Toby Ziegler – Soft Power: Rosso, Morandi, Ziegler

Milano - 02/04/2019 : 15/06/2019

Tommaso Calabro ha il piacere di presentare la mostra Soft Power: Rosso, Morandi, Ziegler, in cui nuove opere realizzate dall’artista contemporaneo inglese Toby Ziegler (1972) presentano la sua personale lettura del lavoro di due grandi maestri italiani, Medardo Rosso (1858-1928) e Giorgio Morandi (1890-1964).

Informazioni

  • Luogo: TOMMASO CALABRO ART GALLERY
  • Indirizzo: Piazza San Sepolcro, 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 02/04/2019 - al 15/06/2019
  • Vernissage: 02/04/2019 ore 18
  • Autori: Toby Ziegler
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì – sabato, ore 11:00 – 19:00

Comunicato stampa

“Ci sono pittori che consciamente creano immagini che operano su due livelli: possono essere totalmente figurative e totalmente astratte allo stesso tempo. Nel lavoro di questi artisti vi è un’immagine, un soggetto, ma questa immagine sembra scomparire. Vi è un altro livello, un’altra immagine al di sotto.”
Toby Ziegler



Tommaso Calabro ha il piacere di presentare la mostra Soft Power: Rosso, Morandi, Ziegler, in cui nuove opere realizzate dall’artista contemporaneo inglese Toby Ziegler (1972) presentano la sua personale lettura del lavoro di due grandi maestri italiani, Medardo Rosso (1858-1928) e Giorgio Morandi (1890-1964)

Nonostante le divergenze temporali, geografiche ed intrinseche tra l’opera dei due artisti, Ziegler ne individua un comune denominatore: una fluida dialettica tra figurazione e astrazione, che egli ritrova anche al centro della propria ricerca.

Considerato il primo scultore moderno, Medardo Rosso esplorò l’infinito potenziale della materia, riproducendo un numero limitato di sculture con materiali diversi (bronzo, gesso e la sua celebre cera). Attraverso la continua ripetizione degli stessi soggetti e l’aggiunta progressiva di variazioni minime, Rosso aspirava a catturare la fugacità del momento. I contorni delle sue sculture sembrano sfaldarsi nell’atmosfera, mentre i suoi soggetti paiono perennemente sul punto di affiorare o risprofondare nella materia inerme. Fotografando le proprie opere, sfuocandone i contorni e alterandone le dimensioni, Rosso fu pioniere nell’affrontare tematiche quali quelle di autorialità, originalità e riproduzione seriale dell’opera d’arte.

La ripetizione dell’immagine e la sua alterazione caratterizzano anche il lavoro di Giorgio Morandi. Dagli anni Venti, l’artista si dedicò quasi esclusivamente alla rappresentazione di una serie di oggetti ricorrenti: bottiglie, vasi, brocche, bicchieri, barattoli. Per Morandi l’uso della ripetizione si origina nella consapevolezza che la struttura del reale non sia altro che una continua mutazione nel presente. Con le loro pennellate vibranti e i contorni tremuli, le nature morte di Morandi sono rappresentazioni di sé stesse, della superficie della realtà che coincide con quella della tela. Nel dipingere oggetti riconoscibili estrapolandoli dalla loro funzione originaria, Morandi racconta la realtà astratta della pittura.

Al centro dell’opera di Toby Ziegler vi è la circolazione, trasmissione e trasformazione digitale delle immagini, in particolar modo di opere d’arte, e la risultante perdita del loro significato e contesto originari. Perennemente sul confine tra figurazione e astrazione, il lavoro di Ziegler parla della scomparsa dell’immagine madre, che sopravvive nelle sue svariate riproduzioni. La figurazione è per Ziegler, così come per Morandi, il tramite imprescindibile per indagare una realtà astratta. Analogamente alle sculture di Rosso, le creazioni dell’artista inglese sembrano vivere in uno spazio liminale: stanno perdendo definizione o assumendo una forma?

