Unum – Antonio Passa

Roma - 13/01/2016 : 02/02/2016

Ventiquattresimo appuntamento della rassegna

Informazioni

Comunicato stampa

ibliothè Contemporary Art Gallery
Ventiquattresimo appuntamento della rassegna

Unum
a cura di Francesco Gallo Mazzeo

Un'opera unica di Antonio Passa
La quantità di colore

Testo di Giuseppe Pansini

“Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo - [...] nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé,
del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno,
perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.”
https://www.facebook.com/events/1680612898882818/

L’esposizione resterà aperta fino al 2 Febbraio 2016.
Orario: dal lunedì al sabato: 11.00/23.00
Info: (+39) 06 6781427

Il quadro quadrato di Antonio Passa

Io sono Colui e Colei che è: nell’arco dell’esistenza di un Artista c’è sempre un punto di svolta, un momento in cui il cielo si separa dalle acque e la luce dalle tenebre.

Nel Caos delle possibilità, nel buio, nello spazio della tradizione culturale dove è giunta la propria esperienza personale, avviene, evidentemente, in un istante, un’esplosione. L’esplosione da cui nasce la Stella che indica il cammino, la ricerca e l’ordine delle proprie creazioni. Tale Stella è la coscienza, è il pensiero e il pensiero è linguaggio: è una nuova vita, è lo stile precipuo dell’Artista, unico e incomparabile. Riconoscibile!

Romolo, secondo Plutarco, tracciò, sul colle Palatino, un solco quadrato per delineare i confini del suo Regno.

Antonio Passa, duemilasettecentoventisei anni dopo la leggendaria fondazione di Roma, nello stesso luogo, rifletteva sull’etimologia della parola “quadro”…

Da allora, il quadro per lui ha smesso d’essere il semplice supporto, l’area o il foglio delle narrazioni visive: il quadro non può che essere quadrato.

Il “quadro quadrato” di Antonio Passa è, dunque, un oggetto a sé: ha in sé la struttura delle immagini e, dal punto di vista psicologico è, affermerebbe H. Khout, un Oggetto-Sé, la sua stessa anima riflessa.

Il “quadro quadrato” di Antonio Passa, anche nelle successive declinazioni, coniugazioni, scomposizioni in cerchi o rettangoli, triangoli e losanghe (come ad esempio per il tangram cinese), rende visibile quanto comunemente è invisibile: l’anatomia del quadro!

La forma e le dimensioni del telaio riemergono, attraverso l’attività pittorica, strato su strato, ora per ora, adesso per adesso, sulla superficie della tela: l’ignoto prende corpo. Si svela denudandosi della propria nerezza e oscurità. Le quattro dimensioni della fisica, insite nell’idea del “quadro quadrato”, appaiono al mondo nei toni di luce, le quantità di colore, eseguiti con matematica certezza e armonia.

Tali opere sono il prodotto dei processi psichici di trasformazione, assorbimento e integrazione dei propri lati d’ombra. Sono la dimostrazione di una personalità, di un Artista, letteralmente, di “spessore” che, pur salpando dal porto del neoplasticismo e dell’astrattismo moderno, approda a un più contemporaneo e futuristico cubismo reale.

Antonio Passa, perciò, con il suo sguardo, oltrepassando i limiti e gli orizzonti della propria Eterna Città, il “quadro quadrato”, proietta gli spettatori, afferrandoli per mano, verso gli universi emotivi: lì il tempo e lo spazio non hanno né inizio né fine e la molteplicità è unicità nella gioia e per la felicità dell’arte.

Oggi, dopo quarant’anni, alla Bibliothè Contemporany Art Gallery, in Via Celsa 4/5, alle soglie del Campidoglio, ripropone le opere realizzate nel 2729 e pubblicate nel terzo mese dell’anno successivo.

Roma, A.D. 13 Gennaio 2016

Giuseppe Pansini


Biografia dell'artista:

Antonio Passa, nato nel 1939, si forma artisticamente a Napoli, frequenta l’Università “La Sapienza” di Roma e il “Dams” di Bologna dove conseguirà la laurea.

Già attivo all’inizio degli anni ’60, nel 1969 tiene la prima personale alla galleria “Il Traghetto” di Venezia.

Nel 1970, anno in cui si trasferisce a Roma, la sua ricerca pittorica si configura come riflessione metalinguistica incentrata su un problema di ridefinizione del quadro a partire dai suoi elementi costituitivi di base, quali il telaio la tela e il colore, con esiti e procedimenti riferibili all’ambito della nuova pittura.

Nel 1973 elabora il suo discorso analitico e concettuale sulla pittura, realizzando la serie del Quadro Quadrato, dove il processo artistico si svolge a partire da regole stabilite in anticipio per necessità logica. Negli anni successivi sviluppa ulteriormente la sua ricerca sperimentando nei diversi esiti formali le possibilità combinatorie offerte dai tre elementi di base ed esponendo i risultati di questa attività in personali e collettive.

