Tolkien tra fumetto e illustrazione

Milano - 11/03/2016 : 25/03/2016

La mostra Tolkien tra fumetto e illustrazione, realizzata da laVerdi in collaborazione con WOW Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell'illustrazione e dell'immagine animata di Milano, e la Società Tolkieniana Italiana, proporrà una selezione delle trasposizioni a fumetti de Il Signore degli Anelli oltre ad alcune parodie della saga. Una sezione della mostra è dedicata alla trasposizione a fumetti della vita del professore di Oxford.

Informazioni

Comunicato stampa

In concomitanza con la proiezione del film Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell’Anello, con l’esecuzione in sincrono dal vivo della colonna sonora Premio Oscar di Howard Shore, all’Auditorium di Milano sarà possibile scoprire come l’opera di Tolkien, e la sua stessa vita, sono stati trasformati in fumetti.
La mostra Tolkien tra fumetto e illustrazione, realizzata da laVerdi in collaborazione con WOW Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell'illustrazione e dell'immagine animata di Milano, e la Società Tolkieniana Italiana, proporrà una selezione delle trasposizioni a fumetti de Il Signore degli Anelli oltre ad alcune parodie della saga

Una sezione della mostra è dedicata alla trasposizione a fumetti della vita del professore di Oxford.
La mostra inaugura venerdì 11 marzo e resterà aperta fino a venerdì 25 marzo, all’Auditorium di Milano in largo Mahler (ingresso libero, orari di apertura dell’Auditorium e durante i concerti).

UNA GIORNATA TOLKIENIANA AL M.A.C.

Venerdì 18 marzo, a partire dalle ore 16.30, al M.A.C. in piazza Tito Lucrezio Caro 1, saranno proiettati alcuni fan film realizzati in modo amatoriale, ma con risultati molto professionali, dedicati a Tolkien e alla sua opera (ingresso libero).

Tra i molti fan film - film realizzati da fan senza scopo di lucro - ispirati a Tolkien, verranno proiettati in sequenza: Tolkien’s Road, The Hunt For Gollum e Diari della Terza Era.
Sempre venerdì 18 al M.A.C. alle ore 18.00, dopo le proiezioni, andrà in scena il pre-concert talk con il direttore d’orchestra Shih-Hung Young, intervistato per l'occasione da Massimo Privitera e Maurizio Caschetto del web magazine ColonneSonore.net, con la partecipazione di Riccardo Mazzoni di WOW Spazio Fumetto (ingresso libero).

I film al M.A.C.
Tolkien’s Road
Realizzato a partire dal 2012 da un gruppo di fan del professore in gran parte professionisti del mondo del cinema di Los Angeles, e costato circa 15mila dollari e racconta l’esperienza di Tolkien durante la Prima guerra mondiale e la sua vita prima della scrittura de Lo Hobbit (durata 35’)
The Hunt For Gollum
Realizzato nel 2009 con un budget di solo 3mila sterline, è una sorta di prequel dei film di Jackson. Il film è stato doppiato in Italiano nel 2012 (durata 36’)
Diari della Terza Era
Primo fan film tolkieniani italiani, è diretto da Claudio Ripalti che lo ha scritto con Daniela Cancellieri. Ispirato in parte ad alcuni brani de Il Silmarillion ,è costato 1.400 euro ed è stato girato tra Pesaro e Ancona (durata 17’)


UN MAESTRO DELLA FANTASIA
“Questo libro con l'aiuto di mappe non richiede nessuna illustrazione, è buono e può interessare bambini dai 5 ai 9 anni”: così Rayner, il figlio di 10 anni dell’editore de Lo Hobbit, primo sostenitore della pubblicazione del racconto, lo recensì. Tuttavia fu lo stesso Tolkien il primo illustratore della sua opera: oltre ai disegni in bianco e nero per la prima edizione del volume, 1500 copie pubblicate nel 1937, per l’edizione americana realizzò 4 tavole a colori a che ancora oggi fanno scuola. D’altra parte Tolkien amava disegnare e corredava sempre le sue opere di schizzi, mappe e paesaggi. Memorabili sono le sue Lettere di Babbo Natale che spediva ogni anno ai suoi figli. Ogni lettera, che si supponeva fosse inviata da Babbo Natale, era corredata da disegni ricchi di fantasia e suggestioni.
Tuttavia - massima contraddizione - nonostante la sua passione per l’illustrazione, non amava che i suoi racconti fossero illustrati e, ogni volta che gli veniva proposto un illustratore, le sue critiche non erano di poco conto. Ciò che veramente voleva, e questa annotazione è utile per capire il suo pensiero, era che Gollum non fosse reso con un aspetto mostruoso.

TUTTO COMINCIA CON UN “CARTONE ANIMATO”
La prima opera a uscire dalle pagine è, forse per le sue dimensioni, Lo Hobbit che nel 1966 diventa un cortometraggio “animato” di 12 minuti. A firmarlo è Gene Deitch, un animatore americano che vive a Praga mentre i disegni sono dell’artista boemo Adolf Born. Questa trasposizione è molto libera e personale: non a caso alla fine Bilbo “sposa” la principessa Miko Milovana. Nonostante le molte libertà del regista questo film dimostra che l’opera di Tolkien può essere illustrata e animata e questo apre la strada alla realizzazione di un progetto molto speciale: il film animato de Il Signore degli Anelli realizzato nel 1978 da Ralph Bakshi. Questo regista è noto per aver realizzato un altro famoso film animato, Fritz il gatto, che ha fatto molto discutere ma che ha anche ottenuto degli ottimi risultati. Il suo successo gli permette di “imporre” il suo progetto che prevede la realizzazione di due film: il primo racconterà quanto narrato ne La Compagnia dell’Anello e in parte ne Le due Torri, il secondo il resto. Purtroppo lo “scarso” successo al botteghino - il film incassò “solo” 30 milioni di dollari rispetto ai 4 che era costato -impedì la realizzazione del sequel. Si tratta di un film molto particolare in quanto è stato realizzato con una tecnologia speciale: il rotoscopio. Grazie a questo strumento, gli animatori “disegnavano” i personaggi su una pellicola con gli attori ripresi live. Inoltre Bakshi decise di “dare” a ogni personaggio un animatore così come normalmente a un attore si affida un ruolo e tra questi animatori/attori ci fu anche Tim Burton. Il Signore degli Anelli animato, per molti aspetti film visionario e folle, è, tra l’altro, all’origine del progetto di Peter Jackson di portare sul grande schermo le opere di Tolkien, che diciasettenne lesse dopo aver visto il film di Bakshi.