I lavori concepiti ed eseguiti per Soft Power: Rosso, Morandi, Ziegler prendono spunto dalla continua oscillazione tra figurazione e astrazione caratterizzante l’opera di Rosso e di Morandi. Nella prima sala della mostra, una proiezione video esamina il processo di distruzione del testo visivo e del contenuto di un’immagine innescato dalla sua circolazione digitale. Ziegler sottopone una sequenza di immagini a due algoritmi di riconoscimento visivo. Il primo identifica la forma, il colore, il tono e il soggetto di queste immagini cercando di trovarne di simili. I risultati si allontanano però progressivamente dalla matrice e molto spesso ne sono completamente dissociati. Il secondo algoritmo seziona le immagini nel tentativo di riconoscere e classificare gli elementi che le costituiscono e la loro relazione spaziale. Le descrizioni che ne derivano dimostrano la fallibilità dei software di riconoscimento visivo e, allo stesso tempo, originano nuovi significati inaspettati.

Nelle altre due sale dell’esposizione, nove dipinti di Ziegler si confrontano con tre nature morte di Giorgio Morandi. Per i suoi lavori, l’artista inglese prende spunto dal San Girolamo di Georges de la Tour (1630-35, Museum of Grenoble). Dipingendo per un lungo periodo di tempo con pittura traslucida a olio su alluminio, Ziegler ripropone l’immagine dell’opera del maestro francese invertendola, desaturandola e frammentandola. Al di sopra del testo figurativo emergono figure geometriche simili a griglie, che fluttuano sulla superficie dipinta, oscurandone l’immagine e portandola sull’orlo della sparizione. Due sculture di Ziegler conversano invece con la cera Enfant au soleil (1918 ca., eseguito da originale del 1891-92) ed El Locch (1881-82) di Medardo Rosso. Disegnate come modelli tridimensionali e realizzate da una stampante digitale programmata per aggiungervi errori intenzionali, le sculture di Ziegler distorcono l’immagine di un antico reliquiario. Queste opere parlano della degradazione della matrice e della sua sopravvivenza in forme e materiali completamente nuovi.

Il titolo della mostra prende in prestito l’espressione “soft power”, coniata nel 1990 da Joseph Nye ad indicare l’abilità di influenzare il comportamento umano attraverso la persuasione e non la coercizione. Ziegler usa metaforicamente le implicazioni politiche di questo termine per sottolineare l’incertezza associata all’odierna fruizione delle immagini, che vengono costantemente, e spesso implicitamente, caricate di significati a loro completamente estranei. In questa occasione, “soft power” denota inoltre il potere persuasivo della figurazione, che, nell’opera dei tre artisti esposti, implica tacitamente il proprio opposto.

Con la mostra Soft Power: Rosso, Morandi, Ziegler, la galleria d’arte Tommaso Calabro presenta l’opera di Toby Ziegler per la prima volta in Italia e punta a orientare la propria offerta espositiva verso una crescente internazionalità. Attraverso il dialogo inaspettato tra le opere dei tre artisti, la galleria promuove una nuova lettura di due grandi maestri dell’arte italiana attraverso le lenti dell’arte contemporanea.


TOBY ZIEGLER

Toby Ziegler nasce a Londra nel 1972, dove attualmente vive e lavora. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale ed è stato protagonista di numerose mostre personali, quali Toby Ziegler. Your shadow rising (2018-2019) presso il Museum of Old and New Art in Tasmania, Toby Ziegler – The Genesis Speech (2017) press il Freud Museum di Londra, e Toby Ziegler: Slave (2017) presso il Salisbury New Art Centre. L’artista collabora regolarmente con la Galerie Max Hetzler di Berlino e Parigi, e la Simon Lee Gallery di Londra. I lavori di Toby Ziegler sono oggi presenti in collezioni internazionali private e pubbliche, quali l’Arts Council of England, il British Council, la Tate Britain, la Fondazione François Pinault, l’Hudson Valley Centre for Contemporary Art e il Museum of Old and New Art.

A lezione di sguardo dai grandi maestri. Toby Ziegler e Giulio...

Galleria Tommaso Calabro, Milano – fino al 31 maggio 2019 // fino al 15 giugno 2019. Continua la brillante attività della galleria Tommaso Calabro con le due nuove esposizioni: “Atto I, Giulio Paolini” nella suggestiva sala neoclassica della galleria e “Soft Power: Rosso – Morandi –Ziegler” nelle tre sale comunicanti. Due mostre ben distinte ma per molti aspetti anche idealmente vicine.