Tullio Pericoli – Le colline davanti

Alba - 23/09/2017 : 26/11/2017

L’imponente chiesa medievale di San Domenico ad Alba ospita la personale di Tullio Pericoli intitolata Le colline davanti: 85 nuovi lavori dell’artista ispirati al proprio viaggio nelle terre di Langhe, Roero e Monferrato – i cui paesaggi vitivinicoli sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’UNESCO – ritratte nelle varie stagioni.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SAN DOMENICO
  • Indirizzo: Via Teobaldo Calissano (12051) Alba - Alba - Piemonte
  • Quando: dal 23/09/2017 - al 26/11/2017
  • Vernissage: 23/09/2017 ore 17,30
  • Autori: Tullio Pericoli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: la mostra è visitabile dal 24 settembre al 26 novembre 2017
 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 17.00 sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: http://www.fieradeltartufo.org
  • Telefono: +39 0173361051

Comunicato stampa

L’imponente chiesa medievale di San Domenico ad Alba ospita la personale di Tullio Pericoli intitolata Le colline davanti: 85 nuovi lavori dell’artista ispirati al proprio viaggio nelle terre di Langhe, Roero e Monferrato – i cui paesaggi vitivinicoli sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’UNESCO – ritratte nelle varie stagioni. Con questa mostra, il pittore dichiara la sua recente attrazione per le colline piemontesi e le sue opere vengono esposte proprio nel periodo in cui, grazie alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Alba diventa meta di un turismo internazionale


“L’amicizia con Giorgio Bocca – racconta Pericoli - mi ha portato in questi luoghi già a partire dagli anni ’90. Lo accompagnavo ogni tanto alla ricerca di vini, e coglievo nei suoi occhi, quando arrivavamo davanti a questi paesaggi, uno sguardo d’amore. Un invito recente mi ha spinto a tornarci e a rivedere queste terre attraverso i miei attrezzi: gli occhi, la mano, la matita, i pennelli.”
La personale albese concentra un lavoro di oltre due anni attraverso tele, tavole e carte, utilizzando e spesso sovrapponendo tecniche varie, come l’olio, l’inchiostro, l’acquarello, il collage.
“tutto è presente in questi dipinti per il piacere visibile e quasi tattile dell’occhio, - scrive Giuseppe Montesano in catalogo - eppure tutto si sottrae, (…) una visione del mondo infranta, con irreparabile gentilezza, dalla danza che segni e arabeschi musicali scatenano intorno al vuoto strapieno di senso che si può dire solo con le immagini: e si esce da ognuno di questi dipinti con la sensazione che anche dopo aver consumato nel piacere le loro superfici belle, le immagini conservino integra la loro forza visionaria, e che potremmo ricominciare da capo a fissarle senza mai arrivare ad esaurirle.”
Per l’occasione sarà pubblicato, dalla Casa Editrice Skira, un catalogo, dal titolo Le colline davanti. Viaggio nelle terre di Langhe, Roero e Monferrato contenente, oltre al citato testo di Giuseppe Montesano, uno scritto dello storico dell’arte Giovanni Romano e di Piercarlo Grimaldi, antropologo e rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Il libro, oltre che nelle principali librerie, sarà acquistabile presso la sede della mostra.
Tullio Pericoli, pittore e disegnatore, è nato a Colli del Tronto nelle Marche nel 1936 e dal 1961 vive a Milano. Ha esposto in numerose gallerie e musei italiani e stranieri e pubblicato i suoi disegni sui più importanti quotidiani e periodici internazionali dal Corriere della Sera a Linus passando per La Repubblica, L’Espresso, ma anche The New Yorker e The New York Review of Books. La sua recente attività di scenografo l’ha portato a lavorare con l’Opernhaus di Zurigo, il Teatro Studio ed il Teatro alla Scala di Milano realizzando scene e costumi per opere di Donizetti, Rossini e Jonesco. Nel 1991 si tiene una sua mostra a Palazzo Reale di Milano dal titolo Attraverso il disegno. Nel 2007 espone una serie di ritratti nella mostra Drawings, watercolours and paintings of Samuel Beckett, alla Oscar Wilde House di Dublino. Nel 2009 la Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno gli dedica la mostra antologica sul paesaggio Sedendo e mirando. Nel 2010 presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, la mostra Lineamenti, volto e paesaggio raccoglie e confronta i due temi a lui più cari. Nel 2013 esce per Adelphi il volume antologico I paesaggi. Una parte delle opere contenute nel volume costituiranno una mostra ospitata dal MART di Rovereto l’anno successivo. Nel 2014, Adelphi pubblica Pensieri della mano. Tra le mostre più recenti: Volti di volti, presso la Galleria Paggeriarte di Sassuolo, in occasione della manifestazione Festivalfilosofia e Una storia di segni. Le incisioni di Tullio Pericoli, presso il Museo della Grafica di Pisa. La stessa mostra viene portata l’anno successivo a Castello Pasquini, Castiglioncello. Sempre nel 2015, in settembre, si inaugura, a Palazzo Fava, la mostra Sulla Terra, che raccoglie il suo lavoro sul paesaggio dal 1999 al 2015, poi trasferita a Urbino, a Palazzo Ducale, nel 2016. 

 Nel maggio dello stesso anno si inaugura a Tokyo, all’Istituto Italiano di Cultura, la mostra I paesaggi di Tullio Pericoli. La sua esposizione più recente, Scritture e figure, si è tenuta quest’anno presso la Galleria Consadori a Milano.
La Chiesa di San Domenico, capolavoro del Gotico dalle linee semplici e severe, venne edificata a partire dal 1292 quale luogo di preghiera riservato ai monaci.
I lavori di costruzione si prolungano nel tempo e vengono ultimati solo nel 1474; ma ancora tra fine del Seicento e primo Settecento la chiesa subisce alcune modifiche, si costruiscono le tombe e si aggiungono le cappelle laterali. L’edificio religioso, ha una facciata austera ed elegante; il portone è inserito in una profonda strombatura di piccole colonne di arenaria e mattoni e la lunetta superiore ha affrescata la Madonna del Rosario con S. Domenico e Santa Caterina da Siena. Ormai chiusa al culto, da trent’anni è gestita dalla Famija Albeìsa, che l’ha resa sede di manifestazioni culturali. Nel 1983 l’associazione si è anche impegnata a far restaurare l’edificio, per riportarlo agli antichi splendori, recuperando gli affreschi quattrocenteschi. Nel corso degli anni è stata sede di importanti mostre.