UNA STORIA MAI FINITA
Il passaggio dalla parola al fumetto comincia con la trasposizione della saga realizzata negli anni Settanta da Luis Bermejo. Questo autore spagnolo, nato nel 1932, in Italia è conosciuto per aver realizzato tre volumi de La storia del West di Gino D’Antonio. Il suo Signore degli Anelli, ispirato al film di Bakshi, è caratterizzato da un tratto ricco tipico dei fumetti avventurosi spagnoli dell’epoca. Venne pubblicato, a partire dal 1979, in tre volumi che tuttavia non seguono l’opera di Tolkien.
Un ulteriore adattamento delle due principali opere di Tolkien venne realizzato tra il 1989 e il 1992 da Sotir Gelev per il mensile bulgaro Daga. Dopo aver illustrato diversi classici, tra i quali Dracula, Gelev si dedicherà al cinema di animazione e alla regia. La sua versione a fumetti, come nel caso di Bermejo, non racconta tutto il libro (termina alla fine de La compagnia dell’Anello) in quanto Daga cessa le pubblicazioni prima della fine della storia.
Questa versione a fumetti è stata realizzata senza il consenso degli eredi di Tolkien. Prima di realizzare Il Signore degli Anelli Gelev aveva firmato, sempre per Daga, la trasposizione a fumetti de Lo Hobbit.

E POI VENNERO LE PARODIE
Accanto alle trasposizioni vere e proprie, sono state realizzate molte rivisitazioni delle opere di Tolkien. Nel 1981 ci prova Tiziano Sclavi. Non ancora impegnato nella creazione di Dylan Dog, si occupa di Zagor e lo spedisce, in compagnia di Cico, in una terra “parallela”, la terra di Golnor, dominata dal Male. Zagor si trova così a combattere varie orribili creature agli ordini del Signore Nero. Suoi alleati un popolo di piccole creature pacifiche, un eroe più simile a Conan che ad Aragorn, gli elfi e un mago dal cappello a punta. Questa storia, pubblicata in tre albi per un totale di 227 pagine disegnate da Franco Donatelli, oltre a essere un omaggio a Tolkien è anche la prima saga fantasy pubblicata da Sergio Bonelli.
Ispirata alla saga tolkieniana è anche l’avventura vissuta da Pippo e, in questo caso, dalla sua spalla Topolino, nel ciclo de La Spada di Ghiaccio scritto e disegnato da Massimo De Vita. Pubblicato sulle pagine di Topolino a partire dal 1982 è suddiviso in tre episodi. Il ciclo sembra concludersi nel 1985 ma nel 1993 viene realizzato un quarto episodio.
Una terza sezione propone una selezione delle opere che hanno parodiato lo spirito tolkieniano: Paperino alle prese con Il Signore del Padello (Pezzin e Valussi, 1995), Le avventure di Zannablù, create da Barbara Barbieri e Stefano Bonfanti, per Il Signore dei Porcelli (2003) e la saga de Il Signore dei Ratti (2004) firmata da Leo Ortolani creatore di Rat-Man.

UN PERSONAGGIO DA FUMETTO
“Nato a Bloemfontein (Sudafrica) nel 1892 e morto a Bournemouth (Inghilterra) nel 1973, Tolkien entrò come undergraduate nell’Università di Oxford diciannovenne, nel 1911, e vi trascorse, praticamente, tutta l’esistenza. Filologo e linguista, cultore in special modo di letteratura inglese medievale, accompagnò il suo erudito lavoro di studioso a un’intensa attività letteraria cominciata quasi per scherzo, scrivendo scherzi e ballate per i colleghi. Ma in lui maturò poco a poco una vocazione al racconto che si tradusse nella monumentale saga de Il Signore degli Anelli: un immenso romanzo nel quale il genere cavalleresco di ascendenza medievale si sposava con la capacità d’inventare interi continenti geografici e fantasiose ma anche filologicamente inappuntabili grammatiche e sintassi di popoli favolosi e inesistenti”. Così lo storico Franco Cardini ha descritto John Ronald Reuel Tolkien.
Una tale “storia” non poteva non suscitare l’attenzione del mondo del fumetto ed ecco che nel 2012 la Bluewater, una casa editrice americana specializzata in biografie a fumetti di personaggi famosi, realizza, dopo quella di Stephen King, la prima biografia a fumetti dell’autore de Il Signore degli Anelli. Scritta da Brian McCarthy e Michael Lent e disegnata da Luis Chichón mette in scena molti aspetti della vita del “professore”: la guerra, l’amore per la moglie, il rapporto con i colleghi, spesso sconosciuti ai più, con una serie di tavole più simili a dipinti che ai classici fumetti.