Trento Longaretti – Mito e metafora

Milano - 04/12/2014 : 18/01/2015

Per iniziativa della Provincia di Milano e dell’Archivio Longaretti, in collaborazione con la Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (MN), l’esposizione ripercorre attraverso 70 opere quasi un secolo di pittura (1936-2014) di uno dei maestri dell’arte italiana del secondo Novecento.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO OBERDAN
  • Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 04/12/2014 - al 18/01/2015
  • Vernissage: 04/12/2014 ore 18,30
  • Autori: Trento Longaretti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: al martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.30 ; sabato e domenica dalle 14.00 alle 19.30 – chiuso il lunedì il 25 e 26 dicembre dalle 15.00 alla 19.30 il 31 dicembre dalle 10.00 alle 15.30 e il 1° gennaio 2015 dalle 15.00 alle 19.30
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: la mostra è promossa da Provincia di Milano Archivio Longaretti in collaborazione con Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (MN)
  • Uffici stampa: CLP

Comunicato stampa

Dal 5 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015, lo Spazio Oberdan di Milano accoglie l’antologica di Trento Longaretti (Treviglio, BG, 1916), dal titolo LONGARETTI. Mito e metafora.

Per iniziativa della Provincia di Milano e dell’Archivio Longaretti, in collaborazione con la Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (MN), l’esposizione ripercorre attraverso 70 opere quasi un secolo di pittura (1936-2014) di uno dei maestri dell’arte italiana del secondo Novecento



Il percorso espositivo, ordinato da Carlo Pirovano, si sviluppa attraverso cinque motivi tematici - maternità, dall’infanzia alla vecchiaia, la condizione dell’uomo, derelitti e fuggiaschi, miracoli della natura - che, pur essendo costantemente presenti nell’intero arco della sua attività artistica, trovano espressione particolarmente ampia e intensa in periodi pittorici ben databili.

Come afferma Carlo Pirovano “Gli spunti figurativi evidenziati da questa selezione estremamente rarefatta tra le molteplici suggestioni del mondo fantastico longarettiano possono essere la maternità nelle sue svariate sfaccettature, dalla tenerezza trasognata alla tragedia imprevista; il traslato fantastico della vita come gioco musicale- infanzia vecchiaia (bimbi-vegliardi) per infaticati ritmi errabondi; il flagello biblico dello sradicamento spazio-temporale di turbe in fuga con il relativo annichilimento dell’identità di popolo; o infine la riflessione pensosa sui miracoli della natura come dono: un fiore forse o un tramonto folgorante o semplicemente il flusso della luce”.

All’interno dell’ampio arco cronologico della sua evoluzione espressiva, la mostra delinea un percorso formale articolato, ma coerente, da Corrente, quando incontra e frequenta Guttuso, Morlotti, Birolli, Sassu, Vedova e altri protagonisti di quella esperienza di evoluzione anche sociale, agli anni del dopoguerra, per giungere alla maturità, nell’esperienza di fecondo insegnamento all’Accademia Carrara di Bergamo e più innanzi all’approdo dell’utilizzo di colori accesi con soluzioni sempre più fantastiche e meno naturalistiche degli anni Settanta/ottanta, fino a giungere alla sua produzione più recente e inedita.

Accompagna la rassegna un catalogo Publi Paolini.

in collaborazione con

Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (MN)



Trento Longaretti. Cenni biografici

Trento Longaretti è nato a Treviglio nel 1916 e ha studiato all’Accademia di Brera, dove è stato allievo di Aldo Carpi.

Conclusi gli studi all’Accademia di Brera nel 1939, anno in cui vince il Premio Mylius e il Premio Stanga, è chiamato alle armi e invitato in Slovenia, Sicilia e Albania. Nel 1942 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1943 esordisce con la sua prima mostra personale presso la Galleria La Rotonda di Bergamo. Nel 1948, 1950 e 1956 partecipa ancora alla Biennale di Venezia, mentre nel 1952 è invitato alla Quadriennale Nazionale di Roma. Nel 1953 vince il Concorso Nazionale per la Direzione dell’Accademia Carrara di Bergamo e relativa Cattedra di Pittura, succedendo ad Achille Funi. A differenza dei suoi predecessori Longaretti ha voluto ampliare lo studio dell’arte introducendo anche l’approfondimento di tecniche quali l’affresco, il mosaico e la vetrata. Dirige l’Accademia per l’arco di venticinque anni e lascia l’incarico nel 1978. Durante gli anni di direzione dell'Accademia coniuga l’intenso impegno nell’attività didattica alla libera professione, realizza importanti opere d’arte sacra conservate in Vaticano, nel Duomo e nella Basilica di Sant’Ambrogio in Milano, nel Duomo di Novara e in molte chiese e istituti in Italia, crea legami duraturi con la Galleria Glezer di New York, la Galleria Krone di Zurigo e la Galleria Prisma di Vienna. Nel corso degli anni è invitato a tenere mostre personali e antologiche di grande rilievo sia su territorio nazionale che presso sedi estere, in importanti musei e istituzioni (da Buenos Aires a Londra, da Parigi a New York e Montreal). Tra le esposizioni successive di notevole importanza ricordiamo la mostra sotto l’egida dell’Onu al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra nel 1999 dedicata alla “Povertà nel mondo”; le mostre allestite presso la Villa Reale di Monza nel 2002, i Magazzini del Sale di Venezia nel 2003 e Castel Sant’Angelo nel 2006 e alla Biblioteca Angelica nel 2012 a Roma . Nel 2009 espone a New York all’Istituto Italiano di Cultura, mentre nel 2011 è invitato a partecipare alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Longaretti, durante i suoi 80 anni di attività pittorica, ha rivolto la sua attenzione al sentimento dell’uomo, alle vicende umane e drammatiche del suo secolo, rimanendo sempre fedele alla pittura figurativa.

Nonostante i suoi 98 anni, lavora ancora attivamente presso il suo studio di Bergamo; collabora con la Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (Mn).



Milano, dicembre 2014