In seguito, come pretesto tematico, per approfondire la ricerca intorno alla definizione di una grammatica della pittura, viene presa la figura della bandiera e nel 1977 espone opere in cui utilizzando l’icona della bandiera arriva, attraverso il meccanismo geometrico dello slittamento del telaio, a una puntualizzazione del concetto di quadro.

Nel 1980 propone la serie dei Tangram dove assume un antico gioco cinese come spunto progettuale per elaborare combinazioni di forme geometriche elementari ricorrendo all’utilizzo di sette colori. In seguito amplia il proprio campo di indagine sperimentando nuove tecniche pittoriche su supporto mobile (affresco e mosaico, 1982).

Nel 1983 allestisce a Macerata un’antologica nella Pinacoteca della chiesa di San Paolo. Successivamente partecipa, oltre che a numerose collettive in Italia e all’estero, alla XLII Biennale di Venezia (1986) e alla XI Quadriennale di Roma (1986).

Sempre all’interno di un progetto di ridefinizione e di spostamento del concetto stesso di “quadro”, dal 1989 dilata ulteriormente il campo di indagine assumendo come elementi di significazione, all’interno del sistema quadro, anche materiali appartenenti per tradizione alla sfera della scultura: il bronzo, il legno, il marmo, ecc.. Nel gioco delle contaminazioni materiche prendono corpo sistemi complessi fatti di incontri fra materiali corrispondenti ad aree connotative apparentemente opposte, come possono considerarsi la pesantezza materiale e storica del marmo, e la leggerezza fisica e percettiva del neon.

Negli anni successivi continua a indagare la struttura compositiva del Quadro Quadrato sia in riferimento ai colori fondamentali sia in riferimento alla “disseminazione” dei componenti in relazione allo spazio architettonico.

Sul finire del 2000 la ricerca lo porta a sviluppare la sinergia fra il suo lavoro analitico e la musica e in questa ricerca trova forma l’opera il “Ri-tratto di Antonio” (2010).

Attualmente la sua indagine si incentra su principi geometrici che partendo da assiomi Pitagorici, e fissando in anticipo, sempre mediante regole matematiche, comprese le elaborazioni cromatiche, egli supera -tra l'altro- il concetto di quadro in relazione all’architettura come presentato alla “Widget Art Gallery” nell’opera Artificio.

Alcune mostre:

1969 – Venezia, Galleria “Il Traghetto”.

1970 – New York City, “Avanti Galleries”.

1974 – Roma, “Galleria della Trinità”.

Roma ,“Palazzo Braschi” mostra di grafia autogestita.

1975 – Genova, “Galleria Unimedia”.

1976 – Roma, “Galleria Seconda Scala”

Roma, “Istituto Italo-Latino Americano”: I Colori della Pittura, una situazione Europea.

1977 – Bari, “Expo-Arte”: Ipotesi 80.

Gallarate, “X° Premio Nazionale di Pittura città di Gallarate”.

Torino, “Galleria Civica di Arte Moderna”: 1960-1977, Arte in Italia.

Milano, “Studio Soldano”.

1978 – Bologna, “Galleria d’Arte Moderna”: Metafisica del quotidiano.

1979 – Roma, “Galleria L’Astaria”.

1981 – Roma, “Palazzo delle Esposizioni”: Linee della ricerca artistaca 1960-80.

1982 – Aosta, “Tour Promage Teatro Romano”: Costruttività.

1983 – Macerata, “Pinacoteca chiesa di San Paolo”: Antologica.

1986 – XLII Biennale di Venezia.

XI Quadriennale di Roma.

1992 – X Biennale di Barcellona (Spagna).

1993 – Quito (Perù), “Fundacion Kingman-Quito”: Zeroventi.

1995 – Milano, “Galleria Bianca Pilat”: Il gatto e la volpe.

1996 – Roma, “Galleria L’Attico”: Martiti e Santi.

1997 – Roma, “Art Gallery Banchi Nuovi”: Le nove muse.

1998 – Cervia, “Magazzini del sale”: I tre principi del sale.

1999 – Roma, “Palazzo delle Esposizioni”: XIII Quadriennale, Proiezioni Duemila.

2001 – Termoli, “Galleria Civica”: Intenso essenziale.

2008 – Caserta, “Reggia di Caserta”: La Terra ha bisogno degli uomini.

2009 – Roma, “HYBRIDA contemporanea”: Il Ri-tratto di Antonio.

2015 – “Widget Art Gallery”: Artificio, http://the-widget-art-gallery.blogspot.it/2015/01/antonio-passa.html