Uovo performing arts festival 2014

Milano - 19/03/2014 : 23/03/2014

Dodicesima edizione di Uovo, il festival più indisciplinato dedicato alle performing arts: un’edizione che indaga il rapporto tra lo spettatore e le pratiche della danza e della performance, tra il linguaggio del corpo e l’immagine.

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Comunicato stampa

Appuntamento a Milano dal 19 al 23 marzo prossimi per la dodicesima edizione di Uovo, il festival più indisciplinato dedicato alle performing arts: un’edizione che indaga il rapporto tra lo spettatore e le pratiche della danza e della performance, tra il linguaggio del corpo e l’immagine. Una radicalità di sguardi che interroga la scena e riflette sulla relazione tra spazio pubblico e arti performative mettendo al centro l’esperienza dello spettatore



Uovo 2014 ospita alcuni dei più importanti artisti mondiali come Tino Sehgal, Romeo Castellucci, Jérôme Bel, Tim Etchells, Yasmine Godder e i nuovi nomi della scena performativa internazionale e italiana: Matija Ferlin, Ant Hampton, Alessandro Sciarroni, Strasse, Francesca Foscarini. Produzioni in prima assoluta e in prima italiana, ma anche lavori che risalgono a diversi anni fa, per cercare una “memoria” del contemporaneo e prospettive altre con cui (ri)leggere la scena contemporanea.

Tra i nomi di spicco di questa edizione c’è innanzitutto Romeo Castellucci (IT) – uno dei più apprezzati artisti italiani al mondo, Leone d'oro alla Carriera lo scorso anno alla Biennale di Venezia – con la performance Attore, il tuo nome non è esatto (22 marzo), esito del laboratorio condotto alla Biennale Teatro diretta da Àlex Rigola: la performance prende spunto da alcuni casi celebri di “possessione” per mettere in scena la forza esterna che s’impadronisce dell’attore e ne determina l’azione, rivelando la realtà del suo corpo senza riparo.

Tino Sehgal (D/UK) (23 marzo) – altro fresco vincitore del Leone d’oro alla Biennale di Venezia (come Migliore Artista per l’opera Il Palazzo Enciclopedico) – nel suo (senza titolo) (2000) racconta il proprio personale confronto con la danza e la coreografia: creato originariamente quattordici anni fa, si tratta di un episodio particolarmente significativo nel percorso di Sehgal, perché rappresenta l’ultimo lavoro da lui creato appositamente per il teatro. Ritornare oggi a (senza titolo) (2000) dà l’opportunità all’artista anglo-tedesco di ripensare l’esperienza della rappresentazione sulla scorta dei nuovi codici e delle influenze acquisite grazie al lavoro nel campo delle arti visive, interrogandosi in particolare sul ruolo dello spettatore e sul suo coinvolgimento nell’atto della performance.

Presenza costante a Uovo in questi anni, e uno degli artisti chiave della scena internazionale contemporanea, Jérôme Bel (FR) con la sua storica produzione Shirtology (20 marzo) esplora invece le relazioni tra coreografia e cultura popolare, tra performer e spettatore, utilizzando l’ironia come una miscela esplosiva in grado di scardinare i formalismi del ‘set’ teatrale: una sorta di ‘striptease testuale’, come l’ha definito il Guardian, in cui le vere protagoniste sono le T-shirt di seconda mano – costellate di slogan, loghi, icone e fotografie tipici della cultura capitalistica occidentale. Idee, numeri, date, statistiche, scherzi, facce, raccomandazioni, avvertimenti, domande sfilano davanti allo spettatore, facendo dell’occhio di quest’ultimo il centro stesso della rappresentazione.

Vincitrice del Premio Equilibrio Roma 2013 per l'Interprete, Francesca Foscarini (IT) invita in GUT GIFT (20 marzo) la coreografa israeliana Yasmeen Godder (IL) - stella della danza indipendente internazionale - a creare un solo con lei; accettando questo invito, la Godder ha scelto di lavorare sulle peculiarità interpretative della Foscarini, giocando con la nostra percezione di ciò che è autentico e vero nell’atto della rappresentazione.

