Tra sogno e realtà

Crema - 24/10/2020 : 01/11/2020

L’Associazione Liberi Incisori, espone nelle Sale Agello del Centro Culturale Sant’Agostino di Crema, in occasione di Scripta, le opere di cinquanta incisori contemporanei.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CULTURALE SANT'AGOSTINO
  • Indirizzo: Piazzetta Winifred Terni de' Gregorj 526013 - Crema - Lombardia
  • Quando: dal 24/10/2020 - al 01/11/2020
  • Vernissage: 24/10/2020 ore 11
  • Generi: disegno e grafica
  • Orari: sabato e domenica 10-12 & 15-19

Comunicato stampa

L’Associazione Liberi Incisori, espone nelle Sale Agello del Centro Culturale Sant’Agostino di Crema, in occasione di Scripta, le opere di cinquanta incisori contemporanei. Dal ventiquattro ottobre al primo novembre del 2020 la mostra Tra Sogno e realtà sarà visitabile nelle giornate di sabato e domenica. Accompagna la mostra stessa un catalogo che oltre alle riproduzioni delle opere contiene numerosi contributi testuali. Tra questi è l’intervento di Mario Benedetto, che funge da vero e proprio manifesto programmatico dell’esposizione


L’artista intellettuale erudito, indispensabile alla società ha un ruolo molto difficile da esercitare perché è pesantemente condizionato dal mercato, nei confronti del quale è indifeso. Egli, se non entra nelle grazie di chi ha il potere, venendo così ad essere incluso nelle manifestazioni che contano, resta tagliato fuori, lontano dai riflettori, isolato, e se cerca attenzione viene emarginato, e se privo di risorse rischia di fare la fame. In ogni caso, se il suo demone lo alimenta, prosegue il suo cammino ugualmente, dando forma e sentimento ai suoi fantasmi e ai suoi sogni. E l’arte vivrà finché avrà vita! Come diceva Eraclito, da svegli tutti condividiamo questo mondo, ma nel sonno e nel sogno, ognuno ha il proprio. La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare (Arthur Schopenhauer). È sogno una scultura di Bernini, giusto per fare un esempio fra mille e mille capolavori d’arte del nostro paese, e allo stesso tempo è, anche, realtà concreta, tangibile, direi carnale.
Tutto torna sull’artefice.
Il nostro artista però, cerca onestamente se stesso, si rivolge ad esplorare e sviluppare una propria più approfondita narrazione personale, e non è attratto dai falsi modelli proposti da una non-cultura al servizio di un potere corrotto, incapace di avere una sana visione civile di progresso, prosperità e giustizia. Il suo sarà un contributo di autentica libertà creativa, anche perché l’obiettivo primario del suo lavoro non è soltanto il riconoscimento professionale, il successo personale.
La verità è che occorre avere un linguaggio legato al proprio tempo e in armonia con la propria natura, esplorando e sviluppando una narrazione autonoma significativa capace di sviluppare altri processi pieni di significati germinativi validi a diventare motori d’impulsi verso lo sviluppo della narrazione collettiva dell’arte. E tutto ciò con la piena consapevolezza dei rischi insiti, perché nulla è assicurato che avvenga o non avvenga, hic et nunc o mai più. In quanto, come per la scienza – nell’evoluzione biologica il patrimonio genetico di una determinata popolazione dipende in gran parte da fattori casuali, mi riferisco alla deriva genetica – così, anche per l’arte, esistono esperienze che in determinate condizioni possono costituire una spinta generativa come pure non attivarla mai.