Tommaso Tosco. In-Between

Santena - 27/10/2017 : 23/12/2017

Hangar Sbit-In è lieta di presentare In-Between, la mostra personale di Tommaso Tosco (Santena, 1957), ceramista e artista poliedrico, che unisce, in un excursus cronologico, le prime opere installative, in ceramica, degli anni Ottanta, alle realizzazioni più recenti in acciaio corten.

Informazioni

  • Luogo: HANGAR SBIT IN
  • Indirizzo: Via Asti 1 - Santena - Piemonte
  • Quando: dal 27/10/2017 - al 23/12/2017
  • Vernissage: 27/10/2017 ore 18,30
  • Autori: Tommaso Tosco
  • Curatori: Elena Inchingolo
  • Generi: design, arte contemporanea, inaugurazione, personale
  • Orari: martedì – sabato h. 10 – 12.30 / 16 – 19

Comunicato stampa

Hangar Sbit-In è lieta di presentare In-Between, la mostra personale di Tommaso Tosco (Santena, 1957), ceramista e artista poliedrico, che unisce, in un excursus cronologico, le prime opere installative, in ceramica, degli anni Ottanta, alle realizzazioni più recenti in acciaio corten.

A partire da un’attenta ricerca sulla materia, alla fine degli Anni Settanta, Tosco si dedica alla scultura e alle grandi installazioni, iniziando proficue collaborazioni con alcune gallerie d’arte contemporanea in Torino, come la Galleria Martano – che già seguiva il lavoro di Nanni Valentini - e la Galleria Luisella D’Alessandro

Collaboratore e amico di Nanni Valentini, dal quale apprende le conoscenze tecniche e la cultura della ceramica, nonché appassionato fruitore di musica contemporanea - dai Landscapes di John Cage alle sonorità new wave dei Talking Heads, alle composizioni sperimentali di Morton Feldman – trasferisce nella sua opera il rigore e l’essenzialità delle forme unitamente all’estro per la sperimentazione sulla materia.
Nonostante l’avviata carriera dai fortunati esiti, alla fine degli anni Ottanta, Tosco si allontana dal sistema
dell’arte per motivi personali, continuando, in autonomia, a esperire la ceramica e i metalli.

In mostra opere storiche quali, Take me to the river (1986), installazione composta da circa 30 elementi in terracotta e pietra di Luserna, omaggio al componimento omonimo dei Talking Heads e Come una fiamma violenta nei nostri cuori (1987), opera concepita in sette elementi in terracotta, evocativi di teste stilizzate, fondamentale per comprendere il milieu culturale di quel momento e la lezione autentica di Nanni Valentini. Nell’opera di Tosco si coglie il desiderio di dar rilevanza al significato compositivo
dell’installazione in confronto dialogico con lo spazio e con la percezione del fruitore.
In esposizione si ripropone anche l’installazione Rebis o Due Soli reinterpretando il processo costitutivo e formale dell’opera datata 1987, che prevedeva oltre a due elementi tondi in metallo, in sospensione, un mandala di silice colorata e un wall painting. Il percorso espositivo continua con SLIT, una serie di lavori più recenti, frutto di una “rinnovata linfa espressiva” - come lo stesso Tosco sostiene. Qui la lacerazione al
centro dell’opera, da cui deriva il titolo, evoca fenomeni naturali, come le spaccature della terra e le saette del cielo, e profonde dicotomie dell’anima. Si tratta di poderose sculture di dimensioni variabili, in acciaio corten, con inserzioni e saldature in argento, realizzate in collaborazione con l’orafo Mauro Bonafede.
Collaborazione che ha avuto inizio nel 2013, insieme a Franco Mello, per la creazione di alcuni gioielli scultura in acciaio corten, che entrarono a far parte del progetto Sfioro insieme a gioielli, in tiratura limitata, di artisti come Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino e Marco Gastini.

La mostra, a cura di Elena Inchingolo, inaugura lo spazio espositivo Hangar, dell’azienda di interior design Sbit-In, in occasione dei dieci anni dall’inizio della propria attività ed è il primo di un ciclo di progetti di arte e design, che verranno realizzati su invito.

In occasione della mostra sarà pubblicato il libro d’artista Tommaso Tosco. In-Between, in edizione bilingue (italiano/inglese), a cura di Franco Mello, con testi di Elena Inchingolo, Francesco Poli e Henrik H. Sørensen ed un inserto fotografico di Pino Dell’Aquila.