Sad Sam Lucky (21 marzo) è l’ultimo lavoro di Matija Ferlin (HR), giovanissimo artista nato a Pula e formatosi ad Amsterdam, premiato nel 2012 come miglior coreografo croato: un lavoro sull’identità, privata e professionale, del danzatore, un solo – presentato all’ultima edizione del Kunstenfestivaldesarts a Bruxelles – nel quale gli elementi principali sono la danza e la poesia. Il linguaggio del corpo e quello della parola diventano qui i termini di una relazione feconda, e la danza nasce dall’incontro con il lavoro del poeta sloveno Srečko Kosovel (1904-1926) per diventare un oggetto singolare, non-attribuibile e fluido, insieme mistico e fisico.

Il 22 marzo altro importante ritorno a Uovo per Alessandro Sciarroni (IT), protagonista indiscusso della nuova scena italiana. UNTITLED_I will be there when you die è una pratica performativa e coreografica sul passare del tempo che nasce da una riflessione sull'arte di manipolare con destrezza gli oggetti: la giocoleria. Secondo capitolo di un progetto più ampio intitolato Will you still love me tomorrow?, attraverso il quale Sciarroni intende indagare i concetti di sforzo, costanza e resistenza, qui l’idea è quella di spogliare l’arte circense dagli stereotipi cui viene comunemente associata nell’immaginario collettivo per esplorarla in quanto linguaggio: pratica, regola, disciplina, impegno, concentrazione, sono gli elementi costitutivi di questo lavoro che costringono gli interpreti a stare nel tempo presente, senza possibilità di tornare indietro, ancora e ancora e ancora.

Anche quest’anno, a conferma dell’innata vocazione di Uovo per i luoghi non convenzionali e per i lavori fuori-formato, sono diversi gli spunti curiosi e gli appuntamenti site-specific in programma, a cominciare da The Quiet Volume di Ant Hampton e Tim Etchells (UK): una performance interattiva per due spettatori alla volta che si svolge interamente all'interno di una biblioteca e che trae la propria forza da quella particolare tensione, comune ad ogni biblioteca nel mondo, una combinazione di silenzio e concentrazione all'interno della quale prendono luogo diverse esperienze di lettura (19-22 marzo).

Proseguendo il suo lavoro sugli spazi urbani, Strasse (IT) sceglie invece di ambientare il suo nuovo lavoro SOLO (21-23 marzo) – un altro site-specific per questa nuova edizione di Uovo – in un luogo simbolo della città di Milano: la Stazione Centrale. Ancora una volta punto di partenza di Strasse è la scelta di mettere al centro chi guarda, lo spettatore: come avere il controllo della scena in uno spazio che sfugge dai codici e dal controllo, perché dominato da tempi diversi, che appartengono alla vita fuori dalla scena? Questa la domanda alla base della performance del giovane collettivo milanese, che negli ultimi anni ha attirato su di sé gli apprezzamenti unanimi di pubblico e critica.

Carlo Boccadoro (IT), compositore e fondatore dell’ensemble Sentieri Selvaggi, condurrà invece il 23 marzo il pubblico di Uovo in un viaggio inusuale nella musica di uno dei compositori più significativi del XX secolo: Karlheinz Stockhausen.
Due ore e mezza di musica per strumento solista sono indubbiamente una sfida estrema sia per esecutore che per gli ascoltatori, ma se viene lanciata da un genio come Stockhausen il discorso cambia decisamente. In Natürliche Dauern, 24 differenti brani si susseguono senza interruzione in un vero e proprio caleidoscopio (tra momenti lirici, altri percussivi, estreme rarefazioni del suono e improvvise accensioni), mentre il pubblico può ascoltare, entrare e uscire dalla sala a suo piacimento, come se osservasse il firmamento sapendo che può interrompere la visione e riprenderla quando vuole.

Questi sono solo alcuni degli artisti presenti alla dodicesima edizione di Uovo performing arts festival: i nomi degli altri protagonisti saranno svelati nel corso delle prossime settimane.

Come sempre, tutti gli eventi e il backstage di Uovo performing arts festival saranno documentati in tempo reale attraverso materiali video e fotografici realizzati ad hoc su uovotv.com