patria e sognare su quelle rovine pensando a come dovevano essere belle e magnifiche in origine e quanto fosse felice la vita all'epoca; così mi piaceva pensare a Valentina Baroncelli come ad un'artista romantica che ritraeva le rovine dei giorni nostri, di quella "Prato dorata" che spesso rimpiangiamo.” Monia Nannini

“Le fabbriche dismesse di Prato. Soggetti che fanno parte di quel bagaglio di conoscenze affettive e recondite, radicate dentro la sua sensibilità fin dall’infanzia, per lei, che ha sempre vissuto a Prato e per chi, come lei, quelle fabbriche le ha viste un tempo in azione, piene di rumori e di filati, di vita e di lavoro. Tutti questi fabbricati, una volta cuore pulsante della produzione industriale della città, madre del tessile per antonomasia, sono adesso come dei lacerti di un passato e di una tradizione che rischia di essere sempre più lontana e distante dal nostro oggi. Le presenze quasi fantasmagoriche di capannoni adesso vuoti e abbandonati, semidistrutti e rovinati dall’usura del tempo, sono diventati oggetto della fascinazione che Valentina subisce dal nostro recente passato e si sono trasformati in soggetti attivi della sua produzione artistica” Giulia Ballerini