Torture

Roma - 05/11/2014 : 28/11/2014

La mostra Torture è un progetto condiviso di due autori, Joseph De Felici e Ferdinando Gatta, che, attraverso il linguaggio fotografico, restituiscono un proprio punto di vista su temi sempre tragicamente attuali come quelli dell’ingiustizia, della costrizione, della violenza, della prevaricazione – perpetrati dal potere, dai più forti sui deboli, dai carnefici sulle vittime, da certa politica, ma anche tra le mura domestiche – e dai conseguenti concetti di menzogna e complicità.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra Torture è un progetto condiviso di due autori, Joseph De Felici e Ferdinando Gatta, che, attraverso il linguaggio fotografico, restituiscono un proprio punto di vista su temi sempre tragicamente attuali come quelli dell’ingiustizia, della costrizione, della violenza, della prevaricazione – perpetrati dal potere, dai più forti sui deboli, dai carnefici sulle vittime, da certa politica, ma anche tra le mura domestiche – e dai conseguenti concetti di menzogna e complicità.

Come esordisce la curatrice, Barbara Martusciello, nel testo di presentazione: «“Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura

Il fine del potere è il potere” scrive George Orwell in 1984 (1949): questa lucida citazione si presta alla perfezione per essere usata come ideale commento alla questa mostra: Torture.» Così, tramite una decina di fotografie per ogni artista, tutte in bianco e nero e allestite - nella magnifica sala della Crociera-BiAsa - in modo volutamente essenziale, quasi ruvido, è costruito un percorso antinarrativo, non reportagistico bensì evocativo. Un accenno – se si eccettua la scelta di titoli eloquenti per la produzione di De Felici –, allegorie, evanescenze...: mani spalancate, braccia che si tendono, sbarre, sovrapposizioni di elementi (De Felici), cielo e nuvole dietro cancellate, spuntoni in ferro battuto (Ferdinando Gatta) richiamano i tanti drammi che si compiono sia nella normalità della quotidianità, sia contro il proprio territorio e l'ambiente, sia per le scelte governative e della finanza. In ognuno di questi casi, a pagare il prezzo più crudelmente alto sono le persone: non numeri, non categorie ma esseri umani. Da sempre, nella Storia, è questa la parte più aberrante e iniqua che ritorna e che i nostri autori intendono indicare, se pure con il vigore pacifico dell’arte, che riesce sempre a ricordarci che, nonostante tutto, una volta Davide riuscì a vincere su Golia.
Durante l’inaugurazione si terrà una conversazione inaugurale, alle ore 18,00, a cui intervengono, con la curatrice e gli artisti: Maria Concetta Petrollo Pagliarani, Direttrice della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte; Ida Barberio, responsabile promozione culturale BiASA; Marco Ancora, Direttore del CISI.


>> Un corner di benvenuto accoglierà il pubblico con prodotti enogastronomici biologici di Ethicatering, una giovane azienda che produce su basi etico-solidali che utilizza prodotti provenienti da terreni confiscati alle mafie e confezionati nelle carceri italiane.